a cura di L. M. B.
Riletture. La cultura plurale di Michel de Certeau, gesuita irregolare
Di Alberto Ravagnani
AVVENIRE venerdì 1 agosto 2025
In questi giorni, a Roma, sono convenuti centinaia di migliaia di giovani da tutto il mondo. Zaino in spalla e cuore aperto, hanno viaggiato per giorni, hanno faticato sotto il sole, hanno investito i loro risparmi. Perché? Per ascoltare parole di senso, di fede, di incoraggiamento. Per cercare una voce capace di orientare il caos delle emozioni, dei dubbi, delle ferite, dei desideri che portano dentro. Per accogliere il dono della speranza.
Ma ora, in realtà, tocca anche alla Chiesa ascoltare tutti questi giovani.
Se questo Giubileo non vuole limitarsi a un evento ben riuscito e partecipato, ma vuole essere un vero punto di svolta, allora la Chiesa, dopo aver parlato ai giovani, deve mettersi ad ascoltarli sul serio. Ascoltare le loro domande, le loro istanze, i loro linguaggi. E poi deve guardarli attentamente: come si vestono, come si relazionano sui social, come vivono la fede – o come non riescono più a viverla. E poi deve lasciarsi interrogare dalla loro presenza, dai loro silenzi, dalle loro proteste e dal loro slancio.