{"id":20805,"date":"2023-04-14T13:00:35","date_gmt":"2023-04-14T11:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/teilhard.eu\/?post_type=altri-testi&#038;p=20805"},"modified":"2026-02-14T18:40:20","modified_gmt":"2026-02-14T17:40:20","slug":"computer-e-poi-ovvero-smitizziamo-il-computer","status":"publish","type":"altri-testi","link":"https:\/\/teilhard.eu\/es\/altri-testi\/computer-e-poi-ovvero-smitizziamo-il-computer\/","title":{"rendered":"Computer e poi? Ovvero: smitizziamo il computer!"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"20805\" data-post-id=\"20805\" data-obj-id=\"20805\" class=\"elementor elementor-20805 dce-elementor-post-20805\" data-elementor-post-type=\"altri-testi\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c70e10b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c70e10b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-0941cc6\" data-id=\"0941cc6\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-44492b2 dce_masking-none elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"44492b2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"605\" height=\"608\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-20825 lazyload\" alt=\"\" data-srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1.png 605w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1-300x300.png 300w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"605\" height=\"608\" src=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-20825 lazyload\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1.png 605w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1-300x300.png 300w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Un-petalo-per-tutti-1-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/noscript>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ed0f764 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ed0f764\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5 style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #002060;\"><em>di Pietro Madaro<\/em><\/span><\/h5><div style=\"text-align: justify;\"><blockquote><p><span style=\"color: #002060;\"><strong><em>Si tratta di un saggio scritto nel 1997, ma ancora attuale.<\/em><\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong><em>Il saggio pu\u00f2 essere anche fruito in modo ipertestuale cliccando sulle parole \u201ccalde\u201d (far scorrere un pochino, purtroppo l\u2019header fisso, copre il punto esatto di ancoraggio).<\/em><\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong><em>Per tornare alla parola \u201ccalda\u201d cliccare sulla freccia in alto a sinistra del browser.<\/em><\/strong><\/span><\/p><\/blockquote><p><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"color: #002060;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Premessa<\/b><\/span><big><\/big><\/span><br \/><\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Arial; font-size: large;\"><br \/><span style=\"color: #002060;\">Il programma di sviluppo delle nuove tecnologie didattiche 1997-2000 permetter\u00e0 l&#8217;introduzione della multimedialit\u00e0 in classe.<\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\">Pur amettendo l&#8217;acquisizione di una cultura tecnologica da parte degli insegnanti, \u00e8 doveroso domandarsi, rispetto agli alunni quali fini occorre perseguire?<\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\">Si deve fare qualsiasi cosa purch\u00e9 i bambini mettano le mani su tastiera e mouse?<\/span><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\">Non solo mode<\/span><\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Sempre pi\u00f9 spesso si assiste ad una rincorsa delle novit\u00e0 senza avere un chiaro punto di riferimento, obiettivi generali e specifici.<br \/>E&#8217; ovvio che occorre rendersi conto delle opportunit\u00e0 che ci offrono gli Strumenti Informatici (S.I.) prima di poter pensare a percorsi formativi e relative unit\u00e0 didattiche.<br \/>Mi sembra quindi lecito, passare attraverso\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#libero\">momenti non strutturati<\/a><\/strong>, durante i quali si prende conoscenza di quanto viene offerto dal mercato.<br \/>Si sa, spesso il mercato fa qualunque cosa per tentare di costruire &#8220;monopoli radicali&#8221; che fanno diventare indispensabile ci\u00f2 che \u00e8 solo utile, nella migliore delle ipotesi, o addirittura superfluo o dannoso.<br \/>Per questo \u00e8 comprensibile il conflitto che si manifesta attorno al nuovo prodotto tecnologico.<br \/>Nell&#8217;estate del 1995, ad esempio, all&#8217;annuncio dell&#8217;uscita di Windows95, il nuovo sistema operativo della Microsoft, si \u00e8 assistito a incredibili ovazioni, ma anche a suscettibili opposizioni e contrariate diffidenze, nei confronti di questo &#8220;nuovo&#8221; evento del\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#SW\">software<\/a><\/strong>\u00a0mondiale.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Allo stesso modo, nei riguardi di Internet ci sono entusiasti e paladini, contro chi condanna la rete perch\u00e9 ridurrebbe gli utilizzatori all&#8217;afasia, come spettatori e non come partecipi di un&#8217;esperienza o attori di un evento.<br \/>Anche tra gli insegnanti vi sono atteggiamenti contrastanti che oscillano dal completo rifiuto e opposizione alle &#8220;macchine&#8221;, alla totale fiducia che gli strumenti informatici potranno risolvere i problemi dell&#8217;apprendimento.<br \/>Un altro atteggiamento diffuso \u00e8 che il computer interessa i bambini e quindi lo si deve usare per motivare gli alunni allo studio delle diverse materie.<br \/>I neoluddisti hanno ragioni che non possono essere ignorate o snobbate, perch\u00e9 anche i pi\u00f9 entusiasti, per fare un esempio, ammettono che dopo essere stati a lungo &#8220;incollati&#8221; al PC diventa difficile distinguere il virtuale dal reale. Quale sia o quale sar\u00e0 esattamente l&#8217;impatto delle nuove tecnologie sul nostro modo di lavorare di pensare, di sentire emozionalmente nessuno lo sa.<br \/>Vi \u00e8 il problema di riuscire a considerare il PC per ci\u00f2 che \u00e8\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#smitizzare\">senza demonizzarlo e senza sovraconsiderarlo<\/a><\/strong>, per servirsene utilmente e per favorirne l&#8217;evoluzione.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Cos\u00ec &#8220;i computer pensanti, l&#8217;intelligenza artificiale&#8221;, che nel 1984 si credeva di poter raggiungere nel giro di dieci anni, \u00e8 ancora ben lontana dall&#8217;essere raggiunta. Anzi: molti studiosi dubitano che il computer debba &#8220;duplicare&#8221; il nostro cervello e pensano debba &#8220;agire&#8221; diversamente da noi.<br \/><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\"><b>Uno strumento accentratore<\/b><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Il computer \u00e8 uno strumento, che come tutti gli strumenti ci permette di amplificare la nostra intelligenza. Ci\u00f2 che rende particolarmente potente lo strumento di cui stiamo parlando \u00e8 di racchiudere in se stesso le tre classi generali che J.S.Bruner definisce come: amplificatori delle capacit\u00e0 sensoriali; amplificatori delle capacit\u00e0 motorie; amplificatori delle capacit\u00e0 raziocinanti.<br \/>In effetti occorre considerare sempre pi\u00f9 il PC non come una macchina ma come un&#8217;interfaccia tra esseri umani che esprimono se stessi, mediando, la propria comunicazione, con lo strumento.<br \/>La comunicazione oltre ad essere interpersonale \u00e8 certamente, e pi\u00f9 profondamente, una comunicazione intrapersonale. Gli S.I. non fanno altro che restituirci in differita il nostro pensiero, sono uno &#8220;specchio&#8221; della nostra mente.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Come sostiene Bruner\u00a0<em>&#8220;La caratteristica essenziale di ogni utilizzazione degli strumenti non risiede negli utensili in se stessi, quanto invece nel programma che ne guida l&#8217;uso&#8221;.<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\">In questo senso, da un punto di vista pedagogico, \u00e8 fondamentale organizzare e progettare un percorso per il loro utilizzo, il cui fine potrebbe essere quello individuato ancora da Bruner riferendosi in generale agli utensili.<\/span><\/span><\/p><blockquote><p><span style=\"color: #002060;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><em>&#8220;Il nostro obiettivo finale nell&#8217;insegnamento sugli utensili non consiste tanto, come si \u00e8 visto in precedenza, nello spiegare gli strumenti e il loro significato, quanto nello studiare il modo in cui gli strumenti hanno influito sulla evoluzione dell&#8217;uomo e influiscono ancora sulla sua vita.&#8221;\u00a0 (<\/em>J. S. Bruner, &#8220;Verso una teoria dell&#8217;istruzione&#8221;, Armando, Roma 1967).<\/span><span style=\"font-family: Arial;\">\u00a0\u00a0<a style=\"color: #002060;\" name=\"HW\"><\/a><br \/><\/span><\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\">\u00a0<\/span><\/p><\/blockquote><div align=\"center\"><table border=\"1\" width=\"770\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"10\" bgcolor=\"#ffffff\"><tbody><tr><td height=\"18\"><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\"><strong><a style=\"color: #002060;\" name=\"HARDWARE\"><\/a>HARDWARE<\/strong><\/span><\/td><td height=\"18\"><span style=\"font-family: Arial; color: #002060;\">apparato fisiologico di una determinata\u00a0 tecnologia\u00a0\u00a0\u00a0 HARD\u00a0\u00a0 (duro)\u00a0\u00a0 WARE\u00a0 (materiale)<\/span><\/td><\/tr><tr><td height=\"16\"><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\"><strong><a style=\"color: #002060;\" name=\"SW\"><\/a>SOFTWARE<\/strong><\/span><\/td><td height=\"16\"><span style=\"font-family: Arial; color: #002060;\">insieme di regole per l&#8217;utilizzo dell&#8217;hardware SOFT (morbido) WARE (materiale)<a style=\"color: #002060;\" name=\"BW\"><\/a><\/span><\/td><\/tr><tr><td height=\"37\"><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\"><strong><a style=\"color: #002060;\" name=\"BRAINWARE\"><\/a>BRAINWARE<br \/><\/strong><\/span><\/td><td height=\"37\"><span style=\"font-family: Arial; color: #002060;\">gli scopi, le applicazioni e le giustificazioni dell&#8217;uso dell&#8217;hardware e del software BRAIN (cervello) WARE (materiale).<\/span><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/div><p><span style=\"color: #002060;\"><b><\/b><b><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\">Gli S.I. ci modificano&#8230;<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\">\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Gi\u00e0 pi\u00f9 di dieci anni fa (1986) sostenevo relativamente all&#8217;uso del PC l&#8217;importanza di &#8220;valutare e progettare\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#Petalo\">metodologie d&#8217;approccio<\/a><\/strong>\u00a0al computer! A questo proposito \u00e8 da rilevare che non esiste un progetto culturale organico, sul territorio italiano&#8230; occorre concentrarsi sulla situazione insegante-bambino-computer, analizzare le problematiche di questa situazione, finalizzare l&#8217;uso del computer perch\u00e9 resti uno strumento e non diventi il fine.&#8221; (cfr. tesi di laurea di P. Madaro &#8220;Uso del personal computer a scuola nell&#8217;area logico-matematica: utilizzo e produzione di\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#SW\">software<\/a><\/strong>\u00a0didattico per bambini dai 7 agli 11 anni&#8221;, Torino a.a. 1984-85)\u00a0\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Umberto Eco molto acutamente interpreta il momento attuale scrivendo sull&#8217;Espresso dell&#8217;8 ottobre 1995:<\/span><\/p><blockquote><p><span style=\"color: #002060;\"><em>&#8220;La prospettiva pi\u00f9 pessimistica per il futuro \u00e8 che nasca una societ\u00e0 divisa in tre classi: al livello pi\u00f9 basso una massa di proletari che non ha accesso al computer (e quindi neppure al libro), e che dipende solo dalla comunicazione televisiva; a livello medio una piccola borghesia che usa per\u00f2 il computer in modo passivo (come nel caso tipico di un impiegato di compagnia aerea che usa la macchina per sapere chi \u00e8 in lista per un certo volo); e infine una &#8220;nomenklatura&#8221; (nel senso sovietico del termine) che sa come far ragionare la macchina (e che ha i mezzi economici per dotarsi di strumenti sempre pi\u00f9 nuovi e potenti).&#8221;<\/em><\/span><\/p><\/blockquote><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\"><br \/>La scuola di base non pu\u00f2, quindi, ignorare l&#8217;eventualit\u00e0 esposta da U. Eco, ed ha quindi il compito di contribuire ad impedire questa divisione in classi culturali.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma \u00e8 ancora U. Eco che esprime le sue perplessit\u00e0 rispetto alla fruizione degli S.I.:<\/span><\/p><blockquote><p><span style=\"color: #002060;\"><em>&#8220;Tuttavia gli ingegneri lavorano a pi\u00f9 non posso per ampliare le possibilit\u00e0 del canale e veicolare a velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 accelerata sempre pi\u00f9 informazione, nessuno pu\u00f2 ampliare le nostre capacit\u00e0 di consumo. Bisogna dunque che qualcuno ci dia dei criteri per la scelta&#8230; con le nuove tecnologie siamo posti di fronte all&#8217;equivalente di centinaia di migliaia di pagine di un quotidiano, e non sappiamo se quello che stiamo per scegliere \u00e8 roba fina o spazzatura.&#8221;\u00a0\u00a0<\/em><\/span><\/p><\/blockquote><p><span style=\"color: #002060;\">Occorre, quindi, che la scuola elementare avvii i futuri (ma non tanto futuri), fruitori di S.I. al loro utilizzo favorendo il raggiungimento di una maggiore consapevolezza di tutti i processi che stanno dietro all&#8217;uso degli strumenti informatici.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Eco in linea con quanto ho proposto precedentemente (vedi cit.), a conclusione del suo intervento scrive:<\/span><\/p><blockquote><p><span style=\"color: #002060;\"><em>&#8220;Occorre dunque alfabetizzare gli utenti, specie le giovani generazioni, e alfabetizzarne il maggior numero, specie quelli che non hanno i mezzi per dotarsi di macchine aggiornate: imparare ad usare gli strumenti vuole dire anche\u00a0<a style=\"color: #002060;\" href=\"#funzionamento\"><strong>capirne la logica interna<\/strong>\u00a0<\/a>ed elaborare a poco a poco, criteri di scelta.&#8221;<\/em><\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\">(Umberto Eco Espresso dell&#8217;8 ottobre 1995)<\/span><\/p><\/blockquote><p><span style=\"color: #002060;\">Il computer quindi \u00e8 sostanzialmente uno strumento, un mezzo e in quanto tale non pu\u00f2 essere caricato di significati, n\u00e9 dai paladini n\u00e9 dai neoluddisti.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Occorre riflettere sul fatto che ci\u00f2 che interessa la scuola \u00e8: l&#8217;intelligenza applicata allo strumento. Nel caso specifico non si ha difficolt\u00e0 ad ammettere che al PC sono gi\u00e0 stati applicati innumerevoli &#8220;Gigabyte di intelligenza&#8221;: creativit\u00e0, memoria, linguaggio, analisi logico-matematica, uso del corpo per risolvere problemi, rappresentazione spaziale&#8230;<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong><span style=\"font-family: Arial;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#HW\">Hardware<\/a><\/span>\u00a0,\u00a0<a style=\"color: #002060;\" href=\"#SW\">software<\/a>\u00a0e\u00a0<a style=\"color: #002060;\" href=\"#BW\">brainware<\/a><\/strong>\u00a0(HW, SW, BW) sono strettamente collegati e sono l&#8217;uno funzionale all&#8217;altro: ad un hardware corrispondono software sempre pi\u00f9 potenti, per brainware sempre pi\u00f9 complessi che richiedono hardware sempre pi\u00f9 &#8220;Gigapotenti&#8221; e stimolano software sempre pi\u00f9 sofisticati e&#8230; la rincorsa continua.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Difficile dire quale dei tre (HW, SW, BW) sia la vera variabile indipendente, mentre \u00e8 pi\u00f9 facile pensare che ci sia una stretta correlazione la quale favorisce la continua evoluzione dei tre.<\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\">E&#8217;anche da questa considerazione che nasce la scelta di parlare di Strumenti Informatici (S.I.) anzich\u00e9, molto pi\u00f9 semplicemente di computer.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Infatti c&#8217;\u00e8 una bella differenza tra usare un PC per: scrivere una lettera, navigare un ipertesto, fare del drill and practice, collegarsi con internet e navigare nella rete, elaborare della grafica e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La differenza \u00e8 data dal\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#SW\">software<\/a><\/strong>\u00a0che ci permette di utilizzare l&#8217;<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#HW\">hardware<\/a><\/strong>\u00a0a disposizione e anche dal\u00a0<strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#BW\">brainware<\/a><\/strong>\u00a0che stiamo applicando.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Se \u00e8 vero che gli strumenti &#8220;ci amplificano&#8221; \u00e8 pur vero che &#8220;ci modificano&#8221;, ci fanno perseguire obiettivi mai prima pensati. Le attivit\u00e0 umane, da quelle lavorative a quelle squisitamente creative, si modificano e si rinnovano, nascono mestieri che prima non esistevano, quelli esistenti mutano radicalmente.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#petalo\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><b>Un petalo per tutti<\/b><\/span><\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Ecco un possibile paradigma per una metodologia rivolta all&#8217;introduzione degli S.I. nella scuola, che tenga conto delle considerazioni sin qui fatte:<\/span><\/p><ul type=\"square\"><li><span style=\"color: #002060;\"><b><em><u><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#libero\">Approccio libero al PC<\/a><br \/><\/span><\/u><\/em><\/b><\/span><\/li><li><span style=\"color: #002060;\"><b><em><u><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#smitizzare\">Smitizzare il PC<\/a><br \/><\/span><\/u><\/em><\/b><\/span><\/li><li><span style=\"color: #002060;\"><b><em><u><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#programmato\">Far comprendere che il PC deve essere programmato<\/a><br \/><\/span><\/u><\/em><\/b><\/span><\/li><li><span style=\"color: #002060;\"><b><em><u><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#funzionamento\">Approfondire i principi di funzionamento<\/a><br \/><\/span><\/u><\/em><\/b><\/span><\/li><li><span style=\"color: #002060;\"><b><em><u><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#obiettivo\">Progettare un obiettivo<\/a><br \/><\/span><\/u><\/em><\/b><\/span><\/li><li><span style=\"color: #002060;\"><em><u><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#obiettivo\"><b>Tentare di raggiungere l&#8217;obiettivo<\/b><\/a><br \/><\/span><\/u><\/em><\/span><\/li><\/ul><p align=\"justify\"><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Ovviamente nulla vieta di applicare il tutto prima a noi stessi per verificarne validit\u00e0 e fattibilit\u00e0<a style=\"color: #002060;\" name=\"Petalo\"><\/a>.<\/span><\/p><p align=\"center\"><span style=\"color: #002060;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: large;\"><br \/><\/span><img decoding=\"async\" class=\"alignnone lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/perladidattica.it\/immagini\/Un%20petalo%20per%20tutti.png\" alt=\"Un petalo per tutti\" width=\"387\" height=\"389\" \/><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone lazyload\" src=\"https:\/\/perladidattica.it\/immagini\/Un%20petalo%20per%20tutti.png\" alt=\"Un petalo per tutti\" width=\"387\" height=\"389\" \/><\/noscript><\/span><\/p><p align=\"justify\"><span style=\"color: #002060; font-family: Arial; font-size: large;\">Non c&#8217;\u00e8 una vera e propria gerarchia tra i punti elencati n\u00e9 tanto meno una sequenzialit\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si tratta di sei petali di una stessa metodologia possiamo iniziare ad accarezzarne uno qualsiasi ma \u00e8 necessario, prima o poi, sfiorarli tutti.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ho detto sfiorarli, non staccarli, proprio perch\u00e9 \u00e8 necessario ritornarci sopra.<\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" name=\"libero\"><\/a><\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\">Infatti l&#8217;<b>approccio libero al PC<\/b>\u00a0<span style=\"font-size: large;\">non \u00e8 solo &#8220;libert\u00e0 nell&#8217;apprendimento&#8221; ma anche una precisa strategia che porta a scoprire ci\u00f2 che diversamente non sarebbe possibile. In tal senso non \u00e8 solo un momento iniziale di un iter da seguire ma un metodo di lavoro.<\/span><\/span><\/p><p><a style=\"color: #002060;\" name=\"smitizzare\"><\/a><br \/><span style=\"color: #002060;\"><b>Smitizzare il PC<\/b>\u00a0\u00e8 il momento pi\u00f9 delicato rispetto al quale \u00e8 possibile incontrare sorprese, scoprire aspetti nuovi del nostro modo di pensare e di essere. Mi riferisco al pensiero magico, ancora palesemente presente nei bambini, ma talvolta riaffiorante anche negli adulti.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Occorre quindi sempre, consapevolmente,verificare il nostro grado di smitizzazione del PC, per non rischiare di retrocedere alle classi inferiori descritte da U. Eco.<\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" name=\"programmato\"><\/a><\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Far comprendere che il PC deve essere programmato<\/b><\/span>\u00a0<span style=\"font-size: large;\">\u00e8 strettamente collegato al punto precedente \u00e8 necessario dapprima sperimentare, rendersi conto che se non programmiamo il PC lo deve fare qualcun&#8217;altro. In seguito occorrer\u00e0 ricordarlo sempre, per non aspettarsi risposte che il computer, in quella determinata situazione, non ci pu\u00f2 dare.<br \/><a style=\"color: #002060;\" name=\"funzionamento\"><\/a><\/span><\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Approfondire i principi di funzionamento<\/b><\/span>\u00a0<span style=\"font-size: large;\">oltre ad essere utile alla smitizzazione del PC ci permette di migliorare la nostra autonomia e di evitare il condizionamento e la frode.<br \/>L&#8217;approfondimento non potr\u00e0 avvenire a priori, prima cio\u00e8 di aver fatto delle esperienze con il PC, ma avverr\u00e0 anche in itinere consolidando e chiarendo ulteriormente. Si partir\u00e0 dall&#8217;esterno per andare sempre pi\u00f9 verso l&#8217;interno, ampliando le nostre conoscenze sull&#8217;\u00a0<span style=\"color: #002060;\"><strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#HW\">hardware<\/a><\/strong><\/span>\u00a0e il\u00a0<span style=\"color: #002060;\"><strong><a style=\"color: #002060;\" href=\"#SW\">software<\/a><\/strong><\/span>.<br \/><a style=\"color: #002060;\" name=\"obiettivo\"><\/a><\/span><\/span><br \/><span style=\"color: #002060;\"><b><span style=\"font-size: large;\">Progettare un obiettivo<\/span>\u00a0<\/b><span style=\"font-size: large;\">\u00e8 ci\u00f2 che, normalmente, un individuo dovrebbe fare prima di iniziare un&#8217;attivit\u00e0, \u00e8 pur vero che si pu\u00f2 accendere il PC senza avere un obiettivo palesemente strutturato, solo per &#8220;vedere&#8221;. Per questo\u00a0<\/span><span style=\"font-size: large;\"><b>tentare di raggiungere l&#8217;obiettivo<\/b><\/span>\u00a0<span style=\"font-size: large;\">, lo si pu\u00f2 fare anche prima di averlo esplicitamente progettato. Quante volte ci troveremo a progettare qualcosa, per poi tentare di realizzarlo con il nostro computer!<\/span><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Presto ci accorgeremo che i nostri obiettivi da semplici, quasi insignificanti e inutili, diventeranno via via pi\u00f9 sofisticati, significativi e utili per il nostro lavoro intellettuale, la nostra ricerca creativa, la nostra espressione artistica, il nostro m\u00e9nage e chiss\u00e0 quante altre cose.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In verit\u00e0 l&#8217;operazione pi\u00f9 importante da farsi nella scuola, che vorrei rimarcare ulteriormente, al termine di questa mia riflessione, suggerire ai lettori e ricordare a me, \u00e8:<\/span><\/p><\/div><h2 align=\"center\"><span style=\"color: #002060;\">SMITIZZIAMO IL COMPUTER !<\/span><\/h2>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-32c880f elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"32c880f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7cc0dc5 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"7cc0dc5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-xs elementor-animation-grow\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/altri-testi\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">home ALTRI TESTI<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-92e6905 elementor-widget elementor-widget-spacer\" data-id=\"92e6905\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"spacer.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-spacer\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-spacer-inner\"><\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-62331aa elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"62331aa\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-c207e04\" data-id=\"c207e04\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-inner-section elementor-element elementor-element-93198a6 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"93198a6\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-inner-column elementor-element elementor-element-80c223a\" data-id=\"80c223a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ef71e7f elementor-widget__width-auto elementor-widget-mobile__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"ef71e7f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h6 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Stampa o scarica<br>\nil contenuto<\/h6>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b91bc7a elementor-widget__width-auto elementor-widget-mobile__width-auto elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"b91bc7a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class=\"wordpress-print-posts link-wrapper\"><a href=\"https:\/\/teilhard.eu\/es\/wp-json\/wp\/v2\/altri-testi\/20805?print-posts=pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-file-pdf fa-2x\"><\/i><\/a><a href=\"https:\/\/teilhard.eu\/es\/wp-json\/wp\/v2\/altri-testi\/20805?print-posts=word\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-file-word fa-2x\"><\/i><\/a><a href=\"#\"\n    \tonclick=\"print(); 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