{"id":29339,"date":"2025-01-02T19:52:32","date_gmt":"2025-01-02T18:52:32","guid":{"rendered":"https:\/\/teilhard.eu\/?post_type=recensioni&#038;p=29339"},"modified":"2025-01-03T21:36:24","modified_gmt":"2025-01-03T20:36:24","slug":"scienza-e-fede-in-georges-lemaitre-sj","status":"publish","type":"recensioni","link":"https:\/\/teilhard.eu\/eo\/recensioni\/scienza-e-fede-in-georges-lemaitre-sj\/","title":{"rendered":"SCIENZA E FEDE IN GEORGES LEMA\u00ceTRE sj"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"29339\" data-post-id=\"29339\" data-obj-id=\"29339\" class=\"elementor elementor-29339 dce-elementor-post-29339\" data-elementor-post-type=\"recensioni\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-731312f elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"731312f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fb8ccc3\" data-id=\"fb8ccc3\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a5e2945 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a5e2945\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5 style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #002660;\"><i>Luciano Mazzoni Benoni<\/i><\/span><\/h5><figure><\/figure><figure><\/figure><div style=\"text-align: justify;\"><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-29341 lazyload\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"http:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Lemaitre-300x205.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-29341 lazyload\" src=\"http:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Lemaitre-300x205.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Lemaitre-300x205.png 300w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Lemaitre.png 641w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript><\/p><p>\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">La Rivista\u00a0<em>La civilt\u00e0 cattolica<\/em>, nel fascicolo 4185 \u2013 novembre 2024, dedica uno studio a questo tema, cruciale per secoli e tuttora talvolta ancora frainteso, alla luce della testimonianza e delle ricerche del gesuita belga. Va detto in premessa che gi\u00e0 alcuni anni or sono la medesima Rivista gli dedic\u00f2 un servizio dal titolo:\u00a0<em>L\u2019intervista ritrovata di Georges Lema\u00eetre, il padre del \u201cBig Bang\u201d<\/em>\u00a0(marzo 2023).<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0 di per s\u00e9 questa figura merita attenzione e rispetto: vale quindi la pena ricordare preliminarmente -sia pur brevemente- il suo profilo di studioso.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\"><em>Georges<\/em>\u00a0Henri Joseph \u00c9douard\u00a0<em>Lema\u00eetre<\/em>\u00a0(Charleroi, 17 luglio 1894 \u2013 Lovanio, 20 giugno 1966) \u00e8 stato un fisico, astronomo e presbitero belga: ordinato sacerdote nel 1923 e studente nella facolt\u00e0 di ingegneria all\u2019universit\u00e0 di Lovanio (di orientamento tomista) dal 1911 al 1920, conseguendo il dottorato in matematica e fisica e poi il baccalaureato in filosofia, nella quel fu poi docente. Studi\u00f2 astronomia all\u2019universit\u00e0 di Cambridge, perfezionandosi successivamente negli USA: prima\u00a0 all&#8217;<em>Harvard College Observatory<\/em><em>\u00a0<\/em>diretto da Harlow Shapley (1885-1972), quindi al\u00a0<em>Massachussets Institute of Technology<\/em>\u00a0(M.I.T.)\u00a0<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Rientrato in Belgio, nell&#8217;ottobre del 1925 \u00e8 incaricato di tenere alcuni corsi presso la Facolt\u00e0 di Scienze dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Lovanio. Sino al 1964 vi insegner\u00e0 astronomia, meccanica quantistica, calcolo delle probabilit\u00e0, storia e metodologia della matematica e teoria della relativit\u00e0. Nel 1926, dopo la sua tesi di Lovanio, propone e discute con successo presso il M.I.T. la tesi dal titolo\u00a0<em>Il campo gravitazionale in una sfera fluida di densit\u00e0 uniforme e costante, secondo la teoria della relativit\u00e0,\u00a0<\/em>il cui tema di studio gli era stato suggerito da Eddington. In questa tesi, a tutt&#8217;oggi inedita, pone le basi per lo studio di un modello di universo non omogeneo a simmetria sferica (universo di Tolman- Lema\u00eetre). Il quadro teorico usato nella sua tesi gli permette di unire, in un solo modello matematico, i campi di Schwarzschild (campi gravitazionali attorno e all&#8217;interno di una stella sferica di densit\u00e0 costante), l&#8217;universo statico di Einstein (universo omogeneo e sferico, di raggio e densit\u00e0 costanti) ed il modello di universo proposto dall&#8217;astronomo olandese de Sitter (universo omogeneo e isotropo, ma senza materia).<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Fino al 1931 Lema\u00eetre non ebbe l&#8217;idea di discutere scientificamente la questione riguardante il c.d. &#8220;inizio&#8221; dell&#8217;universo. L&#8217;origine dello &#8220;spazio-tempo-materia&#8221; poteva essere secondo lui descritta utilizzando la termodinamica e la meccanica quantistica. Egli propone si possa trattare della disintegrazione di un unico\u00a0<em>quantum<\/em>\u00a0che riunisce in s\u00e9 tutta &#8220;l&#8217;energia-materia&#8221; dell&#8217;universo in uno stato di massimo ordine (cio\u00e8 con entropia). Questo\u00a0<em>quantum<\/em>\u00a0\u00e8 battezzato da Lema\u00eetre: \u00abatomo primitivo\u00bb (cfr. G. Lema\u00eetre,\u00a0<em>The Beginning of the World from the Point of Quantum Theory,<\/em>\u00a01931).<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Fu il primo a capire che lo \u00a0spostamento verso il rosso\u00a0 della luce delle galassie era la prova dell&#8217;espansione dell&#8217;universo e a proporre la relazione di proporzionalit\u00e0 fra la distanza delle stesse galassie e la loro velocit\u00e0 di recessione, poi confermata da osservazioni sperimentali con la legge di Hubble. Nel 1927\u00a0pubblic\u00f2 l&#8217;<em>ipotesi dell&#8217;atomo primigenio<\/em>, oggi nota come teoria del Big Bang. Da notare come\u00a0Lema\u00eetre stesso descrisse la propria teoria del quanto cosmico iniziale come\u00a0<em>l&#8217;uovo cosmico che esplodeva al momento della creazione<\/em>; una terminologia che alludeva alle intuizioni cosmogoniche di moltissimi popoli primitivi.\u00a0A partire dal 1931, Lema\u00eetre, abbandona il suo modello di universo a raggio esponenzialmente crescente per adottare un universo sferico con tre fasi evolutive caratteristiche, iniziando da una &#8220;singolarit\u00e0 iniziale&#8221;, che coinciderebbe con la disintegrazione dell&#8217;atomo primitivo. L&#8217;evoluzione dell&#8217;universo di Lema\u00eetre (il cui modello era stato scoperto anche da Friedmann) \u00e8 regolato dal gioco di due &#8220;forze&#8221; antagoniste. L&#8217;una \u00e8 la forza di gravit\u00e0, che tende ad avvicinare tra loro le masse, e l&#8217;altra \u00e8 una &#8220;forza repulsiva&#8221; (forza centrifuga) la cui intensit\u00e0 \u00e8 legata alla \u00abcostante cosmologica\u00bb (la cosiddetta costante\u00a0<em>\u039b<\/em>) e che tende a controbilanciare l&#8217;effetto della gravit\u00e0. Lema\u00eetre, come Eddington, ma contro l&#8217;opinione &#8220;estetica&#8221; di Einstein, riteneva che questa costante traducesse una propriet\u00e0 fisica essenziale dell&#8217;universo. Oggi sembra che l&#8217;esperienza gli abbia dato ragione. Le osservazioni pi\u00f9 recenti sulle\u00a0<em>supernovae<\/em>\u00a0lontane mostrano che il valore di questa costante probabilmente non \u00e8 uguale a zero. Dal punto di vista teorico, la \u00abcostante cosmologica\u00bb pu\u00f2 essere interpretata come espressione di una &#8220;pressione&#8221;, quella dovuta al contributo dell&#8217;energia del vuoto quantistico.\u00a0La teoria di Lema\u00eetre fu chiamata\u00a0<strong><em>teoria del Big Bang<\/em><\/strong> da Fred Hoyle il 28 marzo 1949, durante una trasmissione radiofonica della BBC. Negli ultimi anni si interess\u00f2 a fondo di calcolatori elettronici e di informatica. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1966, seppe che era stata individuata la radiazione cosmica di fondo, che provava praticamente la sua teoria. Prima di morire pronunci\u00f2 una delle sue pi\u00f9 celebri frasi: \u00abL&#8217;espansione dell&#8217;universo \u00e8 provata soprattutto dalla costante espansione delle capacit\u00e0 umane\u00bb.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Mons. Lema\u00eetre non era n\u00e9 un filosofo n\u00e9 un teologo; tuttavia di fronte a interrogativi di alcuni suoi colleghi, o anche del grande pubblico, soprattutto di origine anglosassone, negli anni trenta fu portato a precisare esplicitamente il modo in cui egli intendeva i rapporti tra scienza e fede.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Alla base della sua posizione vi era un netto rifiuto del concordismo. Non intendeva affatto mescolare l&#8217;approccio scientifico con quello teologico che costituivano, secondo le sue stesse parole, \u00abdue percorsi verso la verit\u00e0\u00bb, due approcci legittimi, ma ciascuno con la loro propria autonomia. Come egli afferm\u00f2 chiaramente in un&#8217;intervista all&#8217;inizio degli anni trenta: \u00abEsistono due vie per arrivare alla verit\u00e0. Ho deciso di seguirle entrambe. Niente nel mio lavoro, niente di ci\u00f2 che ho imparato negli studi di ogni scienza o religione ha cambiato la mia opinione. Non ho conflitti da riconciliare. La scienza non ha cambiato la mia fede nella religione e la religione non ha mai contrastato le conclusioni ottenute dai metodi scientifici\u00bb (Aikmann, 1933, p. 18).\u00a0L&#8217;ipotesi dell&#8217;atomo primitivo risult\u00f2 cos\u00ec influente da sorpassare i limiti della fisica e dell&#8217;astronomia. In effetti, essa contribu\u00ec ad alimentare le riflessioni del celebre filosofo svizzero Ferdinand Gonseth (che diresse la redazione e scrisse la prefazione del libro di Lema\u00eetre:\u00a0<em>L&#8217;hypoth\u00e8se de l&#8217;atome primitif<\/em>) e di Padre Teilhard de Chardin (1881-1955). Quest&#8217;ultimo, che non aveva mai tenuto una corrispondenza con il sacerdote e cosmologo di Lovanio, era molto interessato alla dimensione evolutiva della sua cosmologia e riteneva che il concetto di &#8220;atomo primitivo&#8221; rimandasse, per simmetria, al &#8220;Punto\u00a0\u03a9&#8221;, di cui parlavano le riflessioni del paleontologo gesuita. Cos\u00ec come l&#8217;atomo primitivo non appartiene allo spazio, al tempo e alla materia, ma ne costituisce la fonte e l&#8217;origine materiale, anche il Punto\u00a0\u03a9\u00a0non \u00e8 identificabile con alcuna realt\u00e0 o processo biologico o cosmologico, collocandosi invece come la loro causa finale, il loro\u00a0<em>telos<\/em>\u00a0(cfr. P. Teilhard de Chardin,\u00a0<em>La place de l&#8217;homme dans la nature<\/em>, in &#8220;Oeuvres&#8221;, Paris 1977, vol. VIII, pp. 166-167).<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">In uno studio pubblicato nel 2002 da Dominique Lambert (sul sito web\u00a0<em>Documentazione interdisciplinare di Scienza e Fede<\/em>, promosso dalla Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.disf.org\/\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.disf.org&amp;source=gmail&amp;ust=1735926780930000&amp;usg=AOvVaw1GtjXhVgeqJG5SUtu-SkU0\">www.disf.org<\/a>), rivela nelle conclusioni un dettaglio di una certa rilevanza sul piano ecclesiale: \u201cIl merito di Lema\u00eetre \u00e8 stato quello di aver dimostrato che si possono legittimamente affrontare le questioni cosmologiche e soprattutto quelle relative allo stato iniziale dell&#8217;universo (l&#8217;inizio fisico naturale) da un punto di vista strettamente scientifico, indipendentemente da ogni opzione metafisica o religiosa: la teoria del\u00a0<em>Big Bang<\/em>\u00a0\u00e8 una teoria fisica e non una dottrina, n\u00e9 un&#8217;opzione &#8220;meta-fisica&#8221;. Nondimeno, il limite della distinzione metodologica che Lema\u00eetre instaura tra i \u00abdue percorsi verso la verit\u00e0\u00bb rischia di suggerire, a torto, che un dialogo fecondo tra cosmologia fisica e teologia della creazione non sarebbe pertinente. Mons. Lema\u00eetre, a motivo della sua formazione e non essendo egli n\u00e9 un teologo, n\u00e9 un filosofo professionalmente coinvolto come tale, non era incline ad accettare dei &#8220;compromessi&#8221; che conducevano ad una mediazione, a un dialogo tra la sua scienza e l&#8217;esplicitazione razionale della sua fede. Verosimilmente \u00e8 per questo motivo che, all&#8217;inizio degli anni sessanta, essendo in quel momento Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, fu totalmente preso alla sprovvista dalla domanda postagli da Papa Giovanni XXIII circa il possibile contributo di questa Accademia ai lavori preparatori per il Concilio Vaticano II (cfr. D. Lambert, 2000, pp. 300-301)\u201d. Inoltre va sottolineato come dal 1936 fu nominato membro della Pontificia accademia delle scienze, della quale fu presidente dal 1960, succedendo a p. Agostino Gemelli.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Va infine chiarito che -fatto poco noto- nel 2018 l&#8217;Unione Astronomica Internazionale ha stabilito, dopo due votazioni tra i suoi membri, di raccomandare che la legge di Hubble\u00a0venisse re-intitolata comprendendo anche il nome del fisico belga nella formula congiunta &#8220;<strong><em>Legge di Hubble-Lema\u00eetre<\/em><\/strong>&#8220;. La decisione \u00e8 stata presa come riconoscimento del fondamentale contributo di Lema\u00eetre alla legge che mette in relazione di proporzionalit\u00e0 la velocit\u00e0 di recessione delle galassie e la loro distanza, da lui per primo formulata teoricamente nel 1927<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Venendo ora all\u2019articolo menzionato, a firma di p. Ignacio Nunez de Castro sj, va detto che si tratta di una illustrazione corretta ed attenta: che tralascia gli aspetti meramente scientifici, per mettere a fuoco la questione del nesso scienza-fede, cos\u00ec tormentato nei secoli scorsi. L\u2019Autore mette in evidenza come il punto di vista del padre\u00a0Lema\u00eetre si sia evoluta nel tempo: muovendo da un \u201cingenuo concordismo di un tomista fedele\u201d (sulla base del Magistero pontificio: si pensi alla enciclica\u00a0<em>Providentissimus Deus<\/em>\u00a0di Leone XIII) -comunque definito nell\u2019articolo \u201cconcordismo debole, lontano dal concordismo forte che stabilirebbe un parallelismo diretto tra la letteralit\u00e0 biblica e alcuni risultati delle scienze\u201d- ad una visione pi\u00f9 matura, acquisita grazie al dialogo con il prof. Eddington: la soluzione \u201cdelle due vie\u201d.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Va precisato comunque, rispetto a questo criterio, come fa opportunamente l\u2019Autore, che padre \u00a0Lema\u00eetre si lamentava che esso venisse inteso voler relegare la fede ad un\u2019esperienza solo intima, come sottintendeva Eddington: come ebbe a chiarire in una intervista al New York Times nel 1933: chiarendo che la religione basata sulla rivelazione offre verit\u00e0 per il piano di salvezza, mentre la scienza indaga con metodi empirici i misteri dell\u2019universo.\u00a0 Idee poi riprese -ad avviso dell\u2019Autore- nella costituzione conciliare\u00a0<em>Dei Verbum<\/em>. Sicch\u00e8 il gesuita belga \u201criusc\u00ec a vivere senza tensione e senza intime lacerazioni la sua vocazione scientifica e la vocazione religiosa all\u2019inizio del suo lavoro accademico\u201d; riteneva soddisfacente la tesi delle \u201cdue vie\u201d, poich\u00e9 essa \u201cconsente di trasformare tutti i conflitti tra la scienza e la fede: essi spariscono nella misura in cui si constata che le due vie si collocano su piani completamente diversi\u201d. L\u2019articolo si sofferma per\u00f2 nel commento al famoso discorso di Pio XII del 1951, noto con il titolo \u201cUn\u2019ora\u201d.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">La precisa posizione di Lema\u00eetre sulla distinzione tra i \u00abdue percorsi verso la verit\u00e0\u00bb lo indusse a reagire al discorso pronunciato da Papa Pio XII (1939-1958) il 22 novembre 1951 davanti alla Pontificia Accademia delle Scienze. In questa allocuzione, il Papa\u00a0 intendeva dimostrare che le pi\u00f9 recenti scoperte dell&#8217;astrofisica potevano essere utili per arricchire le basi a partire dalle quali si sviluppavano le \u00abvie tomiste\u00bb che conducono l&#8217;intelligenza filosofica a dimostrare l&#8217;esistenza di Dio. Nonostante qualche appunto prudente riguardo la possibilit\u00e0 di utilizzare la cosmologia fisica nel contesto delle &#8220;prove dell&#8217;esistenza di Dio&#8221;, il discorso presenta, in certi passaggi, accenti lievemente &#8220;concordisti&#8221; come pu\u00f2 evincersi dal seguente brano: \u00abPare davvero che la scienza odierna, risalendo d&#8217;un tratto milioni di secoli, sia riuscita a farsi testimone di quel primordiale\u00a0<em>Fiat lux<\/em>\u00a0allorch\u00e9 dal nulla proruppe con la materia un mare di luce e di radiazioni, mentre le particelle degli elementi chimici si scissero e si riunirono milioni galassie\u00bb (<em>Discorsi e Radiomessaggi<\/em>, XIII, p. 404). L\u2019articolo riferisce la presa di distanza a tal proposito del Lema\u00eetre, che per\u00f2 la rese pubblica soltanto nei suoi ultimi anni, il 23 giugno 1963, nel corso della conferenza su \u201cUniverso e atomo\u201d: in cui tuttavia egli intendeva replicare ad un passo della\u00a0<em>Encyclopedie de la Pl\u00e9iade: Astronomie<\/em>, da poco pubblicata. Essa pareva infatti presentare il suo pensiero come favorevole alla ipotesi di una \u201ccreazione soprannaturale del mondo\u201d. Al contrario, egli volle rimarcare. \u201cPer quanto mi riguarda, ho sempre cercato di mostrare che la scienza apriva spazio a un inizio naturale del mondo: proprio il contrario di ci\u00f2 che mi si mette in bocca sulla\u00a0<em>Pl\u00e9iade<\/em>\u201d; e insiste: \u201cnon esiste pi\u00f9 un premondo che che potrebbe essere stato il vero inizio, ma quello che si contempla come vero inizio; un inizio naturale che non abbiamo pi\u00f9 bisogno di qualificare come creazione a partire dal nulla\u201d. Opportunamente l\u2019Autore precisa: \u201cAnni dopo, nel 1965, Penzias e Wilson pubblicavano il ritrovamento della radiazione cosmica di fondo, che confermava l\u2019ipotesi di Lema\u00eetre, il quale, poco dopo il 20 giugno 1966, sarebbe morto di leucemia senza aver visto la verifica sperimentale della sua ipotesi sull\u2019inizio naturale dell\u2019universo\u201d.<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">A questo punto, p. Ignacio Nunez de Castro riapre una riflessione sul tema del nodo scienza-fede, rilanciando una considerazione sollevata a suo tempo da Dominique Lambert: \u201cla teoria delle due vie ci lascia un po\u2019 insoddisfatti, perch\u00e9 introduce una sorta di profonda frattura nell\u2019unit\u00e0 della conoscenza umana\u201d. Obiezione che sottoscriviamo e che -in pi\u00f9 occasioni ed in pi\u00f9 sedi- abbiamo avuto modo di far presente a quanti (anche simpatizzando per Teilhard de Chardin) continuano tuttavia a ritenere necessaria la separazione dei due piani: appunto, scienza e fede. Questo punto di vista viene fatto proprio dallo stesso articolista: \u201cle due conoscenze restano giustapposte nell\u2019intimo del cuore del credente e gli lasciano una scarsa possibilit\u00e0 di articolare e di formulare una sintesi personale. Come afferma Ian Barbour \u00abla suddivisione evita il conflitto, ma al prezzo di rendere impossibile qualsiasi interazione costruttiva\u00bb \u2026 Come ha scritto Hans Urs von Balthasar: \u00abLe realt\u00e0 che si ritrovano in apparenza senza relazione, cio\u00e8 la scienza e il cristianesimo, sono collegate tra di loro da un campo intermedio: un campo che, visto dalla scienza, si d\u00e0 come \u201cvisione del mondo\u201d, mentre, visto dal cristianesimo, appare come \u201creligione\u201d e, al centro, come \u201cfilosofia\u201d\u00bb.\u201d. E l\u2019articolo cos\u00ec conclude, dopo il richiamo all\u2019apprezzamento recentemente rivolto da papa Francesco al gesuita belga (<em>Discorso ai partecipanti al Ii Convegno delle Specola Vaticana in memoria di Georges Lema\u00eetre: \u00abBuchi neri, onde gravitazionali e singolarit\u00e0 spazio-temporali\u00bb<\/em>, Roma 20 giugno 2024):<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">\u201cCertamente la desacralizzazione nella spiegazione del cosmo \u00e8 segno di una religiosit\u00e0 sincera e rispettosa: infatti, paradossalmente, l\u2019uomo profondamente religioso vedr\u00e0 sempre in tutte le cose la traccia di Colui che sta \u00abpassando per questi boschi con premura\u00bb (Giovanni della Croce,\u00a0<em>Cantico spirituale<\/em>); Dio sar\u00e0 sempre l\u2019assente e il presente, il trascendente e l\u2019immanente, \u00abDio tutto in tutti\u00bb (1 Cor 15,28).<\/p><p style=\"font-weight: 400;\">Facciamo nostre dette conclusioni: osservando per\u00f2 che non sarebbe stato fuori luogo richiamare il nome di Teilhard -che pure non ebbe rapporti diretti col confratello e collega Lema\u00eetre- proprio a motivo della sua insistenza pervicace nel voler ricercare una soluzione non concordista bens\u00ec coerente al nodo sussistente tra scienza e fede.<\/p><\/div>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8b9541b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"8b9541b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ef31aba\" data-id=\"ef31aba\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-04b1c9f elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"04b1c9f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><a href=\"https:\/\/www.laciviltacattolica.it\/news\/lintervista-ritrovata-di-georges-lemaitre-il-padre-del-big-bang\/\" target=\"_blank\">Per leggere l'articolo <\/a><\/h2>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-da186b6 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"da186b6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-xs elementor-animation-grow\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/recensioni\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">home RECENSIONI<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"author":85,"featured_media":29341,"template":"","categories":[],"autori":[198],"recensioni_folder":[],"class_list":["post-29339","recensioni","type-recensioni","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","autori-luciano-mazzoni-benoni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>SCIENZA E FEDE IN GEORGES LEMA\u00ceTRE sj - CENTRO STUDI \u201cTeilhard de Chardin per il futuro dell\u2019uomo\u201d<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/eo\/recensioni\/scienza-e-fede-in-georges-lemaitre-sj\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"eo_EO\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"SCIENZA E FEDE IN GEORGES LEMA\u00ceTRE sj - CENTRO STUDI \u201cTeilhard de Chardin per il futuro dell\u2019uomo\u201d\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Luciano Mazzoni Benoni \u00a0 La Rivista\u00a0La civilt\u00e0 cattolica, nel fascicolo 4185 \u2013 novembre 2024, dedica uno studio a questo tema, cruciale per secoli e tuttora talvolta ancora frainteso, alla luce della testimonianza e delle ricerche del gesuita belga. 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