«Sotto le apparenze di un “neonato” tra le braccia della Madre” - conformemente alla grande Legge della Nascita -, Tu sei penetrato nella mia anima di fanciullo, o Gesù! Ed ecco che, ripetendo e prolungando in me il cerchio della tua crescita attraverso la Chiesa, - la tua umanità palestinese si è via via espansa in tutte le direzioni, quale un’iride dalle innumerevoli sfumature per cui la tua Presenza, senza nulla distruggere, impregnava superanimandola ogni altra presenza attorno a me»
(Il cuore della materia, Queriniana, Brescia 1993, p. 45.)