{"id":7272,"date":"2023-01-30T16:20:28","date_gmt":"2023-01-30T15:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/teilhard.eu\/it\/pubblicazioni\/spunti-sulla-pandemia-da-virus-sars-covid-19\/"},"modified":"2026-02-14T16:14:27","modified_gmt":"2026-02-14T15:14:27","slug":"spunti-sulla-pandemia-da-virus-sars-covid-19","status":"publish","type":"altri-testi","link":"https:\/\/teilhard.eu\/eo\/altri-testi\/spunti-sulla-pandemia-da-virus-sars-covid-19\/","title":{"rendered":"SPUNTI SULLA PANDEMIA DA VIRUS SARS COVID 19"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"7272\" data-post-id=\"7272\" data-obj-id=\"7272\" class=\"elementor elementor-7272 dce-elementor-post-7272\" data-elementor-post-type=\"altri-testi\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5b8527f5 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5b8527f5\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6af4b201\" data-id=\"6af4b201\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4b3def9 elementor-widget elementor-widget-theme-post-featured-image elementor-widget-image\" data-id=\"4b3def9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"282\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-300x282.jpeg\" class=\"attachment-medium size-medium wp-image-25589 lazyload\" alt=\"\" data-srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-300x282.jpeg 300w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-1024x964.jpeg 1024w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-768x723.jpeg 768w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-scaled.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"282\" src=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-300x282.jpeg\" class=\"attachment-medium size-medium wp-image-25589 lazyload\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-300x282.jpeg 300w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-1024x964.jpeg 1024w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-768x723.jpeg 768w, https:\/\/teilhard.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Pandemia-scaled.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/noscript>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3fb6c1e2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3fb6c1e2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5 style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #002060;\"><em>di Marina Zaoli<\/em><\/span><\/h5><div style=\"text-align: justify;\"><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>L&#8217;uomo<\/strong><\/span><\/p><blockquote><p><span style=\"color: #002060;\"><em>&#8220;Il male, effetto secondario, sotto-prodotto inevitabile, della marcia di un Universo in evoluzione&#8221; <\/em><a id=\"_ftnref1\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a><\/span><\/p><\/blockquote><p><span style=\"color: #002060;\">Molti si sono chiesti, all&#8217;inizio di questa nuova pandemia: ma non ci libereremo mai dal male nel mondo?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Dal Male con la lettera maiuscola, rappresentazione simbolica storica di un&#8217;entit\u00e0 personificata che vaga per il mondo per portare devastazione e morte?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E\u2019 Dio che ci vuole castigare?<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Se guardiamo con un&#8217;ottica teilhardiana, nessuna di queste domande mantiene un significato.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anno 2019. In una realt\u00e0 occidentale, ma anche mondiale, che stava a malapena riprendendosi da due gravi crisi economiche<a id=\"_ftnref2\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> e stava lottando per risolvere l&#8217;altrettanto grave problema di una migrazione, dai paesi pi\u00f9 poveri a quelli pi\u00f9 ricchi e politicamente pi\u00f9 stabili, ecco arrivare improvviso, dalla Cina, un virus che non aveva ancora mai infettato l&#8217;uomo e di cui non si sapeva niente.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nonostante sia costante e caratteristica la presenza, all&#8217;incirca ogni 100 anni, di una qualche forma di malattia che si diffonde in tutto il mondo, sembra che l&#8217;umanit\u00e0 sia ancora impreparata all&#8217;evento. Molte cose per\u00f2 stanno cambiando.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Le pandemie del passato, per cui non c&#8217;era una vera cura, hanno molto probabilmente cambiato il corso della storia. Sar\u00e0 da vedere nei prossimi anni cosa ha prodotto il Covid19, ma se vogliamo essere ottimisti come teilhardiani e come cristiani, proviamo a valutare gli eventi in modo scientifico, evoluzionistico e da veri credenti, che non accettano le ipotesi di un Dio punitivo che colpisca l&#8217;umanit\u00e0 con strali infetti, portatori di morte (cfr. pi\u00f9 avanti in Omero).<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>Un po&#8217; di storia<\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fino a che gli uomini vivevano in piccole comunit\u00e0, le malattie avevano difficolt\u00e0 a diffondersi, ma, mano a mano che nella storia umana sono aumentate le possibilit\u00e0 di spostamento di gruppi di persone, \u00e8 stato gioco facile per virus e batteri potersi espandere da una zona all&#8217;altra della terra, per cui le forme epidemiche infettive si sono velocemente spostate e allargate. Da un certo punto, poi, sono anche state riportate e descritte.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fu Ippocrate, 2400 anni fa, che fece la prima descrizione di una malattia con sintomi simili all&#8217;influenza a cui diede il nome &#8216;Kolera&#8217; e che, con i canoni dell&#8217;epoca, suppose derivasse da uno squilibrio dei quattro umori che costituivano il corpo. Sicuramente per\u00f2 tutte queste forme batteriche e virali hanno iniziato ad esistere, non solo insieme, ma molto probabilmente prima dell&#8217;uomo, e\u00a0 poi a infettarlo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La prima epidemia riportata negli archivi storici \u00e8 stata la peste cosiddetta di Giustiniano (541-2 d.C.), che inizi\u00f2 a Costantinopoli, allora capitale dell&#8217;Impero d&#8217;Oriente, in un periodo ricco e di grande splendore per l&#8217;Impero, e che uccise quasi il 40% della sua popolazione, si stima intorno a 4 milioni di persone. Questo port\u00f2 anche ad una grave crisi economica e ad una tale frattura tra il mondo precedente e quello che ne risult\u00f2 dopo, da sancire praticamente la fine del mondo antico classico e l&#8217;inizio del Medioevo. Fino al 750 d.C. si presentarono poi altre ondate di malattia, ma meno gravi. La peste \u00e8 causata da un batterio, la <strong>Jersinia Pestis<\/strong>, che pu\u00f2 attaccare diversi punti dell&#8217;organismo e si \u00e8 manifestata, quindi, nei vari periodi e nelle varie epidemie in maniera diversa. Esiste infatti la peste <strong>bubbonica<\/strong>, che si trasmette col morso di una pulce infetta, quella <strong>setticemica<\/strong>, quando il bacillo si espande dai linfonodi a tutto l&#8217;organismo, e quella <strong>polmonare<\/strong>, che \u00e8 localizzata nei polmoni e viene trasmessa per via aerea.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La forma setticemica, quasi un millennio dopo, intorno alla met\u00e0 del 1300, fece verificare un&#8217;altra gravissima pandemia. Anche questa si diffuse molto velocemente e addirittura si stima che il mondo conosciuto abbia perso pi\u00f9 della met\u00e0 dei suoi abitanti, tanto che la popolazione europea pass\u00f2 da 80 a 30 milioni di persone. Di questo morbo c&#8217;erano gi\u00e0 stati alcuni focolai, sebbene pi\u00f9 ridotti e non a livello pandemico, ma non si era ancora riusciti a capire che la malattia era diffusa dai topi e dai ratti, anche da quelli che stavano dentro le navi, per cui, senza alcun controllo, viaggiava rapidamente in ogni parte del mondo. Non aveva comunque possibilit\u00e0 di cure se non le difese immunitarie naturali personali. Questa peste fu soprannominata &#8220;la morte nera&#8221; in quanto si manifestava con la necrosi delle estremit\u00e0 degli arti, sia superiori che inferiori, che quindi diventavano neri. In Italia, a Venezia, la peste del &#8216;300 fu micidiale, anche perch\u00e9 i commerci con l&#8217;oriente erano molto floridi. Fu in questa occasione che nacque il termine &#8216;quarantena&#8217;, in quanto le navi dovevano sostare fuori del porto per 40 giorni per scongiurare il pericolo di contagio, che allora era stato calcolato in questo modo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La peste descritta dal Boccaccio corrisponde all&#8217;ondata di peste nera del 1348.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Altre ondate di malattia si ripeterono a intervalli quasi regolari di un secolo l&#8217;uno dall&#8217;altro, 1400, 1500, 1600 (la peste di Milano descritta dal Manzoni). In quella del 1423 a Venezia si contarono ad opera della peste fino a 40 morti al giorno e pare sia stato in quell&#8217;occasione che vennero istituiti i lazzaretti (utilizzati poi anche per la lebbra), costruiti sia per curare, sia prevalentemente per isolare i malati.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il termine &#8216;lazzaretto&#8217; sembra derivi da una deformazione dialettale di &#8216;Nazareth&#8217; perch\u00e9 fu costruito sull&#8217;isola di Santa Maria di Nazareth, o anche dal Lazzaro resuscitato dal sepolcro (Giovanni 11,1-44) o dal Lazzaro coperto di piaghe leccate dai cani (Luca 16, 19-21) eletto poi a protettore dei lebbrosi. Sempre a Venezia in quel periodo venne inoltre istituito un organo di sorveglianza per monitorare il diffondersi e la gravit\u00e0 della malattia. Le informazioni venivano raccolte da un magistrato della sanit\u00e0, pubblicate e condivise con gli altri stati, in modo da cercare di avere un controllo dei flussi epidemici.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fu solo nel 1894 che il medico svizzero, Alexandre Yersin isol\u00f2 il batterio Jersinia e cap\u00ec la correlazione esistente tra la peste e i roditori (a loro volta infettati da una pulce), dato che ancora nel XIX secolo c&#8217;erano casi di peste, seppur molto pi\u00f9 rari, in quanto si erano diffuse una maggiore cultura igienica e pi\u00f9 attenzione e cura nella sanit\u00e0 pubblica.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Un discorso a parte deve essere fatto per la lebbra.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La storia di questa malattia inizia nella notte dei tempi, alcuni studiosi la ricollegano addirittura alla storia della specie umana.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il nome &#8216;lebbra&#8217; deriva dal greco \u03bb\u03ad\u03c0\u03c1\u03b1 \u00absquama\u00bb o \u00abelefantiasi\u00bb e il suo luogo di origine \u00e8 dubbio fra India e Africa. Il reperto pi\u00f9 remoto di cui disponiamo \u00e8 lo scheletro di un uomo di mezza et\u00e0, rinvenuto nel sito archeologico di Balathal in India e risalente al 2000 a.C. Anche in Cina, nel II sec. a.C., vengono descritte lesioni cutanee che, riferite come anestesiche, fanno pensare ad un caso di lebbra.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La lebbra, cos\u00ec come anche il tifo, esistevano prevalentemente in maniera endemica, sebbene siano potuti esplodere a volte in forme epidemiche. Potrebbe essere questo il caso ossevato in un sito archeologico nel nord-est della Cina: in un insediamento risalente al 3000 a. C., si sono trovati i segni di una epidemia talmente rapida da non aver concesso il tempo per sepolture adeguate, come era successo per l&#8217;epidemia di AIDS in Africa negli anni &#8217;90, dove la visione aerea dei villaggi era completamente cambiata a causa dell&#8217;allargamento delle aree cimiteriali. Altri resti umani con segni di lebbra sono stati ritrovati anche in alcuni siti in Pakistan (secondo millennio a. C.), per\u00f2 sappiamo che la lebbra era presente anche in Grecia, in Egitto e in Cina.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche Omero nell&#8217;Iliade, 750 a. C. narra come durante la guerra di Troia, datata a circa cinque secoli prima, ci fosse stata una terribile pestilenza mandata agli uomini dal Dio Apollo, che lanci\u00f2 frecce mortali, portatrici dell&#8217;orrenda malattia nell&#8217;accampamento, come <strong>punizione<\/strong> per le loro azioni malvagie.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Pare quasi con certezza che Alessandro Magno nel IV sec. a.C. l&#8217;abbia importata dall\u2019India in Europa e che con Pompeo sia arrivata a Roma dalla Grecia e dall\u2019Asia.\u00a0 A Roma la lebbra fu descritta da Celso (25 a.C.) e da Plinio il Vecchio (23 d.C.).<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Gli antichi testi Veda indiani del XV sec. a.C. riportano generiche istruzioni per la prevenzione di una malattia che sembrerebbe lebbra e che viene descritta anche in un testo del VII sec. a.C.in maniera sufficientemente esaustiva da farci supporre\u00a0 questa diagnosi.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La lebbra \u00e8 causata da un micobatterio, il <strong>Mycobacterium Leprae o Bacillo di Hansen<\/strong> (dal dermatologo norvegese G. H. A. Hansen che la isol\u00f2 per la prima volta nel 1868), ha un tropismo prevalente per i nervi periferici, la cute e le mucose oro-faringee e nasali, per cui produce lesioni cutanee polimorfe, e una neuropatia periferica che d\u00e0 le parestesie da cui possono dipendere le caratteristiche mutilazioni. Non \u00e8 una malattia particolarmente contagiosa, ma colpisce principalmente persone defedate, denutrite o con diminuite difese umanitarie. E&#8217; per\u00f2 molto insidiosa perch\u00e9 i suoi sintomi possono manifestarsi anche 10 anni dopo il contagio, impedendo cos\u00ec la correlazione con le persone che possono averla trasmessa. Il danno che si verifica a livello dei nervi periferici, toglie la sensibilit\u00e0 e anche il trofismo delle parti pi\u00f9 distali del corpo, per cui subentrano mutilazioni alle mani, ai piedi, al naso e alle orecchie che creano in queste persone un aspetto spaventoso e ripugnante, motivo per cui venivano allontanati.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fu solo dal V -VI sec. che si scopr\u00ec che la lebbra era contagiosa e (allora) incurabile, per cui si promulgarono delle norme che stabilivano che i malati dovevano essere reclusi nei lebbrosari. <a id=\"_ftnref3\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nel 603 il re longobardo Rotari eman\u00f2 un editto che stabiliva che i lebbrosi, una volta riconosciuti tali dai giudici e dal popolo, dovevano essere espulsi dai centri abitati. La lebbra infatti, proprio per le piaghe e il tessuto necrotico che produce, emana un insopportabile fetore. I lebbrosi dovevano quindi rendersi riconoscibili e abitare fuori dalla citt\u00e0, dovevano annunciare il loro arrivo col suono di campanelli e sonagli, non potevano toccare le cose.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nel Medioevo la lebbra fu la malattia pi\u00f9 temuta e pi\u00f9 diffusa dall&#8217; XI al XIII secolo,\u00a0 ma la diffusione massima si ebbe nel XII-XIII sec. e raggiunse il suo picco pi\u00f9 alto in rapporto allo svolgimento delle <strong>Crociate <\/strong>e alla conseguente diffusione per contagio dell\u2019epidemia anche in molti paesi dell\u2019Europa del Nord.\u2028 Lebbrosari sorsero ad opera dei Vescovi e dei comuni.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Per scongiurare la lebbra venne creato un apposito rito e promulgato uno statuto con cui si decretava e notificata la morte civile del lebbroso che doveva comparire davanti a un tribunale per poi essere recluso in un lebbrosario.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Finalmente nel XIV secolo l\u2019epidemia in Europa inizi\u00f2 a regredire, ma i lazzaretti furono ancora utilizzati per la comparsa di nuove malattie: vaiolo, tifo petecchiale, peste bubbonica, fuoco sacro etc. Nel XI-XIII secolo in Europa i lazzaretti, detti \u00abcitt\u00e0 maledette\u00bb, ammontavano a circa 19.000, specie in rapporto allo svolgimento delle Crociate.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche in Italia ne furono edificati molti, particolarmente nelle principali citt\u00e0: Venezia, Roma, Verona, Cagliari, Livorno, Milano, Parma, Trapani, Ancona etc.<a id=\"_ftnref4\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Dal XV sec. si verific\u00f2 una lenta regressione spontanea della lebbra che infine, dal XVII sec., abbandon\u00f2 definitivamente l\u2019Europa per diffondersi nell\u2019America Latina. Il declino della lebbra in occidente potrebbe forse essere imputabile, oltre che alle trasformazioni religiose e socio-economiche del XV sec., anche all\u2019impennata della tubercolosi, con probabile immunizzazione crociata fra le due mycobatteriosi.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nel XVII secolo si diffuse in maniera pandemica anche il vaiolo che era molto contagioso e che port\u00f2 i tassi di mortalit\u00e0 fino al 30%.\u00a0 Il vaiolo era una malattia virale gi\u00e0 nota da almeno 10.000 anni in forma endemica, ma questa volta si diffuse in maniera grave anche nel Nuovo Mondo, portato dai Conquistadores e decim\u00f2 la popolazione locale, che non aveva alcuna difesa immunitaria contro malattie da secoli presenti in occidente, ma a loro completamente sconosciute. In Europa il culmine pandemico ci fu circa un secolo dopo con milioni di persone infette.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fu la conoscenza del vaiolo che port\u00f2 a inventare la <strong>vaccinazione<\/strong>, che, ancor oggi \u00e8 la soluzione migliore per salvare centinaia di migliaia di persone, dato che non abbiamo ancora terapie valide contro i virus.<a id=\"_ftnref5\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> I vaccini invece, utilizzando le nostre difese naturali, riescono a prevenire la comparsa della malattia. La vaccinazione contro il vaiolo, che \u00e8 statta fatta in maniera forse impositiva, ma assolutamente a tappeto su tutti i popoli della terra, \u00e8 riuscita a debellare completamente questa viremia in tutti i continenti, tanto che ormai il vaiolo \u00e8 stato dichiarato completamente scomparso.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Fu Jenner nel 1796 a creare e documentare il primo vaccino, ma oggi sappiamo che gi\u00e0 da un centinaio di anni veniva praticata una sorta di vaccinazione, detta &#8216;variolizzazione&#8217; dalle donne dell&#8217;Impero Ottomano. Lady Mary Montagu, letterata e moglie di un ambasciatore inglese in Turchia, durante il suo soggiorno in quel paese, aveva sentito parlare della \u201cvariolizzazione\u201d, ovvero un metodo di protezione dal vaiolo che consisteva nell\u2019inoculare nel soggetto da immunizzare del liquido prelevato da pustole vaiolose di pazienti non gravi, contenente per\u00f2 virus vivi. Allora non si era a conoscenza dei virus, ma oggi sappiamo che questo metodo poteva essere pericoloso proprio perch\u00e8 i virus potevano replicarsi ricreando l&#8217;infezione, <strong>motivo per cui ora creiamo vaccini utilizzando solo alcune particelle virali<\/strong>. La tecnica era questa: le donne graffiavano con un ago la superficie epidermica del vaccinando e vi mettevano in contatto una piccola goccia di liquido infetto. In questo modo la malattia si sviluppava in maniera molto meno grave e si otteneva l&#8217;immunizzazione nel 70% dei casi, con un decorso clinico molto pi\u00f9 facile da gestire. Lady Montague fu talmente convinta da questa pratica, ed essendo stata essa stessa sfigurata dal vaiolo durante un&#8217;epidemia precendente, che, all&#8217;avvicinarsi di un\u2019ulteriore epidemia, fece inoculare prima il figlio, di nemmeno cinque anni, seppur con l&#8217;aiuto di un medico, e poi, in un momento successivo, anche la figlia pi\u00f9 piccola. Nonostante questa tecnica e questo esempio non fossero stati molto graditi al suo ritorno in Inghilterra, anche perch\u00e8 provenivano da una zona che si riteneva sottosviluppata, in qualche modo la variolizzazione si diffuse. All\u2019epoca era l\u2019unico rimedio per prevenire il vaiolo e molte contadine inglesi lo praticavano sui loro bambini, pare usando preferenzialmente siero di vaiolo bovino, che era molto meno grave per l&#8217;uomo, ma lasciava una immunit\u00e0 permanente. Fu proprio da queste constatazione che Jenner trov\u00f2 il metodo giusto di vaccinazione e apr\u00ec la pratica a questo strumento che tante vite ha potuto salvare.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Altre epidemie si sono poi conosciute nella storia &#8216;pi\u00f9 moderna&#8217;.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La <strong>poliomielite<\/strong>, che veniva anche chiamata paralisi infantile, \u00e8 una malattia virale acuta molto contagiosa, che si diffonde principalmente per via oro-fecale. Il 90% delle infezioni da polio non d\u00e0 sintomi, ma nel 1% dei casi circa, il virus penetra nel sistema nervoso centrale, situandosi di preferenza nei neuroni motori e dando una paralisi flaccida acuta con estrema debolezza muscolare. La poliomielite non era conosciuta nel mondo occidentale prima della fine del XIX secolo, ma \u00e8 presto\u00a0 diventata una delle malattie infantili pi\u00f9 temute del XX. Epidemie di polio hanno paralizzato gli arti di migliaia di persone, soprattutto bambini. Nel caso poi soppravvenisse la paralisi del diaframma, il rischio di morte per soffocamento era estremamente grave.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Molto probabilmente il poliovirus \u00e8 stato un patogeno endemico in altre zone del pianeta fino alla fine del 1800 quando l&#8217;epidemia arriv\u00f2 in Europa e si diffuse poi velocemente anche in America. Dopo anni di epidemie di polio, che si sviluppavano in prevalenza nelle grandi citt\u00e0 e durante l&#8217;estate, nel 1950 si trov\u00f2 il vaccino, e ora, dopo massicce campagne di vaccinazione, anche la polio \u00e8 stata quasi eliminata in tutto il mondo. Tutt&#8217;ora il Rotary International, l&#8217;OMS, l&#8217;Unicef e ricchi privati, danno costanti contributi per eliminarla completamente, cos\u00ec come si \u00e8 riusciti a fare per il vaiolo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">L&#8217;India invece \u00e8 stata teatro della prima epidemia di <strong>colera<\/strong> nel 1817, che da l\u00ec si diffuse in tutto il mondo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il colera ha trasmissione oro-fecale, il suo agente patogeno, il vibrione, si trova anche nell&#8217;acqua e nei frutti di mare, infatti \u00e8 diffusa prevalentemente nelle zone di scarsa igiene o in cui si consumano frutti di mare, come cozze e vongole.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In Italia si ebbe un epidemia di colera nel 1973 in Campania, Puglia e Sardegna, data dal consumo di molluschi crudi. Venne immediatamente avviata una vaccinazione, che fu molto rapida e risolutiva, anche per merito della Marina degli Stati Uniti che distribu\u00ec vaccini e apposite siringhe, per aumentare la velocit\u00e0 di somministrazione.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, ancora a memoria di alcuni, si diffuse una influenza, soprannominata &#8220;Spagnola&#8221; che nacque inizialmente negli Stati Uniti e che da l\u00ec si diffuse in tutto il mondo, insieme agli eserciti, trovando una popolazione estremamente recettiva, in quanto gi\u00e0 stanca e debilitata dai disagi e dalle carenze alimentari della guerra. Anche in questo caso si raggiunsero alti tassi di mortalit\u00e0, tra il 10 e il 20%, nonostante le possibilit\u00e0 di cura fossero nettamente migliorate rispetto al passato.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ci sono state poi altre pandemie che sono ben note alla nostra memoria come l&#8217;asiatica, comparsa nel 1957, l&#8217;influenza di Hong Kong di 10 anni posteriore e l&#8217;AIDS nel 1981, che ebbe risvolti psicologici e morali non indifferenti, per il prevalente contagio sessuale e tramite siringhe infette, in uso quindi ai consumatori di eroina. L&#8217;AIDS, nonostante sia prodotta da un virus che non uccide, ma che permette per\u00f2 che altri virus subentrino e possano essere letali, ha causato circa 25 milioni di morti in tutto il mondo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>Virus e batteri: dal terrore a una possibile alleanza<\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La lotta tra uomo e virus percorre quindi tutta la nostra storia, ma proviamo a leggere la realt\u00e0 in modo &#8216;evolutivo&#8217;.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Sappiamo che ogni essere vivente cerca di esistere e di diffondersi in modo da stabilizzare la propria presenza nel mondo, e anche i virus, come gli uomini e come qualunque altra forma vivente, non si comportano in maniera difforme.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">&#8220;<em>Al suo punto di partenza, il phylum corrisponde alla &#8216;scoperta&#8217;, fatta a tentoni, di un tipo organicamente nuovo, vitale ed efficace. Ma questo tipo non raggiunge, di colpo, la sua forma pi\u00f9 economica e pi\u00f9 adeguata. Per un tempo pi\u00f9 o meno lungo, si direbbe che impiega tutta la sua forza per proseguire la propria ricerca alla cieca nell&#8217;intimo di se stesso. I tentativi si susseguono, ma senza essere ancora definitivamente accettati. Infine ecco avvicinarsi la perfezione. Da quel momento, il ritmo dei cambiamenti rallenta; e la nuova invenzione, giunta ai limiti di quanto pu\u00f2 dare, entra nella sua fase di conquista. Pi\u00f9 forte dei vicini meno perfezionati, il gruppo appena nato si espande mentre si stabilizza. Si moltiplica ma senza pi\u00f9 differenziarsi. Ha raggiunto contemporaneamente il grado massimo di dimensione e di stabilit\u00e0. <a id=\"_ftnref6\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Quindi, raggiunta la capacit\u00e0 di ampliare i suoi spazi e di stabilizzarsi nel mondo, ogni forma vivente, cerca di affermarsi. In questo caso virus e batteri contro umani, ma possiamo tranquillamente dire che all&#8217;inizio, per poter esistere e senza ancora riuscire a guardarsi intorno, \u00e8 proprio lotta pura di affermazione, un &#8220;tutti contro tutti&#8221;.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma gli uomini si sono costruite possibilit\u00e0 di difendersi nel loro percorso di affermazione e allargamento, e infatti nei secoli hanno trovato strategie per farlo<a id=\"_ftnref7\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>, ed anche questa volta, con il nuovo vaccino, sono riusciti, seppure non nell&#8217;immediatezza, a contrastare e fermare il diffondersi della pandemia di covid 19.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si prenda in considerazione, per\u00f2, di quanto recente sia la possibilit\u00e0 di avere prevenzione e cure&#8230;..<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il &#8220;tutti contro tutti&#8221; rappresnta quindi l&#8217;inizio della storia della vita, ma ora possiamo cambiare punto di visuale.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Tutta la creazione ha un senso e con i nuovi studi e le nuove ricerche ci siamo anche resi conto che virus \u2018addestrati\u2019 e che riescono per natura loro a penetrare nelle cellule umane senza ucciderle, possono arrivare a curare, o addirittura a immettere un DNA sano in forme patologiche gravissime, genetiche e non, che altrimenti non sarebbero risolvibili.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Se noi infatti sapessimo usare e sapessimo entrare in contatto con tutte le situazioni e tutte le realt\u00e0, utilizzandole in modo diverso, sicuramente vedremmo che i conti di nuovo tornerebbero e, non solo. Perch\u00e8 potremmo anche trovare soluzioni nuove, apprese da individui appartenenti a philum completamente lontani da noi.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ci renderemmo conto che il mondo creato da Dio \u00e8 molto pi\u00f9 perfetto di come lo vediamo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E&#8217; stato nel 2012 che due ricercatrici: Emanuelle Carpentier del Max Planck di Berlino e Jennifer A. Doudna dell&#8217;universit\u00e0 di Berkeley in California hanno scoperto il sistema &#8216;CRISPR \u2013 cas 9&#8217; che \u00e8 l&#8217;acronimo di Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats ovvero un sistema di editing biologico assolutamente nuovo. Una possibile traduzione \u00e8 &#8216;brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolari&#8217;. Per capire meglio: con questo metodo qualunque tipo di cellula sia vegetale che animale, inclusa ovviamente quella umana, pu\u00f2 essere geneticamente modificata, e la correzione pu\u00f2 avvenire in qualunque parte del genoma e anche per un singolo errore e anche in una creatura vivente. Dove c&#8217;\u00e8 il gene, diciamo la parte sbagliata che crea problemi, si pu\u00f2 intervenire tagliandola via e inserendone una sana. Questa tecnica inoltre \u00e8 molto facile da usare, rapida ed economica. Per questa intuizione e la facilit\u00e0 del suo utilizzo le due ricercatrici hanno ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 2020. Cerchiamo di capire come funziona e qual \u00e8 l&#8217;intuizione geniale che, oltre a curare, ci dimostra come, <strong>aumentando e migliorando la nostra capacit\u00e0 di comprensione del mondo intorno a noi<\/strong>, potremmo, anzich\u00e8 ucciderci a vicenda, perfino aiutarci. I batteri studiati e usati per questo metodo di editing genomico, sono dei semplicissimi batteri con cui tutti abbiamo avuto a che fare: gli streptococchi, la famiglia di quelli che fanno venire il mal di gola e la tonsillite, o in casi pi\u00f9 gravi, anche la scarlattina e la malattia reumatica. Questi batteri hanno un loro metodo naturale di difesa contro i virus che li infettano, ovvero hanno la possibilit\u00e0, tramite la loro proteina cas 9, che codifica enzimi capaci di tagliare il DNA, di recidere la sequenza del DNA virale. Il DNA non viene per\u00f2 tagliato in modo casuale, ma in un punto preciso grazie alla presenza di un RNA guida che riconosce la sequenza genetica del virus invasore, si appaia al suo DNA, per indicare il punto preciso in cui tagliare (il sistema CRISPR) e, nell&#8217;eventualit\u00e0, sostituire la parte del genoma patogeno tagliato via con una nuova sequenza. Questo meccanismo pu\u00f2 essere prodotto in vivo direttamente negli organismi viventi, o anche <em>ex vivo<\/em>, all&#8217;esterno, su cellule vive prelevate precedentemente. Questa metodica potr\u00e0 essere usata sia nelle malattie genetiche, sia contro i tumori (interrompendo la sequenza del DNA bloccano la trasformazione e la crescita delle cellule tumorali), sia per risolvere malattie neurologiche come Alzheimer e Parkinson, ma anche malattie infettive, come \u00e8 stato sperimentato sull&#8217; HIV.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Perfino per risolvere i problemi del rigetto degli organi trapiantati, mettendo al posto dei geni &#8216;sbagliati&#8217; quelli &#8216;giusti&#8217;. In Italia l&#8217;Universit\u00e0 di Trento ha contribuito alla ricerca per rendere il punto del taglio genomico pi\u00f9 preciso.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ricapitolando, in questo modo le due ricercatrici hanno visto che \u00e8 possibile tagliare via dei geni malati o difettosi o infettanti e attraverso questa guida, fornita dal RNA del batterio, immettere sequenze geniche sane e in questo modo restituire la salute e l&#8217;integrit\u00e0 alla cellula malata o difettosa. E siccome \u00e8 impossibile credere, ad un convinto cristiano, che Dio abbia potuto creare la malattia, il male, la sofferenza, ecco che veniamo ad avere una risposta meravigliosa a tante nostre domande.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>&#8220;<\/strong><em>Il male, effetto secondario, sotto-prodotto inevitabile, della marcia di un Universo in evoluzione<\/em><strong>&#8221; <a id=\"_ftnref8\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn8\"><strong>[8]<\/strong><\/a><\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Durante l&#8217;evoluzione, nel logoramento degli eventi, nel corso della storia, delle insidie, degli insulti del tempo e degli accidenti che possono intercorrere, come anche pi\u00f9 limitatamente nella vita dei singoli individui, il patrimonio del DNA si pu\u00f2 essere rovinato. Ma studiando, approfondendo, conoscendo meglio il mondo, si possono trovare soluzioni, aggiustamenti, seppure ancora il nostro percorso evolutivo sia arretrato e molta strada ci sia ancora da fare. Gi\u00e0 ora per\u00f2 vediamo come anche i batteri, spesso valutati come nostri nemici, una volta che siano addomesticati e adattati possono perfettamente convivere con noi ed anzi servire per aiutarci reciprocamente. Possono correggere il danneggiamento e l&#8217;usura che tanto dolore e sofferenza creano negli individui.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Un altro esempio di questa possibilit\u00e0 di utilizzo, sebbene diverso, (a parte la millenaria e ben conosciuta opera dei batteri che producono vino, aceto, yogurt, ecc) \u00e8 dato dall&#8217;acido ialuronico, oggi cos\u00ec frequentemente usato per le sue ottime propriet\u00e0 in tanti campi della medicina. All&#8217;inizio del suo utilizzo veniva estratto da animali uccisi, ora \u00e8 invece prodotto da batteri che lo sintetizzano e poi lo rilasciano nell&#8217;ambiente di cultura in cui si trovano e da cui lo preleviamo, risparmiando tante vite animali. E anche questi batteri sono del genere Streptococcus.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Prima o poi possiamo veramente sperare che:<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>\u00a0<\/strong>&#8220;<em>Il lupo dimorer\u00e0 insieme con l&#8217;agnello, la pantera si sdraier\u00e0 accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e\u00a0 un fanciullo li guider\u00e0 <\/em>&#8220;.<a id=\"_ftnref9\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma dobbiamo ancora crescere per poterci arrivare e ancora capire tante cose.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>La Noosfera: una stoffa in evoluzione<\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">L\u2019evoluzione e la potenzialit\u00e0 della Noosfera han fatto s\u00ec che, a questo punto della nostra storia di uomini, per far fronte alla terribile pandemia di covid 19 che ha ucciso tante persone e fatto proporzionali ingenti danni all&#8217;economia, siamo riusciti a unire tutte le forze, creando punti di eccellenza che, lavorando insieme, hanno prodotto un vaccino per poterci salvare.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>&#8220;Ma, ancor pi\u00f9, grazie a un interlegame biologico portato all&#8217;estremo con la comparsa della Riflessione, compenetrazione organizzata di tutti gli elementi, gli uni attraverso gli altri. Incontestabilmente, a una velocit\u00e0 sempre accelerata, la rete (una rete mondiale) di legami economici e psichici si tesse, e ci avvolge, e ci penetra senza posa sempre pi\u00f9 strettamente. Ogni giorno un po&#8217; di pi\u00f9 ci diventa impossibile agire e pensare se non in forma solidale&#8221;.<a id=\"_ftnref10\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn10\"><strong>[10]<\/strong><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>\u00a0&#8220;La Noosfera non pu\u00f2 funzionare se non liberando sempre pi\u00f9, e a un potenziale pi\u00f9 elevato, dell&#8217;energia spirituale.<a id=\"_ftnref11\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn11\"><strong>[11]<\/strong><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E l&#8217;energia spirituale ci porta inevitabilmente a un amore e una cura vicendevoli. Dal <strong>punto di vista sociale,<\/strong> poi, se non la carit\u00e0 cristiana o la capacit\u00e0 di amore e di condivisione, ma la semplice consapevolezza della realt\u00e0, ci hanno insegnato che, se non salviamo e vacciniamo tutti i popoli della terra, continueremo ad essere a rischio anche noi. Sebbene il discorso possa essere egoistico, \u00e8 anche estremamente educativo. E non vale solo per le pandemie, ma anche per il progresso, la stabilit\u00e0 politica e sociale, l&#8217;economia.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>Nessun castigo di Dio, quindi, questa pandemia, ma solo un evento naturale<\/strong> che, se compreso nel modo giusto, non ha fatto altro che contribuire con tanti fattori alla nostra crescita evolutiva, anche se purtroppo, per\u00f2, non siamo ancora in grado di curare\u00a0 e salvare come vorremmo, ma ci arriveremo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">&#8220;<em>La nostra era non pu\u00f2 funzionare se non liberando sempre pi\u00f9 e a un potenziale pi\u00f9 elevato, dell&#8217;energia spirituale. Capire, scoprire, inventare&#8230; dal primo risvegliarsi della sua coscienza riflessa, l&#8217;uomo si \u00e8 trovato posseduto dal demone della ricerca. Ma fino a un&#8217;epoca assai recente, questo bisogno profondo restava latente, diffuso, o disorganizzato nella massa umana. In ogni generazione, nel passato, si distinguevano i veri ricercatori, i ricercatori per vocazione e per professione, ma essi rappresentavano quasi soltanto un pugno di individui, generalmente isolati, di tipo piuttosto originale, il gruppo dei &#8220;curiosi&#8221;. Ora, oggi, senza che ce ne siamo resi conto, la situazione si trova completamente cambiata. Che cosa significa questo grande avvenimento? Per conto mio vedo un&#8217;unica spiegazione. E cio\u00e8 che l&#8217;enorme eccesso di energia libera provocato dal ripiegamento della Noosfera \u00e8 naturalmente, evolutivamente destinato a passare nella costruzione e nel funzionamento di quello che ho definito il suo cervello. Simile in ci\u00f2, sebbene a una scala immensa, a tutti gli organismi che l&#8217;hanno preceduta, l&#8217;umanit\u00e0 si cefalizza progressivamente. Per occupare quello che definiamo il nostro tempo libero non c&#8217;\u00e8 altro mezzo biologico, dunque, che quello di dedicarlo a un nuovo lavoro, di natura superiore: cio\u00e8 a uno sforzo generale e collettivo di comprensione. La Noosfera, un&#8217;immensa macchina per pensare.&#8221;<a id=\"_ftnref12\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn12\"><strong>[12]<\/strong><\/a>\u00a0\u00a0<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il mondo si sta quindi evolvendo per raggiungere una perfezione sempre migliore, ma, come dice lo stesso Teilhard, non avrebbe potuto gi\u00e0 nascere perfetto, altrimenti non sarebbe stato altro che una copia di Dio stesso.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Mano a mano per\u00f2 che la nostra conoscenza sta migliorando, ecco che ci possiamo rendere conto di come tutto potrebbe funzionare molto meglio e addirittura ci potrebbe essere una reciprocit\u00e0 di aiuto nel non farci la guerra, ma vivere insieme in pace con tutti gli esseri di questo mondo, perfino virus e batteri, nostri storici nemici.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Consideriamo infatti che la velocit\u00e0 con cui si \u00e8 riusciti a creare un vaccino per questa nuova pandemia, \u00e8 dipeso dalla ricerca di nuove soluzioni e di nuovi farmaci che \u00e8 nata esattamente da una base di curiosit\u00e0, di desiderio di cercare, di capire, e di andare sempre pi\u00f9 avanti, sempre pi\u00f9 oltre, anche dove in quel momento poteva non esserci bisogno. E questo \u00e8 stato fatto dappertutto nel mondo e con l&#8217;aiuto di tutti quelli che l&#8217;hanno fatto solo per lo spirito di scoprire, di trovare soluzioni mai precedentemente considerate, e con un&#8217;estrema solidariet\u00e0 nei confronti di tutti gli altri, anche al di sopra delle rivalit\u00e0 personali.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Questo ha sempre valore per chi si occupa di scienza medica, per chi ricerca (i ricercatori hanno stipendi bassi, si nutrono del loro lavoro&#8230;), ma cambia quando il problema diventa di tipo economico. Dove, quando si deve mantenere una industria farmaceutica, con un inevitabile tornaconto di stabilit\u00e0 economica, in modo da poter pagare i dipendenti, inizia a prevalere un ragionamento di altro tipo e molto pi\u00f9 competitivo. Le leggi del mercato sono infessibili. Purtroppo, in questa ultima pandemia, che tante morti ha causato e sotto gli occhi di tutti, si sono sentite persone che hanno demonizzato il vaccino in quanto creduto solo un arricchimento per le ditte farmaceutiche, ma questo \u00e8 un discorso cieco, perch\u00e9 non si pensa che sia il ricercatore che il semplice dipendente o operaio, deve pur mangiare e ha diritto ad uno stipendio adeguato. E per svalutare una persona, quale potrebbe essere effettivamente il proprietario di un industria farmaceutica, non possiamo svalutare, punire tutti. Senza considerare che produrre vaccini non ha generalmente un riscontro economico adeguato, motivo per cui in tutto il mondo le ditte che li producono si contano sulle punte delle dita.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche per questo, per imparare a capire e leggere la realt\u00e0 in modo migliore, un ruolo importantissimo dovremmo darlo a una corretta <strong>\u00a0informazione<\/strong> e all&#8217;<strong>educazione<\/strong>.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><em>&#8220;Nel corso della durata, va dunque stabilendosi uno stato umano di coscienza collettiva che viene ereditato, e spinge un po&#8217; pi\u00f9 lontano ogni nuova generazione di coscienze individuali. Supportata, beninteso, dalle persone-individuo ma, nello stesso tempo, invadendo la loro moltitudine successiva e modellandola, sulla terra, attraverso il tempo, \u00e8 visibilmente in via di formazione una sorta di personalit\u00e0 umana generale. Ebbene, assicurare i continui sviluppi di quest&#8217;ultima comunicandola alla massa sempre mutevole di quelle, detto altrimenti, estendere e prolungare nel collettivo la marcia di una coscienza forse arrivata ai suoi limiti nell&#8217;individuale, tale parrebbe essere, nel caso dell&#8217;uomo, la funzione specifica dell&#8217;educazione; e tale \u00e8 di conseguenza la prova definitiva della sua natura e del suo valore biologico fin nelle cose dello spirito&#8221;.<a id=\"_ftnref13\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn13\"><strong>[13]<\/strong><\/a><\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Dai documenti storici in nostro possesso sappiamo come il ruolo educativo sia stato importantissimo e come i popoli abbiano seguito le norme che venivano date. Seguendo la storia ci possiamo rendere conto di come anche il fenomeno educativo sia andato cambiando ed evolvendosi insieme a tutte le altre cose, questo anche perch\u00e9 le conoscenze sono molto aumentate e la cultura si \u00e8 allargata ad un numero sempre maggiore di individui, permettendo la capacit\u00e0 di leggere la realt\u00e0 in un modo sempre pi\u00f9 chiaro rispetto ai periodi precedenti.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Parlando di epidemia, i riscontri pi\u00f9 antichi che possiamo trovare rispetto alle norme educative e sanitarie dei tempi sono nella Bibbia. L\u2019Antico Testamento dettava infatti le norme di vita che coinvolgevano allo stesso momento la parte comportamentale, la parte igienica (medica), la parte sociale e morale, ma la realt\u00e0 veniva ovviamente letta con la capacit\u00e0 di capire e le conoscenze delle varie epoche.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nel Levitico, XIII sec. a.C.,\u00a0 vengono descritte varie malattie con il termine \u00abzara\u2019at\u00bb che indica il concetto di impurit\u00e0, identificabili con la lebbra o anche con altre dermatopatie quali psoriasi, scabbia, tubercolosi etc., che all&#8217;epoca, e anche nei secoli successivi erano estremamente confuse fra loro.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si specifica anche come Dio spieghi a Mos\u00e8 e Aronne le manifestazioni della lebbra e il modo sacerdotale di giudicarla:<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u00ab<em>Ordina ai figli di Israele che mandino via dagli accampamenti tutti <\/em><em>\u2028<\/em><em>i lebbrosi<\/em><em>\u2026<\/em><em>affinch<\/em><em>\u00e9<\/em><em> non lo contamini mentre io abiter<\/em><em>\u00f2<\/em><em> con voi<\/em>\u00bb <a id=\"_ftnref14\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn14\">[14]<\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">\u00ab<em>Per tutto il tempo che \u00e8 lebbroso e impuro, star\u00e0 solo, fuori dagli accampamenti<\/em>\u00bb<a id=\"_ftnref15\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn15\">[15]<\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche la Chiesa, nei secoli, si \u00e8 sempre occupata di determinate regole igienico sanitarie. Regolamenti per i lebbrosi furono promulgati nel Concilio di Lione (538) che emanava severe disposizioni per limitare i contatti con i lebbrosari (cfr. Editto di Rotari del 603) e nel III Concilio Lateranense (1179) venne stabilito che i lebbrosi dovevano essere segregati dalla societ\u00e0, frequentare chiese esclusivamente dedicate a loro e che i cimiteri dovevano essere rigorosamente separati dagli altri. Nel IV Concilio Lateranense (1215), poi, venne decretato che i lebbrosi, come gli ebrei, dovevano vestire abiti specifici, con una croce gialla cucita sopra, avere una campana al collo e tenere un bastone in modo da essere identificati da tutti. Dovevano abitare fuori dalla citt\u00e0 come ebrei e prostitute (altri emarginati), dovevano essere considerati sporchi e peccatori, come omosessuali e streghe, e annunciare il loro arrivo col suono di campanelli e sonagli. Ovviamente non potevano toccare le cose.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">E&#8217; chiaro che un ruolo significativo per queste indicazioni lo giocavano le devastazioni fisiche della lebbra, che emanavano un insopportabile fetore e sfiguravano i malati creando un aspetto\u00a0 che poteva realmente spaventare, motivo per cui non erano accettati all&#8217;interno delle comunit\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ancora quindi nel Medio Evo la Bibbia influenzava profondamente le coscienze e manteneva la credenza che i lebbrosi fossero peccatori e sporchi, nonostante nel Nuovo Testamento la santit\u00e0 e la compassione di Ges\u00f9 proprio verso questi malati fosse stata descritta e dimostrata.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In quel periodo, solo Santa Elisabetta di Ungheria, figlia del re Andrea II di Ungheria, non a caso canonizzata nel 1235 a soli quattro anni dalla morte, ispirandosi all&#8217;insegnamento di Ges\u00f9, si dedic\u00f2 a opere di carit\u00e0 verso i lebbrosi e viene ora considerata la loro santa protettrice.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In epoca rinascimentale si pu\u00f2 assistere invece ad una vera e propria rivoluzione. La Chiesa, che aveva sempre colpevollizato, contrastato e segregato i lebbrosi, cambia atteggiamento e si dedica invece al recupero e all\u2019assistenza di questi malati. Ci\u00f2 perch\u00e9 prevale il principio che Cristo, essendo egli stesso un \u00ab<em>quasi leprosus<\/em>\u00bb, condivide le sofferenze dei malati, li rassicura e concede loro la salvezza tramite il suo sacrificio.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Dalla prima met\u00e0 del &#8216;900, il giornalista francese Raoul Follereau (1903-1977) si occup\u00f2 di lebbra e dei tanti altri diversi, sofferenti e abbandonati del mondo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Da un suo scritto: \u00abN<em>el secolo XX del cristianesimo ho trovato lebbrosi in prigione, in manicomio, rinchiusi in cimiteri dissacrati, internati nel deserto con filo spinato attorno, riflettori e mitragliatrici. Ho visto le loro piaghe brulicare di mosche, i loro tuguri infetti, i guardiani col fucile. Ho visto un mondo inimmaginabile di orrori, di dolore, di disperazione\u00bb.<\/em><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Tema questo ripreso da Papa Francesco che accomuna la lebbra alle grandi problematiche attuali: epidemie mai esistite prima, come HIV, Ebola, Zika, COVID-19, migrazioni incontrollate, guerre, sconvolgimenti socio-politici, comportamenti individuali e collettivi fuori da ogni immaginazione e da ogni controllo, da ogni minima umanit\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><strong>Il lock down. Le risposte.<\/strong><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Come dice il proverbio &#8220;non tutto il male vien per nuocere&#8221; e infatti non esistono evenienze di nessun tipo che abbiano una valenza unica. Essere stati aggrediti da un virus mortale che ha colpito le nostre famiglie, che ci ha costretti alla chiusura della nostra realt\u00e0 sociale, lavorativa ed economica, ha portato da una parte a ricompattare le fila ed essere solidali tra di noi come non era successo da un lungo periodo. L&#8217;impossibilit\u00e0 di uscire e le notizie e i filmati delle tv che ci rimandavano ad una visione di morte, ci ha fatto recuperare e capire (seppure purtroppo non a tutti) i veri valori, quelli che stanno al di sotto delle societ\u00e0 consumistiche e che sono fondamentali e irrinunciabili per la psiche dell&#8217;uomo, per la nostra anima. E che forse nell&#8217;ultimo periodo, dagli anni &#8217;80 in poi, dal cos\u00ec detto &#8216;edonismo reaganiano&#8217; ci eravamo un po&#8217; dimenticati. L&#8217;impossibilit\u00e0 iniziale di trovare una cura, ci ha anche fatto riavvicinare alla preghiera. Quando ci si accorge che non c&#8217;\u00e8 un rimedio in vista, rivolgersi a Dio, o anche a Maria, nostra madre celeste, \u00e8 l&#8217;unica cosa che pu\u00f2 dare speranza e che ci faccia sentire protetti. E, nell&#8217;isolamento e nella costrizione del lock down, il pregare insieme di intere citt\u00e0, ha ridato alla preghiera un&#8217;identit\u00e0 e un valore\u00a0 ormai dimenticati dai pi\u00f9 nella convulsa vita quotidiana pre e post pandemica.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La clausura obbligatoria \u00e8 stata fastidiosa per molti, nonostante in tanti si siano invece organizzati a riordinare le case, in un tempo regalato che non c&#8217;era mai stato prima, nella nostra societ\u00e0 consumistica ed iperattiva, ma chi veramente ha sofferto, sono stati bambini e ragazzi. Nonostante i social e il telefono, il non poter avere contatti con i coetanei \u00e8 stato particolarmente penalizzante, una vera sofferenza quasi fisica. Le lezioni scolastiche on-line non hanno assolutamente potuto sostituire quella che \u00e8 un&#8217;esperienza in classe, n\u00e9 per i rapporti con i docenti, n\u00e8 ancor meno con i coetanei, n\u00e9 con la cultura. Quando le nostre citt\u00e0 si sono riaperte, abbiamo infatti assistito ad episodi di violenza inaudita, anche fra ragazzi molto giovani. Chi non ha infatti potuto usufruire della vicinanza e dalla compagnia dei coetanei, o della possibilit\u00e0 di essere supportato da una famiglia attenta e presente durante la pandemia, si \u00e8 sentito fortemente costretto ed emarginato, sia a livello sociale che scolastico, dando quindi sfogo alla propria rabbia e alla propria sofferenza provocando risse, episodi violenti e aggressivi, accerchiamenti di coetanei con botte e coltellate. Anche la mancanza di attivit\u00e0 motorie adeguate sicuramente ha avuto un suo ruolo. All&#8217;interno di quelle famiglie, poi, in cui la situazione non fosse idilliaca, e il rapporto uomo donna fosse gi\u00e0 in qualche maniera alterato, la convivenza forzata e in spazi cos\u00ec ristretti, ha aumentato gli episodi di violenza domestica, prevalentemente contro le donne, le mogli, le madri.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Alla fine del lockdown le risposte delle persone sono state completamente divaricanti, dicotomiche: da una parte ci sono stati individui che sopportavano la clausura con estrema fatica, che per evitare la claustrofobia del dovere stare chiusi in casa hanno trovato tutte le scuse per poter uscire: andavano pi\u00f9 volte al giorno a fare la spesa, in farmacia, a portare fuori il cane. Le uniche cose permesse. Altri invece, terrorizzati dalle notizie che sentivano in televisione, ma prevalentemente perdendo l&#8217;abitudine ad uscire, al rapportarsi agli altri, hanno avuto estreme difficolt\u00e0, aumentate nel tempo, e culminate alla fine del lock down, a riprendere le normali uscite e i normali rapporti sociali. Recrudescenze di crisi depressive si sono anche avute nelle persone che avevano precedentemente sofferto di depressione, raramente invece negli psicotici, in quanto per loro il contatto con la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 labile e meno significativo di quello che hanno con i loro tormentati e tormentanti pensieri.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Anche l&#8217;arrivo del vaccino ha portato a una duplice risposta: chi ha cercato di farsi vaccinare il prima possibile, anche con l&#8217;inganno, utilizzando parenti ed amici infermieri che potevano accedere all&#8217;uso di qualche dose avanzata, chi invece \u00e8 entrato nel panico pi\u00f9 totale all&#8217;idea di essere costretto a immettere nel proprio corpo una sostanza di cui non poteva avere il totale controllo.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La stessa dicotomica risposta \u00e8 stata data con l&#8217;avvento del green pass: la certificazione di essere in qualche modo immunizzati ha creato nei vaccinati, che potevano gi\u00e0 accedervi, una grande sicurezza e, finalmente, la libert\u00e0 di movimento, in altri invece, che non volevano farsi somministrare il vaccino, si \u00e8 assistito a fenomeni di contestazioni di piazza, di creazione di una cultura alternativa con false documentazioni (si sta ancora indagando da che fonte)<a id=\"_ftnref16\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn16\">[16]<\/a>, di un negazionismo con spunti paranoici, che ha purtroppo portato anche alla morte di coloro che, infettati, rispondevano al covid in maniera massimale, ma avevano negato la malattia e rifiutato il vaccino.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Si \u00e8 assistito anche ad una recrudescenza di attacchi di panico, non solo per paura della malattia, ma ancor maggiormente per quella del vaccino, nonostante i documentati e positivi risultati della campagna vaccinale in tutto il mondo occidentale, l&#8217;unica parte del pianeta che aveva potuto usufruirne pienamente, e che aveva permesso di riprendere le normali attivit\u00e0 lavorative e il recupero dell&#8217;economia.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Qualcosa per\u00f2 di buono c&#8217;\u00e8 stato.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nella estrema sofferenza del dover tenere le famiglie divise, disgregate (senza parlare di quelle di medici e personale sanitario, che si \u00e8 separato completamente dagli altri familiari, da tutti gli affetti, compresi i figli piccolissimi, per paura di contagiarli), e nell&#8217;impossibilit\u00e0, durante il lockdown di frequentarsi, ci si \u00e8 resi conto di quanto affetto e di quante cure si aveva bisogno di scambiarci l&#8217;un l&#8217;altro per essere felici. Questo anche nei confronti dei nostri anziani, seppur inabili e giudicati ormai inutili dalla societ\u00e0 attiva.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nipotini e nonni hanno sofferto tantissimo la reciproca mancanza.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Ma un&#8217;altra cosa \u00e8 successa che, prima della pandemia sarebbe potuta sembrare incredibile. Bambini e ragazzi, dopo una overdose di film, di video games, di serie tv, di rapporti solo con cellulari e tablet, stanchi della ripetitivit\u00e0 di questi strumenti, si sono di nuovo rivolti e riappropriati dei giochi di una volta: giochi pi\u00f9 creativi da fare in famiglia, giochi da tavolo, da cortile, racconti di favole, ascoltate e inventate. Tutto ci\u00f2, insomma, che stimola fantasia e potenzialit\u00e0 creative e progettuali, le armi segrete dell&#8217;uomo, prima fra tutte la capacit\u00e0 di astrazione, che inizia gi\u00e0 dall&#8217;infanzia con la possibilit\u00e0 di astrarsi dalla realt\u00e0 circostante, sebbene buia e cupa, creando nel gioco libero immagini e situazioni completamente fantastiche in cui credere. Sembra proprio che tutti si siano resi conto, come prima non mai, che la tecnologia \u00e8 importantissima e ormai insostituibile, ma che \u00e8 solo uno strumento, perch\u00e9 quello che conta \u00e8 l&#8217;uomo, la sua intelligenza, le sue capacit\u00e0, la progettualit\u00e0, la creativit\u00e0, \u00e8 l&#8217;amore reciproco che \u00e8 in grado di scambiarsi e che fa crescere la Noosfera.<\/span><\/p><hr \/><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn1\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Il posto dell&#8217;uomo nella natura: il gruppo zoologico umano. Il Saggiatore, Milano, pag.217<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn2\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> L&#8217;attacco alle torri gemelle con 2996 morti nel 2001 e il crollo borsistico legato al fallimento della banca Leimhan Brothers nel 2008.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn3\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a>Oggi la lebbra si cura con gli antibiotici e l&#8217;antibiotico di elezione per curarla, la Rifampicina, fu scoperto in Italia (Lepetit) a Milano nel 1959.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn4\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a>Alcuni di questi restano ancora come capolavori architettonici dell&#8217;epoca: il Lazzaretto Vecchio di Venezia, gli Incurabili di Napoli, il Lazzaretto di Ancona e il Lazzaretto brutto sull\u2019Isola Tiberina a Roma.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn5\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a>Le ricerche hanno migliorato strategie antivirali, soprattutto contro herpers e HIV, ma ancora cure certe non ci sono, mentre per i batteri gli antibiotici sono risolutivi, nonostante l&#8217;uso indiscriminato da parte degli allevatori e scorretto da parte della popolazione, abbia fatto emergere e nascere ceppi di germi e batteri resistenti. Si rimanda quindi allo scritto\u00a0 di Teilhard riportato pi\u00f9 avanti di come ogni forma vivente cerchi il miglior sistema per sopravvivere.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn6\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a>P.Teilhad de Chardin\u00a0 &#8220;Il fenomeno umano&#8221;\u00a0 ed. Queriniana, pag. 109<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn7\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a>Anche i virus comunque lo fanno, creando di continuo nuove varianti, come abbiamo potuto vedere.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn8\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a>Il posto dell&#8217;uomo nella natura: il gruppo zoologico umano. Il Saggiatore, Milano, pag.217<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn9\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a>Bibbia Isaia, 11,6<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn10\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a>L&#8217;avvenire dell&#8217;uomo, ed. Jaka Book,pag. 144.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn11\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a>Ibid. pag .145<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn12\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a>Ibid., pag. 145<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn13\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a>Ibid., pag 19<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn14\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a>Bibbia,\u00a0 Levitico, 5,2<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn15\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a>Ibid., 13, 46<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a id=\"_ftn16\" style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ci sono ora ipotesi al vaglio dell&#8217;intelligence dei vari paesi che stanno indagando per capire se i siti con le informazioni contro i vaccini europei e americani siano stati\u00a0 creati, come sembra, dalla Russia per far meglio valutare e quindi acquistare lo Sputnik, il vaccino prodotto da loro.<\/span><\/p><\/div>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0393db6 elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"0393db6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e0cc8d9 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"e0cc8d9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button 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