{"id":7270,"date":"2023-01-30T16:20:28","date_gmt":"2023-01-30T15:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/teilhard.eu\/it\/pubblicazioni\/il-femminile-delle-origini\/"},"modified":"2026-02-14T16:15:03","modified_gmt":"2026-02-14T15:15:03","slug":"il-femminile-delle-origini-1","status":"publish","type":"altri-testi","link":"https:\/\/teilhard.eu\/es\/altri-testi\/il-femminile-delle-origini-1\/","title":{"rendered":"Il femminile delle origini"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"7270\" data-post-id=\"7270\" data-obj-id=\"7270\" class=\"elementor elementor-7270 dce-elementor-post-7270\" data-elementor-post-type=\"altri-testi\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5b3a062 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5b3a062\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-71ebc1ac\" data-id=\"71ebc1ac\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4eabdc5 elementor-widget elementor-widget-theme-post-featured-image elementor-widget-image\" data-id=\"4eabdc5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"239\" height=\"300\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-239x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium wp-image-25583 lazyload\" alt=\"\" data-srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-239x300.jpg 239w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-815x1024.jpg 815w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-768x964.jpg 768w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-1223x1536.jpg 1223w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-scaled.jpg 956w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"239\" height=\"300\" src=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-239x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium wp-image-25583 lazyload\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-239x300.jpg 239w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-815x1024.jpg 815w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-768x964.jpg 768w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-1223x1536.jpg 1223w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Il-femminile-scaled.jpg 956w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/noscript>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5f4e90b2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5f4e90b2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5 style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #002060;\"><em>di Marina Zaoli<\/em><\/span><\/h5><div style=\"text-align: justify;\"><p><span style=\"color: #002060;\">Forse l\u2019immagine reale del femminile originario, che in s\u00e9 diventa simbolo, e quindi rappresentativa, \u00e8 un monumento sacro, scavato in una nicchia di pietra, che si trova in Cina, ai confini del Tibet, nella regione dello Yunnan (yun = nuvola, nan =\u00a0 sud). Rappresenta una vulva appoggiata su di un gambo di fiore di loto, ed \u00e8 il simbolo della vita che nasce. Ci\u00f2 che accoglie, che contiene, che nutre, che libera, che accompagna, che fa crescere. Ma ancora prima, ci\u00f2 che crea desiderio.La zona in cui si trova questa antica immagine sacra \u00e8 abitata dalla etnia Bai, una delle ultime etnie che derivano da culture di tipo matrilineare, di cui ne esiste ancora una, oggi, l\u2019ultima rimasta, nella stessa zona, rappresentata dal popolo dei Mosuo. Ed \u00e8 una evenienza veramente preziosa poter verificare ancora oggi, per un\u2019 ultima volta, la memoria di una societ\u00e0 di questo tipo, ormai scomparsa da millenni. Il turismo che sta arrivando fin l\u00e0, ha infatti gi\u00e0 iniziato a creare i primi scompensi di tipo socio-economico. Questo perch\u00e9 fino ad ora la vita si era svolta con ritmi assolutamente naturali, mentre adesso si sono iniziate ad affittare stanze, ad aprire piccoli punti di ristoro e, inevitabilmente, le zone pi\u00f9 panoramiche o pi\u00f9 vicine al lago hanno avuto pi\u00f9 successo delle altre.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il motivo per cui i Mosuo sono rimasti una popolazione dedita prevalentemente all\u2019agricoltura e con carattere matriarcale e matrilineare, dipende dalla collocazione geografica del loro territorio, che \u00e8 incapsulato in una zona montana, alla fine di una strada che porta al lago Lugu, che, non a caso, significa Lago Madre, ed \u00e8 a 7 ore di auto dal villaggio Naxi pi\u00f9 vicino. Anche i Naxi erano una popolazione matriarcale fino a qualche secolo fa, ma poi la maggior vicinanza con l\u2019Impero cinese, li ha costretti ad assumere caratteristiche di tipo patriarcale, anche se la situazione dei cognomi \u00e8 ancora molto incerta e, a volte, si notano, o esistono tuttora, derivazioni matrilineari. I Mosuo abitano a 2700 metri di altitudine, ai piedi dell\u2019Himalaya, ai confini col Tibet, e sono sempre rimasti ai margini di quello che \u00e8 stato l\u2019Impero cinese. Vivono di agricoltura e di pesca. E\u2019 come se\u00a0 fossero rimasti cristallizzati, nei loro comportamenti, dall\u2019inizio della storia umana.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">L\u00ec, al contrario che in quasi tutto il resto del mondo, non occidentalizzato, nascere donna \u00e8 una fortuna. Il villaggio, cos\u00ec come ogni singola famiglia, \u00e8 retto da una <em>Dabu <\/em>(donna anziana e saggia che \u00e8 stata scelta, tra le possibili candidate pi\u00f9 giovani, dalla <em>Dabu<\/em> precedente, per le sue capacit\u00e0 di cura, di amore, di gestione della casa e dei piccoli). A volte la <em>Dabu<\/em> pu\u00f2 essere affiancata da un\u2019altra <em>Dabu<\/em>,\u00a0 per reggere insieme una famiglia, ed esse non litigano.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">I bambini che nascono, generalmente due per ogni donna, ma anche meno, in quanto la loro filosofia \u00e8 di averne solo il numero che si pu\u00f2 accudire e tenere al meglio, rimangono per i primi tre anni con la madre, poi vengono dati alla <em>Dabu<\/em>, la capofamiglia della propria famiglia, e dormono con lei, nella sua camera e nella sua casa.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La madre viene per\u00f2 riconosciuta come madre naturale e tutte le donne, ancor pi\u00f9 le sorelle della madre, aiutano nella gestione familiare e nei compiti materni.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La figura paterna \u00e8 rappresentata dal fratello della madre, che si occupa, al bisogno, dei piccoli. Il padre naturale non \u00e8 considerato consanguineo (appartiene ed \u00e8 legato solo alla famiglia materna), ma viene riconosciuto dai suoi figli, anche se non abita con loro. Rimarr\u00e0 sempre a vivere nella casa della propria madre, insieme alle sorelle e ai figli di queste, a cui far\u00e0 da padre.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Quando una bambina arriva ai 13 anni le viene dato il costume tradizionale e la chiave della \u201ccamera dei fiori\u201d. Da questo momento pu\u00f2 scegliersi un innamorato, portarlo in questa camera tutte le notti ed amarlo in maniera libera. Se la coppia diventa stabile, l\u2019innamorato verr\u00e0 presentato alla famiglia e diventer\u00e0 il suo compagno ufficiale, fino a che la storia non finisce. I Mosuo infatti non contemplano il matrimonio, n\u00e9 un\u2019unione duratura, in quanto pensano che l\u2019amore sia un sentimento troppo fragile e prezioso per poterlo imbrigliare. C\u2019\u00e8 in questa usanza, per\u00f2, forse anche la praticit\u00e0 e la consapevolezza di star meglio con la propria madre, piuttosto che con la suocera. Si pensi all\u2019India, dove le spose prescelte (e bambine) vengono portate a casa del futuro marito gi\u00e0 dai 3 \u2013 4 anni di et\u00e0 per essere educate dalla madre di lui ai dettami di quella famiglia e alle abitudini\u00a0 di quella casa, che \u00e8 comunque quella in cui dovranno vivere.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La casa mosuo generalmente \u00e8 composta di tre stanze: la principale con delle panche basse e il focolare sempre acceso, che \u00e8 quella della <em>Dabu<\/em>. Qui si ricevono gli ospiti e vi dormono i piccoli; c\u2019\u00e8 poi un\u2019altra camera per dormire, e un\u2019ultima camera, detta la \u201ccamera dei misteri\u201d in cui si portano le donne a partorire e gli anziani a morire.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La societ\u00e0 \u00e8 permeata di religiosit\u00e0, le donne pregano anche per strada e sul lavoro. Ci sono per\u00f2 uomini consacrati alla preghiera e una sorta di sacerdote, che \u00e8 il maschile della <em>Dabu<\/em> capo-villaggio, che svolge i riti, ma in particolare \u00e8 chiamato a togliere stregonerie e malocchio alle donne.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In questa societ\u00e0 non ci sono, almeno fino ad ora, rivalit\u00e0, infedelt\u00e0, violenza domestica. Non esiste il possesso, tutto \u00e8 in comune, perfino gli uomini, che vengono tenuti solo fino a che durano la passione e l\u2019amore, e sono quindi molto coinvolti anch\u2019essi, e poi vengono lasciati andare via.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Un esempio di questo genere \u00e8 importantissimo per comprendere al meglio come erano le societ\u00e0 umane dell\u2019inizio e come la figura femminile, il femminino cos\u00ec ben descritto anche da Teilhard, abbia queste caratteristiche di cura, di accoglienza, di amore gratuito ed universale, di trascinamento verso la vita, verso il divenire, verso la creazione, verso Dio.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u201c<em>Quando un uomo ama una donna, egli pensa all\u2019inizio che il suo amore sia rivolto ad un individuo come lui. Molto presto per\u00f2 \u00e8 preso da stupore\u2026. Pensava di trovare vicino a s\u00e9 solo una compagna : si accorge invece che in Me \u00e8 a contatto con la grande Forza segreta, la misteriosa Latenza \u2013 venuta in questa forma per trascinarlo. Chi mi ha trovato \u00e8 sulla soglia di tutte le cose. Non solo con l\u2019intermediazione della sua sensibilit\u00e0, ma per le connessioni fisiche della mia stessa natura, io mi prolungo nell\u2019anima del Mondo\u2026 Sono io l\u2019accesso al cuore globale della creazione<\/em>.\u201d <a id=\"_ftnref1\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Le donne non solo amano un uomo, ma ancor di pi\u00f9, quando lo amano profondamente, sanno, sentono di avere il potere di replicare la vita, la sua stessa vita nel tempo, e desiderano farlo oltre ogni altra cosa. Hanno il potere della creazione e lo sanno. E cos\u00ec prendono gli uomini per mano e dissolvono la paura dell\u2019ignoto, del buttarsi in un\u2019impresa che sembrerebbe impossibile.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">D\u2019altra parte, poi, come dimenticare che la mutazione genetica che dalla scimmia ha creato il primo ominide \u00e8 stato trovato in Africa in un esemplare di sesso femminile?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">L\u2019Eva nera, l\u2019origine.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il suo ritrovamento, che la data intorno a 180 \u2013 200.000 anni fa ci racconta la storia di un essere che ha cominciato a differenziarsi da una struttura puramente biologica, fisica, in un individuo con una, seppur iniziale, capacit\u00e0 di psichismo. Forse non ancora compiutamente, ma di certo il cambiamento di messaggi che si \u00e8 prodotto, nel passaggio dai segnali visivi e olfattivi dell\u2019estro delle scimmie, alla comparsa di un ciclo mensile di riproduzione e di un seno permanente, ha, seppur lentamente, portato a trasformare la primitiva, semplice pulsione sessuale, nella costruzione di sentimenti, di una attrazione, non pi\u00f9 solo chimica, ma scaturita da legami di simpatia, di affetto e di amore. Il comportamento \u00e8 stato non pi\u00f9 solo biologico e \u2018obbligato\u2019, ma \u2018psicologicamente\u2019 sentito e scelto.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u201c<em>Con la vita ho cominciato ad incarnarmi in esseri che sceglievo perch\u00e9 erano particolarmente a mia immagine.\u201d<a id=\"_ftnref2\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn2\"><sup><strong><sup>[2]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La figura femminile dell\u2019inizio era veramente l\u2019origine, si confondeva con la vita stessa. La vita degli esseri che popolavano la terra, prima, e anche di tutti i vegetali, poi. In un secondo tempo diventa infatti anche la terra madre che racchiude nel suo ventre il seme che porta a una nuova pianta, a nuova vita (da Pacha Mama a Cerere ecc.).<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Se pensiamo che era da una donna che veniva generata l\u2019intera popolazione, maschile e femminile, che il tempo di vita era assai breve, che non si conosceva il nesso tra nascita e rapporti sessuali, possiamo ben arrivare a capire come la magia del corpo femminile fosse totalizzante.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Gli studi archeologici ci indicano che in origine la societ\u00e0 era di tipo matriarcale, confermando cos\u00ec che, come per gli altri mammiferi, i nuovi nati erano curati e passavano un lungo periodo solo, o prevalentemente, con le madri (come dicevamo il tempo medio di vita era molto breve) e che la socialit\u00e0 si estrinsecava all\u2019interno del gruppo madre + figli: evenienza che ha destinato per molti millenni la figura femminile ad essere la principale figura di riferimento, anche nelle immagini delle divinit\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Non a caso infatti le prime divinit\u00e0 conosciute della storia umana rappresentano sempre, in ogni parte del mondo le dee madri.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Dee madri raffigurate con vistosi attributi femminili, dee del parto, con il piccolo che sta uscendo tra le loro gambe.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Prima ancora c\u2019era l\u2019acqua, la nebbia, l\u2019ambiente intorno.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>\u201cGradualmente mi sono individualizzata [\u2026] via via che le anime diventano suscettibili di un\u2019unione pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 spiritualizzata<\/em>.\u201d<a id=\"_ftnref3\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">All\u2019inizio una vera coscienza ancora non c\u2019era, vi era solo pulsione alla vita, cio\u00e8 al movimento e alla soddisfazione dei bisogni, in assenza di qualunque confine, di qualunque realt\u00e0. Tutto era indeterminato e indifferenziato, tutto poteva essere e trasformarsi in qualsiasi cosa.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u201c<em>Prima dell\u2019inizio della storia, l\u2019uomo vive in uno stato di anonimato informe [\u2026] Perci\u00f2 il tempo anteriore alla storia \u00e8 l\u2019indeterminato, il caos, l\u2019indifferenziato. Il corrispettivo sul piano religioso di questa psiche amorfa \u00e8 il numinoso indeterminato, il sostrato attivo primordiale, la matrice da cui si cristallizzeranno in seguito il \u201cDivino\u201d e gli dei.\u201d <a id=\"_ftnref4\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn4\"><sup><strong><sup>[4]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma una cosa certa c\u2019era, o c\u2019era stata all\u2019inizio della vita di ognuno. Un corpo che accoglieva, un seno che nutriva.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La madre, la figura femminile porta quindi la vita, la capacit\u00e0 di generare, dentro di s\u00e9, ma allo stesso modo porta il nutrimento, quindi ancora protezione e salvezza.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il latte aveva nelle culture primitive un forte potere di purificazione, di salvezza, di rinascita.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In Irlanda, in un\u2019area di culto celtico, si trovanodue colline vicine, che venivano chiamate i \u2018capezzoli di Anu\u2019, in onore di una antica madre di tutti gli dei. Anche i celti infatti veneravano divinit\u00e0 in prevalenza femminili, e le basi culturali, tra cui l\u2019arte medica, la botanica, l\u2019agricoltura, le profezie, erano detenute dalle donne.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il corpo femminile era magico e sacro.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche il latte, quindi, in tutte le sue molteplici immagini ha sempre significato di vita.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fino a poco tempo fa si poteva ancora trovare la documentazione, anche nelle nostre zone, di come la cultura popolare desse valore taumaturgico, propriet\u00e0 di guarigione al latte materno. Le otiti (dolorosissime) dei bambini venivano curate inserendo all\u2019interno del condotto uditivo, il latte di una donna che stesse allattando.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nella cultura romana c\u2019era un rito, detto dei Lupercalia<a id=\"_ftnref5\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> in cui il sangue con cui veniva tinta la fronte dei giovinetti ed era un simbolo di morte, veniva deterso con il latte che rappresentava invece la vita. Un simile significato lo ritroviamo anche nel racconto di un mito egizio in cui \u00e8 il latte che risana magicamente gli occhi di Horus che gli erano stati strappati da Seth.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche il sangue mestruale, che \u00e8 ciclico, \u00e8 legato alla magia del corpo femminile, come il latte e l\u2019acqua, ed \u00e8 l\u2019unico sangue che rappresenta la vita e non la morte.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il cielo rosso dell\u2019aurora, era visualizzato dagli antichi come il sangue del parto per la nascita del sole, cos\u00ec come il cielo infuocato del tramonto aveva significati di rinascita: il rosso disco solare tramontava a ovest, per poi risorgere a est, la mattina dopo, e il rosso del tramonto, che era come il rosso dell\u2019aurora era una sorta di garanzia del ciclico ritorno.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Allo stesso modo, nei riti funebri e nei sacrifici, il colore prevalentemente usato era il rosso, che, rappresentando il sangue del parto, richiamava ad una nuova vita.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche l\u2019acqua era uno dei pi\u00f9 potenti simbolismi che accompagnavano il femminile, probabilmente l\u2019archetipo femminile per eccellenza. L\u2019acqua del parto, l\u2019acqua del sacco amniotico che protegge e avvolge completamente il bambino e che lo aiuta a nascere, l\u2019acqua che disseta, come il latte, che purifica, che lava, che cura e risana le ferite. L\u2019acqua e il vapore, memoria del numinoso indifferenziato, della pre-vita, della pre-coscienza, del tempo dell\u2019onnipotenza e del sogno, della permanenza nel corpo accogliente e protettivo della madre.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">L\u2019acqua rappresenta l\u2019inizio, la fonte primaria, la profondit\u00e0 dell\u2019inconscio. E\u2019 l\u2019oceano tiepido primordiale in cui si sono create le prime forme di vita. E\u2019 la profondit\u00e0 dei laghi e delle torbiere nei cui pressi compivano sacrifici i popoli del nord.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Un altro antico simbolo che rappresenta il materno-femminile \u00e8 l\u2019Uroboros, a cui anche Jung ci rimanda, con i suoi studi in proposito. E\u2019 questa un\u2019immagine egiziana che raffigura un drago che si morde la coda ed \u00e8 ermafrodita e pre-sessuale, esattamente ci\u00f2 che il bambino pensa della madre e del mondo nella prima fase della vita. Il suo significato \u00e8 il flusso del nutrimento. Non presenta tensioni polari dentro di s\u00e9, n\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora la separazione nei due sessi. Infatti, come ha potuto appurare M. <strong>Klein<\/strong>, ogni neonato sperimenta una simile immagine iniziale di riferimento: la madre che contiene il padre, inglobato al suo interno.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Non essendoci inoltre ancora, in questo stadio di sviluppo, un\u2019autopercezione, e la possibilit\u00e0 di registrare e memorizzare, di differenziare le reazioni piacere-dolore, ci\u00f2 che viene sperimentato \u00e8 una forma di autarchia e di autosufficienza che rasenta l\u2019onnipotenza e la perfezione. Il mondo esperito in questa situazione \u00e8 magico, numinoso e pleromatico, si vive in uno stato di mancanza di confini e senza alcun tipo di coscienza, quel che fu definito da <strong>Levi-Bruhl<\/strong> \u201c<em>Participation mystique<\/em>\u201d. Il suo archetipo corrisponde alla grande-madre.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche la spirale e il labirinto, le antiche grotte, cattedrali cultuali delle epoche preistoriche, rappresentano il corpo della madre, un punto sicuro in cui sostare, in cui pregare, in cui chiedere, per essere ascoltati.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il femminile quindi, \u00e8 sempre stato, cos\u00ec come \u00e8 ora, paziente, accogliente, protettivo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nei casi di separazione, quante sono, in percentuale, le madri che si prendono cura e fanno crescere i figli, senza abbandonarli, rispetto ai padri? Quante sono le donne, in confronto agli uomini che accolgono una vita che nasce, sempre, a priori, senza considerare le difficolt\u00e0, senza considerare che \u00e8 loro il corpo che dovr\u00e0 sorreggere ed affrontare ogni evento?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Quanto, in una situazione di convivenza in gruppi maschili, rispetto a quelli femminili avremo dei contrasti forti, delle prevaricazioni, delle azioni violente?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E\u2019 chiaro che ogni sesso \u00e8 stato creato per un suo compito ben preciso. Le donne devono accogliere, nutrire, costruire, gli uomini difendere, misurare, agire.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>\u201cLa donna porta, in un tempo fissato,<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>vita e morte racchiuse nel suo ventre,<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>l\u2019uomo le porta indissolubilmente<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>legate agli occhi, alle mani e alle braccia,<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>la trib\u00f9 muore quando non si caccia.\u201d<a id=\"_ftnref6\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn6\"><sup><strong><sup>[6]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">O, come dice un vecchio proverbio: con una donna c\u2019\u00e8 sempre un amore, con un uomo c\u2019\u00e8 sempre una guerra.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma cos\u00ec come la figura materna, femminile, aveva il potere della vita, ugualmente, specularmente, con il percorrere del tempo, acquisisce, nell\u2019immaginario umano, che si va formando, il potere della morte. Morte che era prevalentemente rappresentata, esperita, nel non riuscire a individuarsi da parte del figlio, che teme di rimanere imprigionato, imbrigliato all\u2019interno della madre, di non riuscire ad esistere di vita propria.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si pu\u00f2 ricordare, a questo proposito,\u00a0 una antica leggenda della mitologia nordamericana che narra di uno sciamano, Old Man, il quale cre\u00f2 col fango prima gli animali e poi una donna e un bambino,<a id=\"_ftnref7\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> ma non pot\u00e9 creare l\u2019immortalit\u00e0 proprio per colpa di questa donna. Ella chiese infatti a Old Man, mentre si trovavano sulla riva di un fiume, se la vita sarebbe stata eterna. L\u2019uomo rispose che non ci aveva ancora pensato, ma che avrebbe preso questa decisione dopo aver buttato un pezzo di sterco nell\u2019acqua. Se questo avesse galleggiato, gli uomini sarebbero morti solo per quattro giorni, dopo di che avrebbero potuto rivivere, altrimenti sarebbero morti\u00a0 per sempre. Lo sterco galleggi\u00f2, ma la donna non fu contenta e prese una pietra, annunciando che se fosse affondata gli uomini sarebbero morti, anche se morendo avrebbero provato pena, dolore e compassione gli uni per gli altri e la tir\u00f2. La pietra affond\u00f2 ed \u00e8 a causa di questo che la colpa della morte dipese dalla donna.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si pu\u00f2 osservare molto bene, in questa narrazione, come il bisogno di autonomizzarsi nei confronti della madre e, ancora pi\u00f9 potentemente, delle divinit\u00e0 matriarcali, porti a esprimere un\u2019autogenerazione maschile. Gli uomini, che non si erano mai potuti identificare nella creativit\u00e0 materna e femminile, ed avevano anzi dovuto obbedire, come figli, sono ora decisi a prendere il sopravvento. Il passaggio, per\u00f2, non \u00e8 facile, n\u00e9 indolore, e vengono qui evidenziati i danni rilevati nel rapportarsi maschile-femminile, ma pi\u00f9 che altro il rifiuto del senso di impotenza e di sudditanza subiti dagli uomini e provocati dall\u2019essersi fatti gestire e manipolare da figure femminili, in precedenza, incolpandole per\u00f2, contemporaneamente, di essere stati abbandonati, abbandono (materno) che ha sempre significato di morte.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In ogni mitologia sono figure femminili le tessitrici della vita e della morte, le padrone del tempo, nell\u2019immaginario del primitivo, cos\u00ec come in quello del bambino, ed \u00e8 sempre sulla donna che viene scaricata la colpa del peccato originale, perch\u00e9 \u00e8 su di lei che vengono proiettati i propri bisogni di autonomia e viene vissuta come sua la colpa di aver fatto terminare lo stato simbiotico, perfetto e pleromatico dell\u2019inizio.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si riscontra inoltre in questa leggenda, sebbene ormai travisata, insieme al racconto della creazione anche quello della vita dopo la morte e della possibilit\u00e0 di rinascita. Vi troviamo, infatti, come in molti altri miti, una discesa agli inferi per un certo periodo (i quattro giorni di morte), prima dell\u2019inizio della vera vita.<a id=\"_ftnref8\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nella storia di ogni popolo della terra possiamo constatare come, all\u2019avvento del patriarcato, le divinit\u00e0 maschili vengono fatte nascere dalle pi\u00f9 antiche divinit\u00e0 femminili. Ma vedremo anche come non c\u2019\u00e8 nulla di simile alla figura di Maria, che si differenzia da tutto il resto, non ripete alcuna altra mitologia, ma \u00e8 vera storia.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Dal momento infatti in cui nasce il patriarcato, dall\u2019uscita da quella sensazione di indeterminazione soffocante del figlio nei confronti della madre, che vediamo sorgere ad un certo punto della storia, quando gli appartenenti al sesso maschile si affrancheranno dalla figura materna e prenderanno il sopravento, assistiamo alla nascita delle prime divinit\u00e0 maschili. E tutte nasceranno da una dea madre dell\u2019inizio, come Larth, il re sacro degli etruschi, figlio della dea madre Uni, detentore del potere supremo e prima autorit\u00e0 assoluta, da cui discendevano anche i Lari.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Uni, madre di tutti gli dei, da cui deriv\u00f2 la romana Iuno, Giunone, era la prima, l\u2019unica, l\u2019origine, la grande madre degli etruschi, la genitrice universale, la protettrice delle partorienti, la dispensatrice del potere materno e nutritivo destinato alle creature viventi per la loro prosperit\u00e0 e crescita.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Cos\u00ec era Atum per gli egiziani. Atum era l\u2019unico figlio generato da Nun (divinit\u00e0 femminile che rappresentava l\u2019acqua primordiale e oscura della non-esistenza, ci\u00f2 che era prima della creazione, la dea madre totalizzante dell\u2019inizio). Atum era associato alla terra, in quanto nato da una collinetta sorta dalle acque, ed era padre di tutti gli altri dei. La sua mano era a propria volta una divinit\u00e0, la madre della creazione, e le fu dato l\u2019appellativo di \u201cla madre che \u00e8 padre\u201d.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Gli uomini prendono potere e soppravvento sulle donne, creano divinit\u00e0 maschili, ma dietro, dentro ad esse si trovano ancora quelle femminili. Il potere terribile, segreto e legato all\u2019acqua della divinit\u00e0 femminile, infatti, non sparir\u00e0 mai completamente e continuer\u00e0 ad esistere, rappresentato da un lago sacro, spesso presente nei luoghi di culto. Molto interessante, a questo proposito la credenza, che portava al timore, sempre vivo negli egizi, che ad un certo punto Nun, che dopo la creazione non era scomparsa, ma aveva circondato il firmamento celeste e custodiva il sole, la luna, il cielo e la terra, nonch\u00e9 i confini dell\u2019oltretomba, potesse spezzare il cielo e cadere gi\u00f9, devastando il mondo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La memoria di questa divinit\u00e0 egiziana esprime nel modo pi\u00f9 chiaro l\u2019immagine delle primitive divinit\u00e0 femminili, identificate con l\u2019acqua, il vapore, ecc., che continuano ad esistere anche dopo l\u2019avvento delle nuove divinit\u00e0 patriarcali come una madre che tutto avvolge, ormai\u00a0 superata, ma ancora potentissima. Sembrerebbe, a questo punto, che la paura del loro potere e della loro totalit\u00e0, rimanga per il senso di colpa degli uomini che si sono appropriati con la forza del primitivo potere delle donne.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Un\u2019altra documentazione di questo passaggio e della sua violenza ci deriva da uno studio di Fromm sulla trilogia di Sofocle, in particolare in quella dell\u2019ultimo libro. La sua analisi ci mostra che la lotta contro l\u2019autorit\u00e0 paterna ne costituisce il fulcro e che questa ribellione affonda le sue radici nell\u2019antico conflitto fra il sistema di societ\u00e0 patriarcale e quello matriarcale. Edipo, come Emone e Antigone, rappresenta il principio matriarcale; essi si ribellano a un ordine sociale e religioso basato sui poteri e sui privilegi del padre, incarnato da Laio e da Creonte.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u201c<em>Il conflitto tra i due principi si sviluppa ulteriormente nel corso della tragedia. Antigone insiste sul fatto che le leggi cui ella obbedisce non sono quelle degli dei olimpici: \u201cPoich\u00e8 non \u00e8 da oggi, non da ieri, che esse vivono: eterne sono e a tutti ignoto il tempo in cui furon sancite\u201d; e, possiamo aggiungere, la legge della sepoltura, del ritorno del corpo alla Madre Terra, \u00e8 radicata proprio nella religione matriarcale. Antigone rappresenta la solidariet\u00e0 umana e il principio dell\u2019amore materno che tutto abbraccia&#8230;&#8230;.Per Creonte l\u2019ossequio all\u2019autorit\u00e0 \u00e8 il valore supremo&#8230;&#8230;..Autorit\u00e0 nella famiglia e autorit\u00e0 nello stato sono i due supremi valori interdipendenti sostenuti da Creonte. I figli sono propriet\u00e0 dei padri e la loro funzione \u00e8 quella di \u201cessere utili\u201d al padre. La \u201cpatria potestas\u201d nella famiglia \u00e8 la base del potere del sovrano nello stato; i cittadini sono propriet\u00e0 dello stato e del suo sovrano, e \u201cl\u2019indisciplina \u00e8 il pi\u00f9 grande dei mali.\u201d&#8230;&#8230;&#8230;.I due principi sono stati ora messi a fuoco con la massima chiarezza, e la conclusione della tragedia conduce semplicemente l\u2019azione al punto della decisione finale. Creonte fa seppellire viva Antigone in una caverna &#8211; di nuovo un\u2019espressione simbolica del suo legame con le dee della terra<\/em>.\u201d<a id=\"_ftnref9\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Non si pu\u00f2 pi\u00f9 sottostare al potere materno e femminile. E\u2019 questo il motivo per cui Adamo viene punito, ed Eva con lui. Ma \u00e8 Adamo che ha assecondato la curiosit\u00e0 di Eva, il suo accondiscendere ai malvagi dettami del serpente. Non si \u00e8 dimostrato degno della fiducia del Signore, ha preferito seguire il consiglio di una donna, colei che fino ad allora aveva avuto il potere assoluto e, ancora una volta, prova a irretirlo con i suoi mezzi di seduzione, legati alla terra e non al cielo, legati agli istinti, ai desideri sessuali e materiali e non a quelli di fedelt\u00e0 al padre, che sono tipici e fondamentali in un regime patriarcale.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E\u2019 da questo punto che l\u2019uomo ha creato le due immagini dicotomiche del femminile che rimane legato alla terra, alla sessualit\u00e0, all\u2019attesa, e del maschile che si innalza verso il cielo, l\u2019intelletto, la conquista di nuovi spazi.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma\u00a0 rester\u00e0 sempre la donna che collegher\u00e0 l\u2019umano al divino, che far\u00e0 da ponte tra terra e cielo. Rester\u00e0 sempre la donna che doner\u00e0 la vita ai figli e li far\u00e0 crescere, sacrificando il suo tempo per regalare a loro il tempo in cui vivere. E sar\u00e0 la donna che rester\u00e0 padrona del tempo, con il suo corpo che lo scandisce inesorabilmente.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Come spiega Jaqueline Barthes in un suo interessante articolo \u201c<em>Abbiamo scoperto le sorprendenti connessioni delle donne con l\u2019universo, col tempo, con ci\u00f2 che ci supera, [\u2026] abbiamo scoperto una predisposizione \u201cstrutturale\u201d all\u2019amore nella sua versione del \u201cdono di s\u00e9\u201d, una solidariet\u00e0 non solo con l\u2019universo, ma anche con ci\u00f2 che ci attira, pur restando per noi fondamentalmente misterioso. E questo fonda in lei l\u2019incapacit\u00e0 di separare le due dimensioni del nostro essere, la sua dimensione corporea e la sua dimensione spirituale.\u201d <\/em>\u00a0<a id=\"_ftnref10\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In questa stessa accezione del femminile ecco che ci appare la figura di Maria.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Maria accondiscende, accoglie. Non si spaventa quando l\u2019angelo le parla. Lei gi\u00e0 sa, gi\u00e0 sente che nel suo corpo si sta formando una nuova vita e lei gi\u00e0 la ama. Non ha paura.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Far\u00e0 crescere il figlio sapendo che non \u00e8 suo, che lei \u00e8 solo un tramite tra cielo e terra, tra divino e umano, convincer\u00e0 Giuseppe, e Giuseppe creder\u00e0 perch\u00e9 sente che \u00e8 verit\u00e0 quello che lei dice.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">L\u2019immagine del femminile, del femminino come direbbe Teilhard \u00e8 questa, e rimane nei secoli, nei millenni. E\u2019 la stessa che ancora oggi ritroviamo, forse appena un po\u2019 modificata nelle nuovissime generazioni, in cui i ruoli maschile e femminile sono pi\u00f9 interscambiabili.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma fino a quando sar\u00e0 il corpo di una donna che accoglier\u00e0 la nuova vita e suo compito sar\u00e0 il farla crescere e nutrire, queste caratteristiche rimarranno.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">D\u2019altra parte, anche negli odierni riferimenti figurativi, ogni immagine di Madonna col bambino, non \u00e8 di nuovo il simbolo dell\u2019offerta di s\u00e9, del proprio corpo per l\u2019altro, dell\u2019attesa dei bisogni altrui, del sapersi identificare, per comprendere le necessit\u00e0 del figlio?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E Maria non \u00e8 una divinit\u00e0, \u00e8 una semplice, umile fanciulla. Nessuno la conosce. Solo Dio la vede e la sceglie per le sue doti di umilt\u00e0, di fede e di accondiscendenza.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Per ben tre volte, nel Vangelo di Luca, troviamo questa frase, dolcissima ed estremamente significativa: \u201c<em>Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore<\/em>.\u201d (Lc 2,19 \u2013 1,66 \u2013 2,51)<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Maria \u00e8 una donna, umana, che accoglie un figlio umano, sapendo per\u00f2 che \u00e8 figlio di Dio. Si spaventa, certo, ma crede, accoglie e si fa forza, aspettando quello che dovr\u00e0 accadere. Rimane nell\u2019ombra, ma \u00e8 un riferimento importantissimo, specialmente per Ges\u00f9 fanciullo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Immagine potente di quel femminino che travalica i tempi e che ci porta a Dio.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u201c<em>Posta fra Dio e la terra, come un luogo di attrazione comune, io li faccio venire l\u2019uno verso l\u2019altro appassionatamente\u2026.finch\u00e8 in me abbia luogo l\u2019incontro in cui si consumano la nascita e la pienezza di Cristo, attraverso i secoli. [\u2026] Sono l\u2019Eterno Femminino<\/em>.\u201d<a id=\"_ftnref11\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E ben sappiamo e abbiamo documentazioni certe di come sia tuttora la figura materna che principalmente e inizialmente avvicina i figli al bisogno di trascendenza, alla ricerca e conoscenza di Dio. Se la madre insegna a pregare, insegna a fidarsi, a credere in Ges\u00f9 e nel suo amore, nei figli rimarr\u00e0 il rapporto con la preghiera e con Dio per tutta la vita. Ci saranno momenti di allontanamento o di rifiuto, ma quel nutrimento dato insieme al latte e all\u2019amore materno, tangibile e presente, sar\u00e0 un buon rifugio, una buona risorsa e una buona speranza per l\u2019arco dell\u2019intera esistenza.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E\u2019 il femminile, quindi, che non solo accoglie, ma \u00e8 in grado di insegnare, motivare, comprendere, forse anche di presagire (una sensibilit\u00e0 in pi\u00f9 riconosciuta da tutti). Nel Vangelo\u00a0 di Matteo (Matteo, 28,20) le prime a venire a conoscenza della resurrezione sono le due Marie, che si erano recate al sepolcro. E\u2019 la loro fedelt\u00e0, la loro presenza umile, accondiscendente, silenziosa, ma assolutamente costante, che non viene mai meno, ad essere premiata con le parole dell\u2019angelo. \u201c<em>Non abbiate paura voi! So che cercate Ges\u00f9 il crocifisso. Non \u00e8 qui. E\u2019 risorto come aveva detto; venite a vedere\u2026.\u201d<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Per questo Maria di Magdala nel medioevo era detta \u2018apostola degli apostoli\u2019, perch\u00e9, insieme all\u2019altra Maria, era presso il sepolcro all\u2019arrivo dell\u2019angelo e l\u2019aveva visto per prima, e a lei l\u2019angelo aveva parlato. Era stata la prima a sapere. A sapere del Risorto. A constatare che il sepolcro era vuoto.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E\u2019 a lei che l\u2019angelo annuncia la grande gioia, \u00e8 lei che viene invitata a correre dagli altri apostoli ad annunciare la resurrezione.<\/span><\/p><hr \/><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn1\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> P. Teilhard de Chardin, Le direzioni del futuro, SEI, Torino, 1996, pag. 83<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn2\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> <em>Ibid<\/em>., pag. 84<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn3\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> <em>Ibid<\/em>., pag. 84<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn4\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a>Neumann E. , <em>Storia delle origini della coscienza<\/em>, Astrolabio, Roma, 1978 (Zurigo 1949), pag. 55<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Come se la materia prima di potersi \u2018psichizzare\u2019, \u2018riflettere\u2019, sentisse, avesse una sorta di memoria sia del nulla, del caos da cui era stata tratta, sia da Colui, dalla Forza che l\u2019aveva organizzata e la stava rendendo consapevole.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn5\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a>Calvetti A. <em>Alle origine di miti, fiabe e leggende. Teoderico e altri protagonisti<\/em>, Longo, Ravenna, 1995<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn6\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> M. Zani, <em>Vivendo vita<\/em>, MEF, Firenze, 2006<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn7\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Sul significato cristiano dell\u2019evoluzione e delle similitudini di miti e leggende in tutti i popoli della terra, cfr. M. Zaoli, \u201c<em>Un apporto psicologico alla teoria di Pierre Teilhard de Chardin<\/em>\u201d, Teilhard aujourd\u2019hui, Quaderni, Torino 2014,\u00a0 M. Zaoli, <em>Dalla fiaba al rito dal mito all\u2019inconscio<\/em>, Panozzo, Rimini, 2002<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn8\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Anche su questo, cfr. M. Zaoli, <em>Dalla fiaba al rito dal mito all\u2019inconscio<\/em>, Panozzo, Rimini, 2002, in cui viene evidenziato come sembra che l\u2019inconscio gi\u00e0 \u2018sappia\u2019 per quale destino siamo stati scelti (cfr. San Paolo), come se l\u2019alito di vita del soffio divino (Genesi 2,7) ricevuto all\u2019inizio mantenesse dentro la materia una memoria del suo passato e del suo futuro.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn9\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Fromm E., <em>Il linguaggio dimenticato<\/em>, Bompiani, pag.192<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn10\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a>Jaqueline Barthes, A proposito del mistero femminile, Teilhard auojurd\u2019hui 14 \u2013 febbraio 2014, pag. 49<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn11\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> P. Teilhard de Chardin, Le direzioni del futuro, SEI, Torino, 1996, pag. 85<\/span><\/p><\/div>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-28c288f elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"28c288f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-179a2bb elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"179a2bb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-xs elementor-animation-grow\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/altri-testi\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">home ALTRI TESTI<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7053589 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"7053589\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3c053dc elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3c053dc\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-e435b5d\" data-id=\"e435b5d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-8b6cc27 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"8b6cc27\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-f29f965\" data-id=\"f29f965\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bc80858 elementor-widget__width-auto elementor-widget-mobile__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"bc80858\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h6 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Stampa o scarica<br>\nil contenuto<\/h6>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-65291a5 elementor-widget__width-auto elementor-widget-mobile__width-auto elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"65291a5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class=\"wordpress-print-posts link-wrapper\"><a href=\"https:\/\/teilhard.eu\/es\/wp-json\/wp\/v2\/altri-testi\/7270?print-posts=pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-file-pdf fa-2x\"><\/i><\/a><a href=\"https:\/\/teilhard.eu\/es\/wp-json\/wp\/v2\/altri-testi\/7270?print-posts=word\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-file-word fa-2x\"><\/i><\/a><a href=\"#\"\n    \tonclick=\"print(); return false;\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-print fa-2x\"><\/i><\/a>\n    \t<script>\n\t\t\tfunction print() {\n\t\t\t\tvar w = window.open(\"https:\/\/teilhard.eu\/es\/wp-json\/wp\/v2\/altri-testi\/7270?print-posts=print\");\n\t\t\t}\n    \t<\/script><\/div><\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marina Zaoli Forse l\u2019immagine reale del femminile originario, che in s\u00e9 diventa simbolo, e quindi rappresentativa, \u00e8 un monumento sacro, scavato in una nicchia di pietra, che si trova in Cina, ai confini del Tibet, nella regione dello Yunnan (yun = nuvola, nan =\u00a0 sud). 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