La logica della separazione: genocidio, guerra e la mentalità moderna


a cura di L. M. B.
Dal blog del "Centro per la Cristogenesi"

Ilia Delio
20 marzo 2026

Nel mio ultimo post ho discusso le conseguenze del monoteismo, con la sua enfasi sull'ontologia divina e sulla trascendenza, ovvero la convinzione che Dio sia un essere divino distinto da noi. Qui vorrei brevemente parlare delle conseguenze di una divinità esternalizzata che viene sostituita da assoluti ideologici. Il ventesimo secolo non si è limitato a essere testimone della violenza, ma l'ha industrializzata, sistematizzata e giustificata attraverso la stessa logica di separazione che il monoteismo e la scienza meccanicistica avevano normalizzato. Due guerre mondiali hanno trasformato la prodezza tecnologica in una carneficina senza precedenti, dove gas velenosi, mitragliatrici, bombardamenti aerei e, infine, armi atomiche hanno dimostrato cosa diventa possibile quando gli esseri umani vengono visti attraverso la lente dell'astrazione tattica piuttosto che attraverso la sacra interconnessione. L'Olocausto, il genocidio armeno, l'Holodomor, i campi di sterminio della Cambogia, il genocidio ruandese: non si trattava di aberrazioni, bensì di estensioni logiche di una visione del mondo che aveva già suddiviso la realtà in gerarchie di valori: spirito sulla materia, anima sul corpo, eletti sui dannati, civilizzati sui primitivi, ariani sugli ebrei, produttivi sugli improduttivi...
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