{"id":18247,"date":"2023-03-17T14:00:58","date_gmt":"2023-03-17T13:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/teilhard.eu\/?post_type=testi_su_tdc&#038;p=18247"},"modified":"2025-07-25T14:37:30","modified_gmt":"2025-07-25T12:37:30","slug":"breve-biografia-su-teilhard-de-chardin","status":"publish","type":"testi_su_tdc","link":"https:\/\/teilhard.eu\/eo\/testi_su_tdc\/breve-biografia-su-teilhard-de-chardin\/","title":{"rendered":"Breve biografia su Teilhard de Chardin"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"18247\" data-post-id=\"18247\" data-obj-id=\"18247\" class=\"elementor elementor-18247 dce-elementor-post-18247\" data-elementor-post-type=\"testi_su_tdc\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-b1114a4 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"b1114a4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a949b8c\" data-id=\"a949b8c\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c8c2506 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c8c2506\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><a href=\"http:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-scaled.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-18152 lazyload\" title=\"TEILHARD DE CHARDIN Opera di Pietro Cerati\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-188x300.jpg\" alt=\"TEILHARD DE CHARDIN Opera di Pietro Cerati\" width=\"319\" height=\"509\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-18152 lazyload\" title=\"TEILHARD DE CHARDIN Opera di Pietro Cerati\" src=\"http:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-188x300.jpg\" alt=\"TEILHARD DE CHARDIN Opera di Pietro Cerati\" width=\"319\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-188x300.jpg 188w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-641x1024.jpg 641w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-768x1227.jpg 768w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-962x1536.jpg 962w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/opera-di-Pietro-Cerati-scaled.jpg 751w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/noscript><\/a><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Da che l&#8217;uomo \u00e8 uomo, ha iniziato ad interrogarsi sul proprio destino e, nella misura in cui l&#8217;umanit\u00e0 ha preso coscienza di se stessa, ha sentito il bisogno di indagare sulla propria origine. Interpretazione religiosa e scoperte scientifiche si sono sempre intrecciate nell&#8217;offrire delle risposte, spingendo sempre pi\u00f9 avanti le eventuali soluzioni.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Uomo di fede che per\u00f2 non ha mai rinunciato alla ragione, Teilhard de Chardin ha rischiato di persona, cercando un senso all&#8217;avventura umana. Lo ha fatto spinto da un lato dall&#8217;audacia della sua intelligenza, dall&#8217;altro dalla forza dell&#8217;amore, indirizzato con uguale passione agli esseri umani e alle cose. Mentre era in vita, gli fu imposto il silenzio, ma, pur nella sofferenza, ci\u00f2 non gli imped\u00ec di credere nella potenza unitiva dell&#8217;amore e nella capacit\u00e0 insita proprio negli esseri e nelle cose di sfociare in Dio.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Pierre Teilhard de Chardin nasce il 1\u00b0 maggio 1881 in Auvergne, al Castello di Sarcenat, nel comune di Orcines, non lontano da Clermont-Ferrand. La sua \u00e8 una famiglia della piccola nobilt\u00e0 di campagna. La madre, pronipote di Voltaire, \u00e8 donna devota, discreta, ma forte (dei suoi undici figli ne vedr\u00e0 morire sette). Il padre ha buona cultura umanistica e gusti da naturalista: sar\u00e0 lui ad influenzare in questo senso il figlio, facendogli scoprire la natura, le piante, gli insetti. Tanto pi\u00f9 che la prima educazione culturale di Pierre avviene proprio tra le mura domestiche ad opera del padre e dei precettori. Trascorre quindi l&#8217;infanzia in una piccola societ\u00e0 circoscritta, composta da fratelli e cugini, non chiusa, ma vivace e aperta alla carit\u00e0 verso il prossimo cui la madre si dedica.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">A 11 anni entra nel Collegio dei Gesuiti a Villefranche-sur-Saone, dove fra l&#8217;altro sar\u00e0 allievo di Henri Bremond. Nel corso dell&#8217;adolescenza si sente chiamato alla vita religiosa e nel 1899 entra nel noviziato dei Gesuiti a Aix-en-Provence per una formazione che, come per tutti i Gesuiti, durer\u00e0 tredici anni. Nel 1901 pronuncia i primi voti e scrive ai suoi: \u00ab<em>Pregate perch\u00e9 io sappia essere all&#8217;altezza di ci\u00f2 che Dio mi chiede<\/em>\u00bb.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Proseguendo gli studi a Jersey, incomincia ad essere fortemente attratto dalla natura animale e vegetale, si aggiorna sulle nuove scoperte della fisica, legge <em>L&#8217;Evoluzione creatrice<\/em> di Bergson. Tutto questo fervore, questa forte propensione per la scienza, mentre lo induce alle prime appassionate riflessioni che lo condurranno alla sua grandiosa sintesi, gli instilla anche il dubbio che la passione per la ricerca scientifica possa essere di ostacolo alla vocazione sacerdotale. Il maestro dei novizi gli dichiara che \u00abil Dio della Croce gli richiede l&#8217;espansione &#8220;naturale&#8221; del suo essere tanto quanto la sua santificazione\u00bb; cos\u00ec sostenuto, supera la crisi.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Nel 1905 \u00e8 nominato professore di fisica e chimica al Cairo. I tre anni trascorsi in Egitto gli danno la possibilit\u00e0 di compiere le sue prime ricerche su pietre rare, fossili, ecc. Egli si immerge in questo ricco mondo esotico con tutto l&#8217;acume della propria intelligenza e, come detto pi\u00f9 sopra, con tutta la forza del proprio amore per il cosmo. Riferendosi a quell&#8217;epoca e a quelle sensazioni, lascer\u00e0 scritto:<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">\u00ab<em>Era la prima ondata di esotismo che mi investiva. L&#8217;oriente intravisto e bevuto avidamente nella sua luce, nella sua fauna, nei suoi deserti. [&#8230;] Il Mondo si crea ancora e in lui \u00e8 il Cristo che si compie. [&#8230;] Quando ebbi inteso e compreso questa parola, contemplai, e mi accorsi, come in un&#8217;estasi, che attraverso tutta la natura mi ero tuffato in Dio.<\/em> <em>\u00bb<\/em><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Torna a proseguire i suoi studi di teologia ad Hastings e quando viene ordinato sacerdote, il 24 agosto 1911, scrive:<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\"><em>\u00ab<\/em><em>Con tutte le mie forze, in quanto prete, voglio essere il primo a prendere coscienza di ci\u00f2 che il mondo ama, persegue, soffre. [&#8230;] Pi\u00f9 profondamente umano, pi\u00f9 nobilmente terrestre di ogni altro servitore del mondo.<\/em> <em>\u00bb<\/em><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Continua i suoi studi scientifici a Parigi, lavorando presso il laboratorio del celebre paleontologo Marcelin Boule e incomincia a pubblicare regolarmente degli studi in cui affiora gi\u00e0 la preoccupazione di creare una sintesi tra le nuove frontiere della scienza e le vedute religiose che intuisce rischino di bloccarsi in categorie culturali troppo rigide.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Allo scoppio della guerra, nel 1914, viene mobilitato come portaferiti, incarico che svolger\u00e0 fino alla fine, nel marzo 1919, avendo rifiutato la nomina a cappellano militare per poter rimanere tra gli uomini in prima fila. Ricever\u00e0, per il suo valore, citazioni, medaglia al valore e nomina a cavaliere della Legion d&#8217;Onore, ma gli anni di guerra fungono da vero e proprio crogiuolo da cui scaturiscono le prime scintille del suo genio e la sua spiritualit\u00e0. Lo intuiamo da queste poche righe inviate, come tutti i suoi scritti del tempo della prima guerra mondiale, alla cugina Margherita, affinch\u00e9 li conservasse in caso di morte:<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">\u00ab<em>Scrivo su un quaderno di scuola gli appunti di un soggetto che \u00e8 il problema della mia vita interiore: la conciliazione del progresso e del distacco. L&#8217;Amore cio\u00e8 appassionato e legittimo di una Terra sempre pi\u00f9 grande e la ricerca del Regno di Dio. Come essere cristiano come nessun altro, essendo uomo pi\u00f9 che qualsiasi altro.\u00bb<\/em><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Intanto nel 1918 aveva pronunciato i voti perpetui. Nel marzo 1922 discute la sua tesi dal titolo \u00abI mammiferi dell&#8217;Eocene inferiore francese e i loro giacimenti\u00bb. Subito gli affidano una cattedra all&#8217;Istituto Cattolico di Parigi; nello stesso tempo tiene delle conferenze agli allievi della Scuola Normale e lavora con Edouard Le Roy, successore di Bergson al Coll\u00e8ge de France.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">A Tien Tsin \u00e8 attivo un importante laboratorio che collabora con il laboratorio Boule; sono in corso ricerche di notevole importanza e Teilhard vi viene inviato a collaborare per due anni. Partecipa cos\u00ec ad importanti spedizioni e nelle lettere di viaggio che invia costantemente agli amici (abitudine che conserver\u00e0 per tutta la vita nei vari luoghi dove si trover\u00e0) cogliamo i suoi entusiasmi, le sue impressioni e scopriamo il suo raro talento di scrittore soprattutto nel descrivere la natura.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Nel 1924 rientra a Parigi per riprendere la sua cattedra e le conferenze agli studenti della Scuola Normale, del Politecnico, ecc. Gli uditori sono entusiasti e fanno circolare sotto forma di dattiloscritti i suoi testi. Ad un certo punto, nel 1925, poich\u00e9 ritiene necessario stabilire un accordo tra il dogma del peccato originale e le nuove scoperte della paleontologia, redige alcune pagine, dirette ad amici teologi di Lovanio, affinch\u00e9 vi riflettano. Definisce quanto scrive una semplice riflessione personale, priva di pretese dogmatiche. In effetti propone alcune ipotesi di lavoro che non hanno nulla di definitivo. Ma lo scritto arriva a Roma e Teilhard \u00e8 pregato di lasciare la sua cattedra e di ripartire per la Cina. Egli scrive al suo amico, il Padre Valensin: \u00ab<em>\u00c8 fatta, mi spostano. Caro amico, aiutatemi [&#8230;]. Ho fatto bella figura, ma interiormente \u00e8 come un&#8217;agonia o una tempesta. \u00c8 essenziale che io faccia vedere che se le mie idee sembrano innovatrici, mi rendono anche fedele<\/em>\u00bb.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">La comprensione di amici carissimi, la fiducia del suo Provinciale e l&#8217;aiuto morale di Edouard Le Roy lo riportano gradatamente alla serenit\u00e0. Scrive, infatti, testimoniando cos\u00ec la vittoria spirituale raggiunta: \u00ab<em>Pi\u00f9 esplicitamente e pi\u00f9 realmente che prima della &#8220;crisi&#8221;, credo alla Chiesa &#8220;mediatrice&#8221; tra Dio e il Mondo e l&#8217;amo. E credo che ci\u00f2 mi dia molta pace<\/em>\u00bb. I profeti, i veri profeti, non sono mai dei ribelli: semplicemente pagano di persona.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Proprio a questo punto la maturazione spirituale raggiunta lo induce a scrivere <em>L&#8217;Ambiente Divino<\/em>, il suo pi\u00f9 completo compendio ascetico e mistico. Afferma: \u00ab<em>Ho iniziato il mio futuro piccolo libro. Vorrei farlo lentamente, tranquillamente, vivendolo e meditandolo come una preghiera<\/em>\u00bb.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Rester\u00e0 in Cina venti anni, lavorando al servizio geologico americano di Pechino, e parteciper\u00e0 con eccezionale autorit\u00e0 alla scoperta del Sinantropo. In quel periodo, nel 1929, inizia anche le prime pagine della sua opera principale, <em>Il fenomeno umano<\/em>.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Altro importante avvenimento del periodo cinese \u00e8 la \u201cCrociera Gialla\u201d che si svolge nel 1931. Si tratta di una famosa spedizione Citro\u00ebn, in Asia Centrale: una carovana di auto cingolate con 42 uomini. In dieci mesi un gruppo compie la traversata dell&#8217;Himalaya mentre un altro, partendo da Pechino, attraversa la Cina per il deserto del Gobi. Teilhard \u00e8 il geologo della spedizione e fa parte del secondo gruppo. Per l&#8217;epoca \u00e8 un&#8217;impresa eroica, che passa attraverso difficolt\u00e0 impensabili: vedi la traversata dell&#8217;Himalaya, vedi le volte in cui gli uomini del gruppo del deserto (tra i quali si trovava Teilhard) erano costretti a smontare le macchine insabbiate per trasportarle a spalla pi\u00f9 avanti. Per Teilhard \u00e8 l&#8217;occasione di importanti osservazioni geologiche, ma, e forse soprattutto, l&#8217;occasione per importanti osservazioni umane e religiose. In quel gruppo di tecnici e scienziati non v&#8217;era alcun cristiano che potesse dirsi tale, ma tanta ricchezza di valori, che Teilhard rispetta profondamente. La sua ansia di evangelizzare, forse proprio in quell&#8217;occasione, si modifica e si identifica ormai in questo atteggiamento: in ogni persona, anche non credente, \u00ab<em>non distruggere niente, ma far salire, far crescere. Tutto ci\u00f2 che sale converge verso Cristo\u00bb<\/em>.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Al rientro dalla \u201cCrociera Gialla\u201d compie dei viaggi di studio, in particolare nell&#8217;Oregon. Nel &#8217;34 \u00e8 nel Tibet, poi in India, nel &#8217;36 \u00e8 di nuovo a Pechino. Nel 1937 si reca negli Stati Uniti dove riceve, al Congresso di Philadelphia, la \u201cmedaglia Mendel\u201d in riconoscimento dei suoi lavori. Ritornato a Pechino, compie spedizioni in Birmania e a Giava. Nel &#8217;39 soggiorna sette mesi a Parigi. Poi un altro viaggio negli Stati Uniti e reimbarco per la Cina, dove fonda con il Padre Leroy l&#8217;Istituto di Geo-biologia di Pechino.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Padre Teilhard ha ormai 60 anni e una simile frenetica attivit\u00e0 incomincia a segnare il suo fisico: \u00e8 stanco. Lascia definitivamente la Cina che \u00e8 sul punto di diventare la Cina Popolare; torna a Parigi, ma pur non lavorando pi\u00f9 agli scavi, sul terreno, continua un&#8217;intensa attivit\u00e0 scientifica e intellettuale. In particolare, partecipa al \u201cColloquio Internazionale di Paleontologia\u201d di Parigi nel 1947; poco dopo \u00e8 colpito da infarto. Ed ecco che applicando alla propria vicenda personale la sua universale visione di continuit\u00e0 del reale, che per lui costituisce una traiettoria unica che dal tangibile va a sfociare in ci\u00f2 che \u00e8 \u201cal di l\u00e0\u201d, vive questo avvenimento come l&#8217;inizio dello sradicamento dal \u201cCosmico\u201d per una inserzione sempre pi\u00f9 progressiva nel \u201cCristico\u201d.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Ma alla prova fisica si aggiunge di nuovo la prova morale. Da Roma gli chiedono un incontro: accetta con calma e anche con fiducia. Giunge a Roma il 5 ottobre 1948. Spiega le proprie idee, il proprio modo di interpretare la Rivelazione alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, ma non viene capito. Gli si rifiuta la pubblicazione de <em>Il fenomeno umano<\/em> e gli si impedisce di accettare una cattedra al Coll\u00e8ge de France. Ben inteso, i suoi superiori lo trattano con estrema bont\u00e0, Teilhard rimane uno dei figli prediletti della Compagnia di Ges\u00f9, ma questa non se la sente ancora di impegnarsi in prima linea su posizioni che i teologi ufficiali respingono. Essi infatti a quell&#8217;epoca non accettano l&#8217;idea dell&#8217;evoluzione; inoltre, e queste sono parole di Padre Teilhard, \u00ab<em>a Roma non si vede l&#8217;opportunit\u00e0 n\u00e9 la garanzia di un&#8217;apologetica basata sulla fede nell&#8217;uomo. Per la Chiesa il solo valore per il futuro, ben sicuro, \u00e8 la vita eterna<\/em>\u00bb.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Nel 1934 Teilhard aveva scritto: \u00ab<em>Fa lo stesso per me che non mi si voglia pubblicare. Ci\u00f2 che io vedo \u00e8 smisuratamente pi\u00f9 grande di tutte le inerzie e di tutti gli ostacoli<\/em>\u00bb. In effetti spesso aveva dichiarato che la sua unica ambizione era di fungere da pietra che viene gettata nelle fondamenta. Ed ora in effetti offre una grande testimonianza di vita con la sua fedelt\u00e0 scrivendo: \u00ab<em>Profondamente attaccato all&#8217;obbedienza, preferisco sacrificare tutto piuttosto che danneggiare l&#8217;integrit\u00e0 del Cristo<\/em>\u00bb. Ma la tristezza e la preoccupazione traspaiono da queste parole:<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">\u00ab<em>Nel mondo intellettuale si fa sempre pi\u00f9 profondo il fossato che separa teologi e scienziati. Le due parti non si capiscono pi\u00f9. Il mondo romano non coglie la distanza che lo separa sempre di pi\u00f9 da altri ambienti di riflessione e di cultura? Vedo che le mie idee potranno solo comparire sotto forma di manoscritto e sotto banco. Il Signore far\u00e0 Lui. Ma per un nuovo umanesimo che si rivolga all&#8217;avvenire, \u00e8 assolutamente necessario un Cristianesimo approfondito e ripensato secondo il nuovo paradigma del mondo.<\/em> <em>\u00bb<\/em><\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Teilhard de Chardin rimane fedele nell&#8217;obbedienza alla Chiesa, ma fedele anche a se stesso. Non pu\u00f2 rinunciare a \u201cvedere\u201d ci\u00f2 che ha \u201cvisto\u201d. Non rinuncia alla sua franchezza, e si rivela cos\u00ec una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 forti che la Chiesa abbia avuto: senza provocazioni, senza rivoluzioni, trasmette in modo inarrestabile una luce autentica. Come sostiene Claude Cu\u00e9not nella sua monumentale biografia di Teilhard, non c&#8217;\u00e8 vita senza conflitto, ma la Chiesa \u00e8 essenzialmente viva, dunque \u00e8 normale (e anche fecondo) che ci siano delle tensioni tra la gerarchia e iniziative che paiono di primo acchito inquietanti e in opposizione con il modo di pensare e di fare ormai stabilito dalla Chiesa, anche se poi esse si riveleranno, in ultima analisi, ortodosse. Potremmo dire che Padre Teilhard de Chardin si \u00e8 posto nella Chiesa non come un riformatore, ma come un \u201cevolutore\u201d. Il suo Cristo \u00e8 Ges\u00f9 Resuscitato che, anzich\u00e9 essere il padrone del cosmo, si rivela come il motore vivente della cosmogenesi. Con Teilhard abbiamo il cattolicesimo tradizionale pi\u00f9 l&#8217;evoluzione, \u00e8 il mistero dell&#8217;Incarnazione che riceve una dimensione in pi\u00f9, quella dello Spazio-Tempo, \u00e8 San Paolo riletto dopo Lamark e Darwin.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">E torniamo a quelli che sono ormai gli ultimi anni di vita di Teilhard. Da Roma gli viene ancora una volta chiesto di lasciare Parigi e, dopo un viaggio di ricerca nell&#8217;Africa del Sud sulle orme degli australopitechi, dal 1951 si stabilisce definitivamente a New York alla fondazione Wenner, dove prosegue i suoi studi. Ancora un viaggio scientifico nel Sud degli Stati Uniti, un altro in Sudafrica, poi nell&#8217;estate del 1954 soggiorna per l&#8217;ultima volta nella casa natale di Sarcenat.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Ritorna a New York, dove trascorre gli ultimi mesi della propria esistenza. La sua riflessione si affina ed egli sintetizza ancora una volta i grandi fili conduttori del suo pensiero redigendo <em>Il Cristico<\/em>, che \u00e8 il suo testamento spirituale. Il 10 aprile 1955 una splendida giornata di primavera dopo aver celebrato la Messa, assiste alla Messa solenne nella Cattedrale ad un concerto, poi si reca St. Patrik. Nel pomeriggio va a casa di amici per il t\u00e8. Un nuovo dolorosissimo infarto lo fa crollare a terra. Si riprende per un attimo, poi spira.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Le sofferenze morali, il rendersi conto, come egli dice di \u00ab<em>essere solo a vedere ci\u00f2 che vedo!<\/em>\u00bb, hanno avuto va, un grande peso. Un peso tale che era giunto a fargli rasentare il dubbio. Confidenzialmente aveva scritto: \u00ab<em>Sar\u00f2 nel giusto, dal momento che la Chiesa non mi accetta (la Chiesa che mi \u00e8 madre) e cos\u00ec pure la Compagnia? avr\u00f2 ragione?<\/em>\u00bb<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Il 15 marzo 1954, durante un pranzo al Consolato di Francia, Teilhard aveva detto a dei suoi parenti: \u00ab<em>Desidererei morire il giorno della Resurrezione!<\/em>\u00bb M.lle Mortier, curatrice in Francia della pubblicazione postuma dei suoi scritti, ha ricevuto da una signora una lettera che Teilhard le aveva indirizzato pochi mesi prima di morire. In essa aveva espresso questo desiderio: \u00ab<em>Se non ho preso abbagli, chiedo al Signore di morire il giorno di Pasqua<\/em>\u00bb.<\/span><\/p><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #002060;\">Il 10 aprile 1955, domenica di Pasqua, Teilhard chiudeva gli occhi sulla primavera newyorkese.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>Note biografiche tratte da<\/strong>: Annamaria Tassone Bernardi, <em>Teilhard de Chardin La poesia del cosmo<\/em>, ediz. Studium Roma, p.8-15<\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e190685 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"e190685\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e74af5d elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"e74af5d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-xs elementor-animation-grow\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/testi-su-teilhard-de-chardin\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">home TESTI SU Teilhard de Chardin <\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"author":85,"featured_media":18152,"template":"","categories":[],"autori":[209],"testi_su_tdc_folder":[],"class_list":["post-18247","testi_su_tdc","type-testi_su_tdc","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","autori-annamaria-tassone"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Breve biografia su Teilhard de Chardin - CENTRO STUDI \u201cTeilhard de Chardin per il futuro dell\u2019uomo\u201d<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/eo\/testi_su_tdc\/breve-biografia-su-teilhard-de-chardin\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"eo_EO\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Breve biografia su Teilhard de Chardin - CENTRO STUDI \u201cTeilhard de Chardin per il futuro dell\u2019uomo\u201d\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Da che l&#8217;uomo \u00e8 uomo, ha iniziato ad interrogarsi sul proprio destino e, nella misura in cui l&#8217;umanit\u00e0 ha preso coscienza di se stessa, ha sentito il bisogno di indagare sulla propria origine. 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