a cura di L. M. B.
DI Antonio Spadaro
AVVENIRE mercoledì 16 luglio 2025
In un'epoca disabituata a sognare, Francesco ha proposto un pensiero vivo, che non ha avuto paura della complessità. Così si spiega anche la sua critica al narcisismo sociale e all'inflazione dell'io
Il rapporto tra fede e ragione è una colonna portante dell’identità intellettuale cattolica. L’idea che queste due dimensioni dell’umano dovessero dialogare, sostenersi, evitare i reciproci abissi - fanatismo da una parte, nichilismo dall’altra - ha guidato l’elaborazione teologica e ha trovato nel 1998 una elaborazione importante nell’enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II: «La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità», scriveva Wojtyla. Questo equilibrio corre un rischio noto: quello di diventare schema fisso, griglia, teoria che, nel tentativo di tenere insieme il tutto, rischia di escludere la vita nella sua carne e nei suoi contrasti. E Wojtyla stesso ruppe lo schema con la sua opera poetica.