Una vera conversione ecologica passa per l’Eucarestia


a cura di L. M. B.
Città del Vaticano (ACI Stampa).
di Angela Ambrogetti
3, settembre, 2026

“L’ecologia è il risultato di come si risolve l’equazione dell’interazione tra cosmologia e antropologia. Pertanto, un approccio ecologico che voglia andare alla radice delle questioni non può evitare di affrontare entrambe queste dimensioni”. É questa la premessa del lungo e articolato testo della Commissione Teologica internazionale “Prendersi cura della nostra Casa comune”: Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”..

Reso pubblico il 2 settembre, nel periodo del Tempo del Creato, ha la sua sintesi nelle prima pagine: “Nel primo capitolo ci focalizziamo, dal punto di vista teologico, su una visione trinitaria della creazione del cosmo, mettendo in rilievo l’impronta trinitaria nel creato che ne consegue con le sue ripercussioni(…)Nel secondo capitolo, consideriamo il fondamento e la portata del ruolo dell’essere umano nella Casa comune (cf. LD 67). (…)Nel terzo capitolo, proponiamo una serie di linee guida e di principi orientativi per la cura della Casa comune e la conversione ecologica”. Il testo è complesso, ma per avere delle indicazioni utili a tutti ci sono delle sintesi alla fine di ogni capitolo e il senso teologico della creazione, per cui “il fine ultimo della creazione non si esaurisce nell’utilità che essa può avere per l’essere umano e per lo sviluppo della sua vita. In tutto il creato vi è un orientamento al compimento in Dio attraverso Cristo (1 Cor 15,24-28) e nello Spirito Santo, quando in esso, infine, si darà la piena e gloriosa manifestazione del Creatore uno e trino. Per questo motivo,
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