Giovanni Ballarini

GIOVANNI BALLARINI (Roma, 1927) Professore Emerito dell’Università degli Studi di Parma, Dottore Honoris Causa dell’Università di Atene, Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte del Ministero della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana e insignito dell’Ordre du Mérite Agricole della Repubblica Francese.

Da solo e in collaborazione con numerosi allievi ha svolto un’intensa ricerca scientifica in numerosi campi della Medicina Veterinaria, Sanità Pubblica, Igiene Urbana e Zooantropologia.

Negli ultimi venti anni ha sviluppato una ricerca originale sugli aspetti antropologici dell’alimentazione umana (Antropologia Alimentare) svolgendo un’intensa attività di divulgazione sui temi dell’alimentazione e pubblicando numerosi articoli, libri e monografie. Parallelamente, fin dal 1946 partecipando al Congresso Internazionale dei Filosofia di Roma, si è interessato ai rapporti uomo-animale (Zooantropologia) e uomo-ambiente (Antropologia ambientale) con pubblicazioni e libri, svolgendo al riguardo costante opera di divulgazione.

Attualmente sta sviluppando ricerche sul postumano e transumano con riferimenti al rapporto uomo-animali e
uomo-ambiente. Si autodefinisce zooantropologo degli allevamenti animali, antropologo dell’alimentazione quale linguaggio e cristiano di rito cattolico.

Guido Dalla Casa

Guido Dalla Casa è nato nel 1936 a Bologna, dove ha frequentato il Liceo Scientifico e si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1959 al 1997 ha svolto l’attività di dirigente dell’ENEL nelle aree tecnica e commerciale della distribuzione, nelle sedi di Torino, Vercelli, Milano e Brescia.

All’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, ha collaborato alla fondazione della Sezione Piemonte del WWF.

Dal 1970 circa si interessa di filosofia dell’ecologia e di filosofie orientali e native. Nel corso di 40 anni (dagli anni 50 agli anni 90 del secolo scorso) è passato progressivamente da una visione del mondo di tipo cartesiano- newtoniano a una visione di Ecologia Profonda a sfondo animista-panteista, del tipo di quella di Arne Naess, Gregory Bateson, Fritjof Capra. È docente di Ecologia Interculturale presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini e tiene corsi di Scienze Naturali ed Ecologia Profonda alla UNITRE di Saronno.

Ha pubblicato alcuni libri:

  • L’ultima scimmia (1975) per la Casa Editrice MEB di Torino,
  • Inversione di rotta (2008) per Il Segnalibro di Roma,
  • Guida alla sopravvivenza (2020) per la Macro di Cesena,
  • Ambiente: Codice Rosso (2011) per l’Editrice Jouvence,
  • L’ecologia profonda.
  • Lineamenti per una nuova visione del mondo (Mimesis, Milano, 2011) pubblicato anche come ebook da Arianna nel 2008.

Numerosi articoli, quasi tutti di Ecologia Profonda.

Fiorenzo Facchini

FIORENZO FACCHINI, professore ordinario di Antropologia dal 1976 al 2005 nell’Università di Bologna, docente di Paleontologia Umana nella Scuola di specializzazione in Archeologia dal 1985 al 2006, attualmente è professore emerito della stessa università. Membro di varie Società scientifiche italiane e internazionali, tra cui L’Istituto Italiano di Antropologia, l’Accademia delle Scienze di Bologna, l’Accademia di Scienze Naturali del Kazakhstan, la New York Academy of Sciences.

Premio internazionale Fabio Frassetto (2002) dell’Accademia dei Lincei per l’Antropologia. E’ sacerdote dell’Arcidiocesi di Bologna.

Nelle sue ricerche si è occupato di accrescimento umano, di polimorfismi genetici, di adattamento umano alle alte quote, di paleoantropologia, di culture preistoriche, di studi su popolazioni del Neolitico e della protostoria. In Asia centrale ha organizzato ricerche sull’adattamento ad alte quote nel Kazakhstan e nel Kirghizistan e sugli effetti della modernizzazione nel Kazakhstan.

L’attività scientifica è documentata in oltre 400 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e in vari volumi, tra cui:

Il cammino dell’evoluzione umana, Jaca Book, Milano, 1984, 1995;

Antropologia, Utet, Torino, 1988, 1995;

Evoluzione umana e cultura, Ed. La Scuola, Brescia, 1999;

E l’uomo venne sulla terra”, Ed. S.Paolo, 2005;

L’avventura dell’uomo. Caso o progetto?, Ed. S.Paolo, 2006;

Le origini dell’uomo e l’evoluzione culturale, Jaca Book-Città Nuova, 2006;

Le sfide dell’evoluzione. In armonia tra scienza e fede Jaca Book, Milano, 2008;

Complessità, Evoluzione, Uomo (a cura di), Jaca Book, Milano, 2011;

Evoluzione. Cinque questioni nell’attuale dibattito, Jaca Book, Milano, 2012;

Natura e cultura nella questione del genere (a cura di), Dehoniane, Bologna, 2015;

Sviluppo dell’affettività e cultura del “genere” (a cura di), Dehoniane, Bologna, 2016;

Uomo, natura, cultura. Riscoprire la realtà, Itacalibri, Bologna, 2018;

Fatti non foste… Come siamo diventati uomini e perché vogliamo rimanere tali, Ed. S.Paolo, 2020.

GIORDANO FORMIZZI

Parlare di Giordano Formizzi (18.4.1931-2.9.2022) riconduce alle diverse e numerose facce della sua storia e della sua personalità: assai intensa la prima ed estremamente poliedrica la seconda.
Gli era caro ricordare la gioventù trascorsa nel mantovano, soprattutto accanto a quel grande maestro di umanità e di spiritualità che fu don Primo Mazzolari: una vicinanza che lo ha segnato in modo inconfondibile; così come poi sarà per quella dell’amicizia con padre Aldo Bergamaschi, suo collega all’Università di Verona.
La sua principale attività è stata quella dell’educatore: come maestro prima, poi docente liceale, infine accademico nelle Università di Padova e Verona, come docente di Storia della Pedagogia. Su quel fronte fu instancabile testimone, impegnato accanto alla associazione dei pedagogisti cattolici e alla casa editrice La scuola di Brescia; nonché come promotore del Programma Erasmus Un’attività che dopo la pensione ebbe modo di proseguire tramite l’Università della Terza Età a Verona.
Fu fra i promotori del Movimento Federalista Europeo (MFE); ha avuto ruoli di prestigio nella Federazione Esperantista Italiana (FEI) e nella Unione Esperantista Cattolica Internazionale (UEKA).
Innumerevoli le sue pubblicazioni, soprattutto nell’ambito dell’educazione linguistica, presso la Libreria Universitaria editrice di Verona, tra le quali: La lingua internazionale nella storia della pedagogia (1986), G. Lessing: L’educazione del genere umano (1987), J. A. Komensky, La panglottia (1990); oltre che i suoi saggi su riviste italiane (La scuola, Quale scuola?) e internazionali (Internacia pedagogia revuo) e su temi innovativi: L’interlinguistica, l’insegnamento della lingua nella Comunità Europea.
Non può essere sottaciuta la sua militanza nella triplice vocazione: quella cattolica, quella europeista e quella esperantista.
Attorno a queste tematiche ebbe modo di incrociare la figura di Emilio Gabrielli, editore veronese: sicchè la Casa Editrice Il Segno (San Pietro in Cariano in Valpolicella) divenne uno degli ambienti più frequentati nell’ultimo ventennio; con svariate iniziative editoriali (Komensky Jan Amos, Panorthosia: riforma universale del mondo, 2003; Immanuel Kant: antologia di scritti pedagogici, 2004; e la traduzione dal tedesco del libro Mathias Vereno, Dal Mito al Cristo: dimensioni della consapevolezza, 2004) e lo sviluppo di nuove amicizie, grazie alle quali Egli nel 2008 fu co-fondatore, insieme a p. Eugenio Costa sj – Nando Bacchi – Luciano Mazzoni Benoni, della Rivista Uni-versum: della quale, dopo la dipartita di padre Costa divenne vicedirettore.
Tra le sue ultime fatiche va menzionato l’impegno per la pubblicazione dell’antologia in ottica europeistica della Rivista Adesso di don Primo Mazzolari: iniziativa ideata da lui insieme all’amico Nando Bacchi, che abbiamo avuto modo di condividere (Don Primo Mazzolari e l’Europa: un profeta della modernità, Diabasis 2019); nella quale è presente il suo saggio Nota sulla Lingua Internazionale (pp. 32-35).
Ci piace ricordare infine come accolse con gioia la sua nomina nel Comitato d’onore del CENTRO STUDI Teilhard de Chardin per il futuro dell’uomo.

Antonio Gentili

Antonio Gentili (Carrara, 1937), religioso barnabita, licenziato in Teologia e laureato in Filosofia, ha operato per anni come animatore della Casa di ritiri spirituali di Eupilio (CO) e successivamente nel Convento di Campello sul Clitunno (PG). Ha rivestito a lungo la funzione di Segretario della FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali). Attualmente risiede a Genova, presso la Casa dei Padri Barnabiti.
Ha coltivato studi di spiritualità, esplorando le grandi tradizioni meditative dell’Occidente e dell’Oriente. Guida corsi di meditazione e preghiera profonda e organizza settimane di digiuno e meditazione per la purificazione integrale. Ha altresì studiato, in particolare l’opera di s. Antonio M. Zaccaria, fondatore dell’Ordine e medico (1502-1539), e del p. Giovanni Semeria, illustre barnabita teologo e filosofo (1867-1931).

Ha al suo attivo numerose pubblicazioni e studi.

Nel tempo, ha approfondito l’opera di Teilhard de Chardin: del quale ha apprezzato soprattutto la spiritualità cosmica ed eucaristica, ricavandone molteplici suggestioni meditative e culturali, presenti in varie pubblicazioni e sussidi, anche partecipando ad appositi convegni di studio; esprimendo una lucida prospettiva mistagogica. In tal senso vanno menzionate le pubblicazioni: Liturgia cosmica, Il Segno dei Gabrielli 1999; introduzione a Il Cuore di Cristo Centro dell’Universo, Appunti di Viaggio 2012. Da ultimo si segnala -a livello di studio dei simboli- la “icona del Cristo Energizzatore”: da lui concepita e realizzata, su suo mandato, da sr. Renata Bozzetto, dell’Eremo di S. Biagio sopra Subiaco: conservata presso la  Casa dei Barnabiti a Epilio (CO).

Mimmo Micarelli

Mimmo Micarelli

Nasce in Sabina, da umili origini contadine.

Laureato in fisioterapia, opera nel campo della riabilitazione dal 1982.

Già atleta e preparatore sportivo (Coni-Fidal) si interessa inizialmente di metodiche riabilitative”classiche” e di psicomotricità. Formatosi in ambito classico-umanistico, con alle spalle studi in Scienze Biologiche e Dietistica, si occupa nel tempo di terapie bionaturali: osteopatia, kinesiologia applicata, floriterapia, aromaterapia, naturopatia…

Presta, fin da subito, particolare attenzione alla gnatologia posturale, convinto della straordinaria importanza della funzione masticatoria ai fini riabilitativi. I suoi studi si incentrano sulla occlusione dentaria e sulla funzione dei muscoli gnatomimici, percorrendo quelle correlazioni con organi, emozioni, prestazioni sportive, energia vitale, nutrizione, malattia o stato di benessere, postura, ed elaborando – negli anni – un percorso riabilitativo personale, denominato ROI® -1997.

Tra i primi in Italia a sperimentare e a mettere a punto il presidio odontoiatrico, denominato BITE, dimostrandone la sua funzione ai fini terapeutici, posturali, psico-emozionali e della performance sportiva.

Introduce, inoltre, nella metodica terapeutica, la valenza della componente elettromagnetica, spirituale e della “progettoterapia”, quest’ultima intesa come opportunità di autorealizzazione dell’individuo, coniugando così arte, scienza, umanesimo e ricerca. 

Per un decennio, opera all’interno della Struttura Sanitaria Nazionale (ASL – Rieti), promuovendo il progetto SUB 2 finalizzato alla cura dei dismorfismi della colonna in ambito del Servizio Materno Infantile. Relatore in vari simposi scientifici, nel 2001 e nel 2002 è invitato dal Dipartimento di Scienze Stomatologiche presso l’Università degli Studi di Palermo ad esporre le ricerche inerenti le particolari interpretazioni olistiche ai fini riabilitativi e gli studi sulla valenza dei muscoli gnatomimici in relazione alla postura e al “comportamento emotivo”.

Ospite in vari programmi RAI (Guarire, Paracelso, Gambero Rosso, Eros e Salute).

È Presidente dell’TER-Istituto Transdisciplinare Europeo di Ricerca e docente presso l’AICTO-Associazione Italiana di Clinica e Terapia Olistica in convenzione scientifica con l’Istituto Superiore di Medicina Olistica e di Ecologia. 

Opera in varie città (Roma, Perugia, Milano, Catania).

 

ROSINO GIBELLINI

La figura e l’opera di don Rosino Gibellini (22.7.1926 – 25.11.2022), presbitero filosofo teologo ed editore, sono state giustamente messe ben in rilievo sulla stampa la quale ha dato notizia della sua dipartita con ampiezza e compiutezza: a tal punto che non restano da aggiungere ulteriori elementi. Tuttavia, se tali riconoscimenti sono già espressione della gratitudine che tutta la Chiesa gli deve ed alla quale intendiamo associarci nel formulare, da parte nostra aggiungiamo alcuni dettagli riferiti espressamente al suo interesse verso il pensiero di Teilhard de Chardin. Una propensione che è stata da lui testimoniata con una eccezionale continuità e coerenza, di cui vorremmo sottolineare almeno tre versanti: prima, nel ruolo di teologo ed anche nella veste di decano dei teologi italiani; poi quello di direttore editoriale nella casa editrice Queriniana; infine quello di attore e protagonista del dinamismo ecclesiale, che lo ha visto partecipe di movimenti e di esperienze di eccellenza, a livello di ricerca teologica, tra le quali va menzionata almeno la Rivista internazionale Concilium.
Sul primo, va menzionato il suo studio organico sulla letteratura sviluppatasi attorno all’opera di Teilhard: Teilhard de Chardin: l’opera e le interpretazioni (Queriniana, 1992); concepito nel 1968, venne riveduto ed ampliato nelle due successive edizioni e resta tuttora una pietra miliare per qualsiasi studioso dell’opera di Teilhard.
Sul secondo, andrebbero elencate tutte le pubblicazioni delle opere di Teilhard che egli volle riproporre al pubblico con l’editrice Queriniana (dopo la prima traduzione curata da Il Saggiatore): ristampe e riedizioni in nuovi formati e modalità che hanno favorito la diffusione del pensiero di Teilhard.
Sul terzo basti qui ricordare come in vari eventi (convegni, conferenze, seminari) egli abbia sempre lucidamente e coraggiosamente condotto avanti le prospettive dischiuse dall’epistemologia teilhardiana; mai considerandole conclusa od obsoleta ed anzi anche rilanciandola rispetto all’opera di altri pensatori, primo fra tutti Raimon Panikkar. Del quale egli era grande estimatore.
La nostra gratitudine dunque è grande e sentita, a maggior ragione per aver avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo in numerose occasioni: osservando -per cogliere un dettaglio inedito- come gli fosse gradito, nella veste sacerdotale, accompagnare la celebrazione liturgica eucaristica con gli stralci tratti dalla Messa sul Mondo di Teilhard.
Ci piace ricordare infine come accolse con gioia la sua nomina nel Comitato d’onore del CENTRO STUDI Teilhard de Chardin per il futuro dell’uomo.

VITTORIO PARISI

Vittorio Parisi è nato a Milano (5 luglio 1936) ove ha conseguito la laurea in Scienze biologiche e la libera docenza in Zoologia; è stato borsista del CNR presso la Stazione Zoologica di Napoli e successivamente ricercatore capo del CNR nel Gruppo di Embriologia presso l’Istituto di Zoologia di Milano (è stato allievo di Silvio Ranzi) e presso l’Istituto di Biologia del Mare del CNR a Venezia. È stato ordinario di Zoologia presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Parma. Ha svolto le funzioni di direttore scientifico del Museo di Storia Naturale (Dipartimento di Biologia evolutiva e funzionale), da lui rifondato, presidente del Consiglio del Corso di laurea in Scienze Naturali e del Master in Comunicazione naturalistica. Ha tenuto diversi corsi sia all’Università agli Studi di Milano (Facoltà di Scienze) sia all’Università di Parma, oltre che nella Facoltà di Scienze (per i corsi di laurea di Scienze Naturali e Biotecnologie), in quella di Medicina e Chirurgia; ha svolto corsi nel Dottorato di Biologia animale (sede amministrativa Bologna) e nel Master di Comunicazione naturalistica ed in quello di Scienze Forensi. In particolare ha svolto corsi di Zoologia (sia sistematica e filogenesi, sia generale), di Biologia, di Sociobiologia, di Tassonomia numerica (nell’ambito del Dottorato di Biologia Animale). Nel 1967 è stato insignito del Premio di Zoologia “G. B. Grassi” dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Vittorio Parisi si occupa di evoluzione del comportamento animale con particolare riguardo alla interazione tra comportamento sociale e alimentare. Pur avendo svolto la propria attività di ricerca in vari settori collegati (soprattutto fluviali e salmastri), Parisi si è dedicato particolarmente alla biologia del suolo.
Ha studiato le preferenze alimentari in Insetti (Collemboli), Molluschi (Gasteropodi e Bivalvi) e Roditori, in questi ultimi mettendo in evidenza la presenza di trasmissione culturale nelle tecniche di accesso al cibo.
Nei Molluschi ha studiato il ruolo del comportamento alimentare di questi animali nel funzionamento degli ecosistemi salmastri sottoposti a inquinamento termico. Nei Collemboli ha evidenziato la presenza di scelte alimentari e, in alcune specie, la difesa attiva della distanza interindividuale. Ha svolto studi teorici su aspetti della Sociobiologia anche in collaborazione con sociologi umani, occupandosi in particolare della biocooperazione (ha organizzato con Patrick Bateson e Bruno D’Udine un seminario sul tema della cooperazione); con studiosi di varie discipline ha fondato il Gruppo di studio sulle società animali e umane (GISSAU) che per diversi anni ha organizzato convegni sul tema del comportamento sociale.
Ha preso parte a diverse campagne di studi sul terreno, alcune dirigendole, non solo nel territorio nazionale: settore lombardo delle Alpi, quello emiliano dell’Appennino, Delta del Po, Sardegna, Sicilia, Libia, Malta, Mar Nero (settore rumeno), Messico (prima spedizione speleologica patrocinata dalla Accademia dei Lincei), ecc.
È stato il responsabile di gruppi di ricerca che hanno svolto campagne di studi nel Parco nazionale dello Stelvio, lungo l’asta del Po e nel suo delta, nel F. Garigliano, nelle piccole isole sarde e in Sicilia. Ha diretto le ricerche sulla struttura biocenotica del benthos marino dell’Adriatico lungo la coste emiliano-romagnola, avvalendosi della collaborazione dei biologi della nave oceanografica Daphne. Ha svolto ricerche in collaborazione con radioecologi descrivendo il popolamento biologico di corsi d’acqua sottoposti a scarichi di centrali elettronucleari (Trino Vercellese, Caorso per il F. Po, il tratto di foce per il F. Garigliano). Ha svolto ricerche di filogenesi e sistematica (è specialista di Collemboli, di cui ha descritto cinque specie nuove) e di comportamento animale, con approfondimenti di immunosistematica e di embriologia sui gruppi studiati, come base per la comprensione del comportamento stesso.

Si è occupato di conservazione della natura con ricerche sulla biodiversità e sull’inquinamento. Ha svolto una intensa attività di divulgazione di temi naturalistici per la sensibilizzazione ai temi della conservazione ambientale. Ha ideato un metodo di valutazione della qualità biologica del suolo (QBS) di notevole utilità nella gestione ambientale, attualmente utilizzato non solo In Italia ma anche in altri Paesi (Spagna,
Inghilterra, Cina, India, ecc.).
Ha pubblicato oltre centoventi lavori scientifici anche su riviste internazionali, sette libri e numerosi articoli divulgativi di argomento naturalistico. Si è occupato di Comunicazione naturalistica con conferenze e altri interventi pubblici. Come direttore del Museo di Storia naturale e coordinatore dei Musei dell’Ateneo di Parma ha progettato e realizzato mostre tematiche, soprattutto rivolte ai giovani, per avvicinarli alle tematiche naturalistiche ed alle loro connessioni con altri campi della cultura. Un importante obiettivo di queste attività è stato mostrare come il Museo sia un importante strumento culturale, inserito nella storia del territorio. Nell’ambito del progetto di Mario Tommasini di recupero dei malati di mente nella Fattoria di
Vigheffio, ha progettato e realizzato il Parco Etologico, ove erano raccolti gli animali domestici che hanno contribuito a costruire il paesaggio padano. Il Parco era gestito in collaborazione con dimessi manicomiali.
Vittorio Parisi ha svolto attività politica nell’ambito della difesa dell’ambiente non solo naturale e di contrasto all’inquinamento. Ha ricoperto diverse cariche pubbliche: Consigliere dell’Istituto regionale dei beni culturali dell’Emilia Romagna, Presidente del Parco regionale dei Boschi di Carrega, Consigliere comunale di Parma, Consigliere provinciale di Parma, Senatore della Repubblica (XI Legislatura, nell’ambito della quale è stato Vicepresidente della Commissione Ambiente del Senato). Come collaboratore del Prof. Bruno Battaglia è stato Osservatore nella Commissione dell’UNESCO per i Delta del Mediterraneo.

UMBERTO SQUARCIA

Umberto Squarcia, già responsabile del centro malattie cardio vascolari del Dipartimento dell’età evolutiva – Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Parma, si è distinto nella sua lunga carriera medica come alto professionista senza, per altro, disgiungere
da questa caratteristica una profonda umanità: “è il bambino, come paziente, che viene prima di tutto”.

Dal 1970, dopo la morte di Giancarlo Rastelli, ha attivato un rapporto di stretta collaborazione ed amicizia tra l’Ospedale di Parma e la prestigiosa Mayo Clinic di Rochester in Minnesota negli Stati Uniti d’America.

Da allora, sono state numerose le presenze di importanti cardiochirurghi americani che hanno operato bambini cardiopatici a Parma, usando tecniche innovative e all’avanguardia.

Nella propria professione ha saputo coniugare scienza e fede partendo dal presupposto che il malato va considerato come “persona” e non come semplice paziente.

Nel campo della cardiologia infantile è stato un innovatore utilizzando in modo pionieristico le tecniche Ecodoppler Colour Flow e dei cateterismi
interventistici, acquisendo livelli di eccellenza riconosciuti.

E’ stato chiamato, proprio per questo motivo, ad insegnare in diversi Paesi del mondo diffondendone la conoscenza e le modalità di funzionamento.

Nel suo percorso professionale mai è venuta meno la considerazione per i più deboli, per coloro che hanno bisogno di cure, andando oltre all’aspetto clinico e cercando di fornire quel conforto e quella vicinanza dettate da una profonda umanità.

Un professionista, un medico ma anche un uomo di speranza per molti.

Motivazione – L’attestato di civica benemerenza viene concesso per aver fatto della scienza medica uno strumento di eccellenza per il nostro territorio in nome dei principi di umanità e solidarietà.

E’ stato anche vice presidente della Casa Editrice DIABASIS – Parma