PERCHÈ UN CENTRO STUDI

L’obbiettivo perseguito dal CENTRO STUDI “Teilhard de Chardin per il futuro dell’uomo” è quello di continuare a tenere viva e sonora la profonda eco di ricerca e studio, parte del prezioso ed originalissimo patrimonio lasciatoci in eredità dal padre gesuita francese Pierre Teilhard de Chardin – che caratterizza l’abbraccio rinascimentale tra uomo, natura e spiritualità.

(Incontro di presentazione del CSTDC)

07  maggio 2024

                                           Sezione dedicata con programma

A breve ci sarà la pubblicazione dei materiali utilizzati durante l’incontro che si è svolto presso l’istituto Sociale come da programma (vedi locandina).

TEMA DEL MESE...

Sulla Felicità

L’ex presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali:

“Dobbiamo tornare alla tradizione neorinascimentale, in cui al centro c’è la società civile che si organizza secondo modelli appropriati.

Democrazia vuol dire che il potere spetta al popolo e lo Stato è al servizio. Invece noi abbiamo ribaltato questa visione”.

Il periodo estivo è sempre stato occasione per riposo, vacanze, recupero di energie …

Durante il tempo che ci è concesso, riaffiora -anche nelle situazioni esistenziali difficili- il tema della felicità: per la quale siamo stati pensati e creati!

Torna di attualità quindi e pieno titolo la riflessione di padre Teilhard sulla felicità: affidata dapprima ad uno specifico saggio (1934) e poi ad uno studio per l’Unesco (1950).

Il noto economista Stefano Zamagni, autorevolissimo esponente della c.d. “economia civile” e già presidente della Pontificia Accademia per le Scienze sociali, già ci aveva onorati con uno suo studio sul “Turismo Etico”: che pubblicammo sulla Rivista Un futuro per l’uomo.

Ora, giunge a proposito e sempre attuale, sulla felicità letta in chiave economica.

Il suo studio, annunciato da AVVENIRE, è stato ripreso e trasformato in intervista su IL FATTO QUOTIDIANO (Elisabetta Ambrosi, 25 giugno 2024)

Per leggere l’intervista

Teilhard de Chardin

Teilhard de Chardin scrive:

"Noi non abbiamo bisogno di un testa a testa, né di un corpo a corpo, ma di un cuore a cuore. In queste condizioni, più scruto il problema fondamentale dell'avvenire della Terra, più mi pare di scorgere che il principio generatore della sua unificazione non è in fin dei conti da ricercare né nella sola contemplazione di una stessa Verità, né nel solo desiderio suscitato da Qualche cosa, ma nell'attrazione comune esercitata da uno stesso Qualcuno."

Ultima segnalazione

SEGNALAZIONE 37

L’inventore del microprocessore: “Ciò che conta è oltre l’invisibile” a cura di L. M. B. il Giornale di Eleonora Barbieri 30 Giugno 2024 – 06:00 “Unisco scienza e spiritualità per ridare senso all’universo” Dopo avere inventato il primo microprocessore al mondo (l’Intel 4004) e posto le basi del successo straordinario della Sylicon Valley, grazie al silicio e alle sue applicazioni, e dopo avere anche sviluppato i primi touchscreen, il fisico e inventore vicentino Federico Faggin, all’apice di una carriera eccezionale, ha abbandonato la strada di imprenditore per occuparsi della coscienza. Ormai la studia da trentacinque anni. Quello che ha scoperto lo racconta in Oltre l’invisibile (Mondadori, pagg. 306, euro 22). Federico Faggin, che cosa è «oltre l’invisibile»? «È ciò che è conoscibile solo attraverso la coscienza. La nostra interiorità è già privata: quello che provo non riesco a trasferirlo agli altri, così come lo provo. Questo aspetto dell’interiorità è comune alla fisica quantistica, perché anche l’informazione quantistica non si può riprodurre: essa rimane privata, conoscibile solo dal sistema che è in quello stato». ALTRA INTERVISTA “Oltre l’invisibile” –

Continua a leggere »

IN VETRINA

Il sacro nella storia dell’umanità

UN LIBRO AFFASCINANTE Un libro agile che imposta in modo perfetto il pensiero umano di Julien Ries (Autore) Nuova pubblicazione della Jaca Book sugli studi del grande gesuita belga Julien Ries (1920-2013 ), storico delle religioni nominato cardinale da Benedetto XVI: un vero cultore e stimatore dell’opera di Teilhard. Da più di un secolo il sacro, inteso come rapporto fra l’uomo e il divino, occupa un posto di rilievo nella storia delle religioni. Nel Novecento, grazie agli studi di Georges Dumézil e di Mircea Eliade, vengono identificate le articolazioni portanti del fenomeno religioso. Julien Ries è erede di questa importante tradizione antropologica del XX secolo e portatore di una nuova istanza nell’antropologia religiosa. La

Continua a leggere »

Ultimo saggio

La mente non è un computer

di Angelo Tartabini Per il filosofo l’intelligenza artificiale non sarà mai come quella umana.  I filosofi della mente, ma soprattutto neuroscienziati, psicologi, biologi e altri studiosi, dovrebbero riflettere, più di quanto abbiano fatto fino adora, sul pensiero di John Searle, un noto e controverso filosofo americano, originalissimo e contro corrente, e ancora attivo, nonostante la veneranda età di 92 anni. Non è indispensabile essere degli esperti della mente per affrontare i suoi ragionamenti, tra l’altro molto provocatori, ma, secondo il mio modesto parere, mai campati in aria. La filosofia della mente, dice Searle, dovrebbe costituire l’aspetto centrale della filosofia dei nostri tempi, mentre, di fatto, non lo è. Dopotutto

CONTINUA  A LEGGERE »

CRONACHE TEILHARDIANE

Il card. Raniero Cantalamessa cita Teilhard

a cura di LMB Da mensile Frate Indovino, n. 11 – 2023, p. 1 Presentando la recente Esortazione apostolica di papa Francesco, “Laudate Deum” (Lodate Dio), il Cardinale padre Raniero Cantalamessa, OFM Cap, esordisce affermando che “quella di papa Fracesco, insieme a quella di altri leader religiosi e uomini di scienza, è l’unica voce libera da interessi ideologici e nazionalistici (e perciò credibile!) che si leva oggi in difesa del creato, dell’umanità di domani e dei poveri di oggi: la storia gliene darà atto …”. Proseguendo nel suo commento, egli

Leggi Tutto »

TESTIMONIANZE

Che cos’è per me pregare

di Annamaria Tassone   Parecchi anni fa, forse più di 20, attraversai un momento in cui le preghiere fatte da sola o in gruppo recitando formule abituali non riuscivano a farmi sentire in sintonia con il divino. Cominciai a guardare con attenzione dentro di me e poi riportai di getto una serie di considerazioni sui modi e nei quali la mia anima riusciva a cogliere momenti di misticismo che mi davano coraggio e gioia.Ritrovo oggi quello scritto e mi permetto di condividerlo perché, ancor più dopo

Leggi Tutto »

RIVISTA

Il filo mai spezzato di una storia in evoluzione: così si potrebbe definire la retrospettiva in grado di spiegare la testata di questa Rivista.
Una storia, dunque, nel segno della continuità e della coerenza.