{"id":21720,"date":"2023-05-03T18:34:35","date_gmt":"2023-05-03T16:34:35","guid":{"rendered":"https:\/\/teilhard.eu\/?post_type=testi_su_tdc&#038;p=21720"},"modified":"2025-07-25T14:31:29","modified_gmt":"2025-07-25T12:31:29","slug":"praesentire-cum-ecclesia","status":"publish","type":"testi_su_tdc","link":"https:\/\/teilhard.eu\/en\/testi_su_tdc\/praesentire-cum-ecclesia\/","title":{"rendered":"Praesentire cum Ecclesia"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"21720\" data-post-id=\"21720\" data-obj-id=\"21720\" class=\"elementor elementor-21720 dce-elementor-post-21720\" data-elementor-post-type=\"testi_su_tdc\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7487af7 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7487af7\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2f992ef\" data-id=\"2f992ef\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-aa6e346 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"aa6e346\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #002060;\"><em>\u00abPraesentire cum Ecclesia\u00bb.<\/em><\/span><\/p><h6 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #002060;\">Teilhard de Chardin tra la sua \u00absingolarit\u00e0\u00bb di credente e<\/span><\/h6><h6 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #002060;\">la ricerca di un cammino di rinnovamento della Chiesa.<\/span><\/h6><h5 style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #002060;\">di Gianfilippo Giustozzi<\/span><\/h5><p><span style=\"color: #002060;\">Nelle ultime righe di <em>Le Christique<\/em>, scritto datato marzo 1955, composto, quindi, un mese prima della morte, Teilhard parla di s\u00e9 stesso come di un credente \u00abisolato\u00bb, di un \u00abirregolare\u00bb, che \u00abannuncia ed evoca ci\u00f2 che deve venire\u00bb.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Queste autodesignazioni non autorizzano l\u2019identificazione di Teilhard come un visionario, un mistico stravagante, o un profeta eccentrico che parla uno strano gergo cristiano. La sua \u00absingolarit\u00e0\u00bb \u00e8 infatti il prodotto della sua condizione di religioso e di scienziato nella cui persona, una profonda religiosit\u00e0 si \u00e8 unita con l\u2019amore della conoscenza del mondo prodotta da scienze come la geologia, la paleontologia, la paleoantropologia, e con una riflessione sui futuri scenari dell\u2019evoluzione in cui le competenze dello scienziato si saldano con i pensieri del filosofo e le speranze del cristiano.<\/span><\/p><ol><li><span style=\"color: #002060;\">Un innovativo programma di ricerca teologica<\/span><\/li><\/ol><p><span style=\"color: #002060;\">Nel suo tentativo di riforma del discorso cristiano, Teilhard non si limita alla ricerca di un possibile rapporto di concordia tra discorso scientifico sulla natura, tecnoscienza, e una fede cristiana fissata nella configurazione stabilita da una ortodossia ritenuta immutabile, e da una teologia che esclude la possibilit\u00e0 di riformulazione del discorso cristiano in presenza dei mutamenti dell\u2019immagine del mondo e della vita umana prodotti dalla nascita e dall\u2019avanzamento del sapere tecnico-scientifico. Dalla sua esperienza di religioso e di scienziato trae infatti la convinzione secondo la quale gli risulta impossibile \u00abfare tranquillamente scienza\u00bb, come gli ingiungono i Superiori della Compagnia di Ges\u00f9, senza, contemporaneamente, ripensare la propria visione religiosa.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Spinto da questa convinzione, elabora un pensiero che si differenzia dalla mentalit\u00e0 tipica di molti intellettuali cattolici, per i quali \u00abil cristianesimo resta immutato, <em>quali che siano<\/em> le apparenze assunte, per la nostra esperienza, dall\u2019Universo (nelle sue dimensioni, nella sua struttura, nella sua organicit\u00e0)\u00bb<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. \u00c8 sua convinzione, infatti, che la nascita, l\u2019espansione, il potenziamento del sapere tecnico-scientifico, esercitano sulla religione un urto decostruttivo che la teologia deve prendere seriamente in considerazione, se non desidera affidare la pratica cristiana ad un dogmatismo autoritario, o ad una \u00abpiet\u00e0\u00bb senza pensiero.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Per delineare un discorso teologico capace di elaborare le problematiche connesse all\u2019affermarsi della visione evolutiva del mondo e all\u2019accelerazione dell\u2019espansione del sapere tecnico-scientifico, Teilhard ritiene che la Chiesa debba \u00abrompere\u00bb con la convinzione di essere in possesso di una formulazione immutabile della verit\u00e0 che le garantisce il monopolio della spiegazione della realt\u00e0, e debba, di conseguenza, ripensare il \u00abDogma\u00bb nell\u2019orizzonte di una mutata visione della natura e della vita umana. Questo passaggio culturale viene da lui assimilato all\u2019attraversamento di una \u00absoglia\u00bb nel campo del pensiero teologico, un transito che richiede, di rompere il \u00abguscio\u00bb del discorso teologico convenzionale, e dislocare la costruzione della teologia nello spazio aperto da una comprensione del cosmo e dell\u2019uomo che \u00abdeborda\u00bb l\u2019immagine del mondo e dell\u2019uomo depositata nei linguaggi e nei modi di pensare e di vivere l\u2019esperienza cristiana codificati dalla Chiesa.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Attualmente \u2013 scrive il gesuita in due note di diario vergate tra la fine del 1917 e l\u2019inizio del 1918 \u2013 c\u2019\u00e8 veramente una crisi del Cristianesimo nel mondo, dovuta al fatto che il Mondo sembra largamente debordare la <em>spiegazione cristiana<\/em>, il Cristianesimo, <em>attraverso i suoi misteri, la sua potenza, la sua vitalit\u00e0 evolutiva<\/em>. Occorre mostrare che il Cristianesimo, ben compreso, \u00e8 alla misura di queste oscurit\u00e0 e di queste promesse [&#8230;]. Passiamo dunque attraverso una soglia nella storia del Dogma. Occorre <em>rompere un guscio<\/em>, quello della credenza beata nel possesso di una spiegazione universale del Mondo [&#8230;]. La Realt\u00e0 deborda ancora il Dogma esplicitato (Mondo pi\u00f9 grande della Religione formulata)<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Il gesuita delinea in tal modo un innovativo programma di ricerca che si propone parlare di Dio e della pratica cristiana collocandosi nell\u2019orizzonte dei linguaggi e delle forme di vita prodotti da una cultura che considera l\u2019evoluzione del cosmo, la crescita esponenziale della potenza del sapere tecnico-scientifico, la crescente unificazione della specie umana nel nuovo spazio di realt\u00e0 da essa prodotto, la \u00abNoosfera\u00bb, come gli apriori entro cui collocare ogni conoscenza e ogni esperienza del mondo, quindi, anche la dottrina, la spiritualit\u00e0, la prassi della Chiesa<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/span><\/p><ol start=\"2\"><li><span style=\"color: #002060;\">Un approccio post-teista al divino: il panenteismo cristiano.<\/span><\/li><\/ol><p><span style=\"color: #002060;\">Teilhard ritiene che per soddisfare i bisogni e le aspirazioni religiose di una umanit\u00e0 che attraversa una fase di profondi cambiamenti sia necessario dar vita a \u00abun\u2019altra teologia\u00bb. Per questo invita i credenti a liberarsi da atteggiamenti di pigrizia mentale, che, per timore di vedere \u00abesplodere\u00bb le immagini convenzionali di Dio, dell\u2019uomo, dell\u2019esperienza cristiana, li inducono a rifiutare, oppure a guardare con sospetto quanto realizzano gli uomini con le loro ricerche e le loro sperimentazioni. Egli intende infatti valorizzare le \u00abqualit\u00e0 creatrici\u00bb che appartengono alla natura e al mondo umano, poich\u00e9 ritiene che la verit\u00e0 non sia il testo gi\u00e0 scritto nel mondo e nella vita umana dall\u2019atto originario della creazione, ma, al contrario, sia il prodotto della sinergia tra divenire della natura, divenire della \u00abvita pensante\u00bb, azione di \u00abamorizzazione\u00bb del cosmo che assume forma nella manifestazione di Dio in Ges\u00f9 Cristo. In tal modo, quello che la metafisica neoscolastica chiama l\u2019\u00abessere partecipato\u00bb perde la connotazione di realt\u00e0 irrilevante rispetto all\u2019assolutezza dell\u2019essere divino, per divenire un fattore determinante nella costruzione della figura escatologica di uno stato di unificazione del reale che \u00e8 il risultato della sinergia tra il divenire del processo cosmogonico e l\u2019azione divina, che nel linguaggio cristiano viene indicata attraverso le categorie di creazione, incarnazione, redenzione, <em>pleroma<\/em>.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Teilhard si congeda cos\u00ec dal teismo tipico della teologia filosofica neoscolastica, come pure dalla \u00abmetafisica biblica\u00bb evocata da Claude Tresmontant, un interprete del suo pensiero dal lui duramente avversato<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. In ambedue i casi, infatti, Dio, viene concepito come ente \u00abaltro\u00bb rispetto al mondo, il quale non influisce in alcun modo nella configurazione della sua costituzione d\u2019essere.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La posizione del gesuita va invece in altra direzione, ed \u00e8 espressa sinteticamente nell\u2019enunciato lapidario contenuto in uno scritto del 1936 in cui si legge che Dio \u00e8 \u00abreale\u00bb ma \u00abnon realizzato\u00bb<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. A suo avviso, infatti, guardando il mondo dal punto di vista del suo compimento escatologico, Dio si completa nel <em>pleroma<\/em>, poich\u00e9 l\u2019unit\u00e0 con il cosmo che in esso si realizza amplifica l\u2019unit\u00e0 immanente appartenente alla struttura trinitaria dell\u2019essere divino. \u00abDio si compie \u2013 scrive \u2013 si completa in qualche modo nel <em>pleroma<\/em>\u00bb, cio\u00e8 in quella figura ultima del reale nel quale \u00abnon resta pi\u00f9 nulla da unificare n\u00e9 in Dio n\u00e9 \u201cal di fuori\u201d di Dio\u00bb<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Teilhard delinea in tal modo la figura di un \u00abpanteismo cristiano\u00bb<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> che articola il proprio discorso a partire dalla comprensione di Dio, del mondo, della vita umana, implicita in categorie del discorso cristiano come Trinit\u00e0, incarnazione, eucarestia, prassi ispirata alla carit\u00e0, attesa del Regno di Dio, <em>pleroma<\/em>. Su questa base accede alla comprensione di Dio come \u00abatmosfera\u00bb, come \u00absfera\u00bb, come \u00abambiente universale\u00bb, cio\u00e8 realt\u00e0 che non \u00e8 n\u00e9 \u00abfuori\u00bb, n\u00e9 \u00abaccanto\u00bb al mondo, ma costituisce lo sfondo \u00abmobile\u00bb in cui sono immersi il mondo e la vita umana.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In forza dell\u2019evento cristologico, e del \u00abcontatto\u00bb in esso stabilitosi tra Dio, mondo, uomo, e delle \u00abestensioni\u00bb che di esso si danno nella predicazione, nell\u2019eucarestia, nella prassi ispirata alla carit\u00e0, nell\u2019attesa del Regno di Dio e del suo compimento nel <em>pleroma<\/em>, il mondo appare come \u00abluogo sacro\u00bb. Non \u00e8 infatti lo scenario dell\u2019\u00abepifania\u00bb di un Dio ad esso esterno, ma l\u2019ambiente in cui si dispiega la sua \u00ab<em>Diafania<\/em>\u00bb. Il \u00abcontatto\u00bb tra Dio, mondo, uomo, prodottosi nell\u2019evento cristologico costituisce in tal senso il \u00abfocolaio storico\u00bb nel quale trova espressione quella unit\u00e0 tra Dio, cosmo, \u00abvita pensante\u00bb, che costituisce la grammatica profonda che regola la costituzione della realt\u00e0.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">La divina presenza non si \u00e8 manifestata semplicemente di fronte a noi, accanto a noi. \u00c8 scaturita in modo cos\u00ec universale, ce ne troviamo talmente avvolti e pervasi che non ci rimane neppure un posto per cadere in ginocchio, fosse pure nel profondo di noi stessi. Mediante tutte le creature, senza eccezione, il Divino ci assedia, ci pervade, ci plasma. Pensavamo che fosse lontano, inaccessibile, invece viviamo immersi nelle sue sfere ardenti. \u00ab<em>In eo vivimus<\/em>\u00bb. In verit\u00e0, come diceva Giacobbe uscito dal suo sogno, il mondo, questo mondo tangibile per il quale sentivamo la noia e l\u2019irriverenza riservate ai luoghi profani, \u00e8 un luogo sacro, e non lo sapevamo? \u00ab<em>Venite, adoremus<\/em>\u00bb [\u2026]. Se \u00e8 lecito modificare leggermente una parola sacra, diremo che il grande mistero del cristianesimo non \u00e8 esattamente l\u2019Apparizione, ma la Trasparenza di Dio nell\u2019Universo. S\u00ec, o Signore, non solo il raggio che sfiora, ma il raggio che penetra. Non la tua Epifania, o Ges\u00f9, <em>ma la tua<\/em> <em>Diafania<\/em><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Nel contesto di questa visione evolutiva di Dio, del mondo, della vita umana, la pratica cristiana viene compresa come pratica di attivazione e di sostegno dell\u2019azione creatrice di un\u2019umanit\u00e0 che, attraverso l\u2019espansione della propria potenza cognitiva e operativa, arriva ad accreditarsi come formazione capace di dar corso al \u00abrilancio\u00bb dell\u2019evoluzione.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">Per Bergson l\u2019universo \u00ab\u00e8 una macchina per produrre dei\u00bb, per Teilhard \u00e8 una \u00abmacchina\u00bb per produrre il <em>pleroma<\/em>, per muovere cio\u00e8 verso quella figura ultima dell\u2019evoluzione in cui si realizza il massimo di unit\u00e0 fra Dio, mondo, \u00abvita pensante\u00bb. In tale orizzonte prende forma una relazione tra Dio, cosmo, uomo, in cui si passa dalla sudditanza ontologica dell\u2019<em>ens ab alio<\/em> nei confronti dell\u2019<em>ens a se<\/em> alla sinergia tra fonti differenti di creativit\u00e0 che trovano il proprio compimento nella estensione alla totalit\u00e0 dell\u2019universo della compenetrazione tra mondo, uomo, Dio, realizzatasi nell\u2019esistenza di Ges\u00f9 Cristo, che si prolunga nell\u2019eucarestia e nell\u2019energia contenuta nella speranza cristiana di un mondo riconciliato.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\">In questa storia generale della Materia, chi non riconoscerebbe \u2013 scrive Teilhard \u2013 il grande gesto simbolico del Battesimo? Nelle acque del Giordano, immagine delle potenze della Terra, il Cristo si immerge. Egli le santifica. E, come dice San Gregorio Nisseno, ne esce gocciolante, sollevando il Mondo con S\u00e9 [\u2026]. Nulla di meno di questa <em>Parusia<\/em> ci vuole per equilibrare e dominare, nei nostri cuori, la gloria del Mondo che si eleva. Affinch\u00e9 con Te possiamo vincere il Mondo, manifestati a noi ammantato della Gloria del Mondo [\u2026]. Ci siamo compenetrati a lungo in queste prospettive: il progresso dell\u2019Universo, e specialmente dell\u2019Universo umano, non fa concorrenza a Dio, n\u00e9 rappresenta un vano sperpero delle energie che gli dobbiamo. Pi\u00f9 l\u2019uomo sar\u00e0 grande, pi\u00f9 l\u2019Umanit\u00e0 sar\u00e0 unita, cosciente e padrona della propria forza, pi\u00f9, di conseguenza, la creazione sar\u00e0 bella, l\u2019adorazione perfetta, tanto pi\u00f9 il Cristo trover\u00e0, per le Sue espansioni mistiche, un Corpo degno di risurrezione<a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> P. Teilhard de Chardin, <em>Lettres famili\u00e8res de Pierre Teilhard de Chardin mon ami. Les derni\u00e8res ann\u00e9es (1948-1955), <\/em>\u00c9ditions du Centurion, Paris 1976, p. 195.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> P. Teilhard de Chardin, <em>Journal<\/em>, Tome I (cahiers 1-5): 26 ao\u00fbt 1915 \u2013 4 janvier 1919, Fayard, Paris 1975, p. 255. Sulla rilevanza della problematica di un \u00abDio equicosmico\u00bb, \u00abcoestensivo\u00bb all\u2019immagine dell\u2019universo elaborata dalla fisica e dalle scienze della natura, mi permetto di rimandare a G. Giustozzi, <em>Pierre Teilhard de Chardin. Geobiologia \/ Geotecnica \/ Neo-cristianesimo<\/em>, Studium edizioni, Roma 2016, pp. 49-53<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Sule varie fasi della ricerca perseguita da Teilhard di una \u00abrifondazione\u00bb della teologia cattolica cfr. G. Giustozzi, <em>Teilhard de Chardin. La \u00abreinvenzione\u00bb dell\u2019esperienza religiosa<\/em>, Studium edizioni, Roma 2021, pp. 89-216.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Sulla questione rimando a G. Giustozzi, <em>Teilhard contro Tresmontant. Testi e contesti dello scontro tra il gesuita e un suo interprete<\/em>, in M. Florio (ed.), <em>Scrutando il Mistero nella storia<\/em>, Cittadella Editrice, Assisi 2018, pp. 230-254.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> P. Teilhard de Chardin, <em>Esquisse d\u2019un Univers personnel<\/em>, in Id., <em>L\u2019\u00c9nergie humaine<\/em>, \u00c9ditions du Seuil, Paris 1962, p. 91.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> P. Teilhard de Chardin, <em>Christianisme et \u00c9volution. Suggestions pour servir \u00e0 une Theologie nouvelle<\/em>, in Id., <em>Comment je Crois<\/em>, \u00c9ditions du Seuil, Paris 1969, p. 209.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Per una analisi del pensiero di Teilhard in rapporto al \u00abpanteismo cristiano\u00bb, al \u00abpancristismo\u00bb, formule che, al pari di altre, come \u00abCristo cosmico\u00bb, \u00abDio evolutore\u00bb, sono spesso ricorrenti nella sua opera, e mostrano somiglianze con il panenteismo evocato da Karl Krause, cfr. G. Giustozzi, <em>Teilhard de Chardin. Geobiologia\/Geotecnica\/Neo-cristianesimo, <\/em>pp. 70-113; 145-164; 278-284; 600- 619; Id., <em>Teilhard contro Tresmontant<\/em>, in Florio, <em>Scrutando il Mistero nella storia<\/em>, pp. 230-254; V. Mendonca, <em>Panentheistic Interconnectedness. <\/em><em>On The Revival of Metaphysics in A.N. Whitehead and P. Teilhard De Chardin<\/em>, Katholieke Universiteit Leuven, July 2019: <a style=\"color: #002060;\" href=\"https:\/\/lirias.kuleuven.be\/retrieve\/545999\">https:\/\/lirias.kuleuven.be\/retrieve\/545999<\/a>; C. Fanti (ed.), <em>Quale Dio, quale cristianesimo. <\/em><em>La metamorfosi della fede nel XXI secolo<\/em>, Gabrielli editori, San Piero in Cariano (VR) 2022.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> P. Teilhard de Chardin, <em>L\u2019Ambiente Divino<\/em>, tr. it. di A. Dozon D\u2019Averio e F. Mantovani, Queriniana, Brescia 2005<sup>4<\/sup>, pp. 85;101.<\/span><\/p><p><span style=\"color: #002060;\"><a style=\"color: #002060;\" href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> <em>Ibidem<\/em>, pp. 81;98;124.<\/span><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-acc79ab elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider\" data-id=\"acc79ab\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"divider.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-divider\">\n\t\t\t<span class=\"elementor-divider-separator\">\n\t\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6c63f95 elementor-align-right elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"6c63f95\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-xs elementor-animation-grow\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/testi-su-teilhard-de-chardin\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">home TESTI SU Teilhard de Chardin <\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"author":85,"featured_media":7122,"template":"","categories":[],"autori":[205],"testi_su_tdc_folder":[],"class_list":["post-21720","testi_su_tdc","type-testi_su_tdc","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","autori-gianfilippo-giustozzi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Praesentire cum Ecclesia - CENTRO STUDI \u201cTeilhard de Chardin per il futuro dell\u2019uomo\u201d<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/teilhard.eu\/en\/testi_su_tdc\/praesentire-cum-ecclesia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Praesentire cum Ecclesia - CENTRO STUDI \u201cTeilhard de Chardin per il futuro dell\u2019uomo\u201d\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abPraesentire cum Ecclesia\u00bb. 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